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Una delle aree meno esplorate della ricerca sull'Olocausto e' sicuramente quella numismatica. Numerose infatti furono le monete e le banconote create dagli occupanti nazisti per essere usate all'interno dei campi di transito o di concentramento dei prigionieri e dei "ghetti".
L'idea di creare una moneta speciale per gli ebrei nacque nel 1933 come "moneta di conversione". Obbligati a cedere i loro beni materiali a basso prezzo, gli ebrei venivano pagati con questa "moneta di conversione" e non in marchi tedeschi. Questa moneta veniva accettata soltanto al di fuori della Germania, cosi' che i piu' fortunati tra di loro che avevano almeno ricevuto questa moneta potevano andare in una banca straniera e cambiarla in moneta corrente. Tuttavia il tasso di cambio era tenuto artificialmente basso essendo calcolato sulla base di un elaborato schema di confisca.
Un programma particolare fu in seguito quello di creare un sistema monetario per i campi di concentramento, che si andavano rapidamente affollando di prigionieri politici ed ebrei, affinche' la realtiva moneta potesse servire a diversi scopi:
1. Era sicuramente una misura per rendere piu' difficile la fuga in quanto, al di fuori dei campi, era inutilizzabile.
2. Era un metodo per contribuire alle spese di gestione dei campi in quanto la moneta veniva data in cambio dei beni reali che i prigionieri portavano con se', valutati dalle guardie dei campi.
3. Era un metodo per umiliare i prigionieri ed isolarli ancor piu'dal mondo esterno.
I prigionieri, ciascuno con il proprio "conto" in moneta del campo, potevano acquistare cibo presso lo spaccio. Il 30% di quanto speso veniva confiscato come tassa per contribuire alle spese del campo. In mancanza di questo contributo i prigionieri dovevano pagare una "retta" per il loro imprigionamento.
I primi "Konzentrationlager" ( campi di concentramento ) ad utilizzare questi accorgimenti fin dal 1933 furono quelli di Lichtenburg e Oranienburg.
Il campo di Buchenwald venne aperto il 19 luglio 1937 ed emise subito banconote da 0.5, 1, 2 e 3 marchi. Le banconote erano molto semplici e stampate su carta grezza. I biglietti erano di due categorie: quelli normali per tutti i prigionieri e quelli riservati agli "Aussenkommandos" cioe' alle unita' di prigionieri impiegate per lavori forzati al di fuori del campo.
In alto a sinistra erano stampate le rune delle SS seguite dalle parole "Standort-Kantine" ( Spaccio ) con sotto il nome del campo "Buchenwald". In basso a destra la parola "Wertmarke" ( Valore in marchi ) collocata sopra l'indicazione in RM. In basso al centro era stampata una stella a sei punte stilizzata. Immediatamente a sinistra della stella vi era il numero si serie. Tutte le banconote erano senza data e con il retro completamente bianco. Le banconote riservate agli esterni avevano la scritta "Aussenkommando" stampata a 45° da sinsitra a destra. Il campo ausiliario di Rottleberode aveva il timbro "SS-KO Rottleberode", apposto con la stessa angolazione della scritta "Aussenkommando".
L'uso di queste particolari banconore era autorizzato dal "Regolamento di Servizio per i favori agli internati" istituito dalle SS il 15 maggio 1943. Esso regolava i particolari "favori" concessi per l'impegno, attenzione, buona disposizione e "lavori speciali". Questi favori includevano la possibilita' di ricevere posta, mantenere i capelli lunghi, ricevere razioni di cibo supplementari o premi in denaro. Ciascun prigioniero poteva spendere fino a 10 marchi per settimana per acquistare sigarette o altri generi allo spaccio del campo, frequentare il bordello o depositare il denaro sul proprio conto. Ogni visita al bordello costava 2 marchi. le SS trattenevano 1,5 marchi per spese amministrative e 0,5 marchi erano usati per "spese".
(Notizie storiche tratte dal sito "Museum of Tolerance" di Simon Wiesenthal)