Italia (1940-1945)
BELLISSIMO DISTINTIVO ORIGINALE DELLA "DIVISIONE SASSARI" MARCATO LORIOLI
Prezzo: Euro 150,00 - cod. nr. 12506
I fanti della Sassari all'assalto in un dipinto di Vittor Pisani
In questa immagine è possibile vedere come veniva indossato il distintivo della Divisione "Sassari" dai suoi soldati. ( Tratta dal libro "La guerra dimenticata della Brigata Sassari - La campagna di Jugoslavia 1941-1942" di Francesco Fatutta e Paolo Vacca, Editrice Democratica Sarda, 2001 )
Raro distintivo originale per gli appartenenti alla "Divisione Sassari" realizzato in metalli dorati e smalti. Quadrato con al centro stemma sorretto da due leoni poggianti su sciarpa bianca con motto "DEUS ET SU RE", circondato da cornice a forma di corda formante sui quattro lati altrettanti nodi sabauti. Al di sotto della sciarpa vi sono le scritte "4 MED.ORO" e "8 CITAZIONI". Nella parte superiore la corona reale. Sul retro attacco a spilla e sigla del fabbricante "FM. Lorioli Fratelli Milano Roma". Il distintivo misura circa 30 mm per lato e pesa 19 grammai.
Solo cinque grandi unità del Regio Esercito ( Divisioni "Toscana", "Venezia", "Torino", "Sabauda", e "Pasubio" )furono autorizzate dallo Stato Maggiore, con apposite circolari publicate sul Giornale Militare, ad avere in dotazione propri distintivi tradizionali da portare sull'uniforme al di sopra delle decorazioni o nastrini ma, queste disposizioni vennero in gran parte disattese e così anche altre grandi unità si dotarono di un proprio distintivo tradizionale da apporre sulle uniformi dei propri uomini di tutti gli ordini e gradi.
E' appunto il caso della Divisione "Sassari" che si dotò di questo distintivo recante tutte le caratteristiche richiamanti la storia dell'unità. Questo distintivo fu prodotto principalmente dalla ditta "F.M.Lorioli", ma si conoscono diverse varianti sia nelle tipologia che nella produzione.
( Notizie tratte dall'articolo di Davide Zamboni apparso sul numero 21 della rivista "Milites" )

La Prima Guerra Mondiale


La Brigata “Sassari”, erede delle tradizioni del "Terçio de Cerdena" (periodo aragonese-spagnolo) e del Reggimento di Sardegna (periodo Sabaudo), fu costituita il 1° Marzo del 1915 a Tempio Pausania (SS) e a Sinnai (CA), su due Reggimenti, il 151° e il 152° fanteria, composti interamente da sardi.
Nel luglio dello stesso anno attraversa l'Isonzo e viene subito impegnata in combattimento.
  Bosco Cappuccio, Bosco Lancia, Bosco Triangolare furono tappe eroiche per il conseguimento del primo titolo d'onore che la Brigata conquistò espugnando le trincee delle "Frasche" e dei "Razzi", meritando la citazione, prima tra tutte le unita' dell'Esercito, sul bollettino del Comando Supremo.
  Spostata dal Carso sull'altipiano di Asiago, nel giugno 1916 riconquistò Monte Fior, Monte Castelgomberto e Casera Zebio. Il 3 agosto i suoi reggimenti ricevettero la prima Medaglia d'Oro.
  Nei tragici giorni di Caporetto i fanti della "Sassari" contrastarono le avanguardie nemiche fino al Piave combattendo con straordinaria coesione morale, disperato orgoglio e granitica compattezza organica.
  Il battaglione "Musinu" fu l'ultimo dell'intero Esercito a passare il Piave, inquadrato e al passo, quasi irridendo il nemico che incalzava.
  Ultimi a ripiegare, i "Sassarini" furono i primi nella riscossa. Sull'altopiano dei "Sette Comuni", nel gennaio 1918, la Brigata fu protagonista della battaglia dei "Tre Monti" (Col de Rosso, Col d'Echele e Monte Valbella) che valse la seconda Medaglia d'Oro alle Bandiere dei reggimenti.
La Grande Guerra costò alla "Sassari" oltre 15.000 perdite (2164 caduti e 12858 tra feriti, mutilati e dispersi). Caddero 138 Sassarini ogni 1000 incorporati (la media nazionale fu di 104). 6 Ordini Militari di Savoia, 9 Medaglie d'Oro, 405 d'Argento, 551 di Bronzo rappresentano il riconoscimento del valore individuale dei sardi che si batterono all'ombra delle due gloriose Bandiere, ciascuna delle quali venne decorata con 2 Medaglie d'Oro al V.M. (caso rimasto unico nel nostro Esercito, nell'arco di una sola campagna di guerra).
Nell'ordinamento provvisorio del 1919 la Brigata "Sassari" viene mantenuta tra le Brigate permanenti come riconoscimento per lo straordinario valore dimostrato in guerra.

Periodo 1920-1938

   Nel 1926 assunse la denominazione 12a Brigata di Fanteria inquadrando, oltre al 151° e al 152°, il 12° reggimento di Fanteria della disciolta Brigata "Casale".
   Nel 1934, con il nome di Brigata di Fanteria "Timavo", entro' a far parte dell'omonima Divisione

La Seconda Guerra Mondiale

   Nel 1939 venne costituita la Divisione "Sassari", odinata sui due reggimenti originari e sul 34° Reggimento Artiglieria.
   Iniziata la Campagna di Guerra nei Balcani, il 6 aprile 1941 la Divisione "Sassari" - inquadrata nella 2a Armata Italiana - penetrò in territorio jugoslavo attraverso il Monte Nevoso.
   Infranta in sole due settimane la resistenza dell'Esercito Jugoslavo, il 20 aprile le colonne della 2a Armata, provenienti da nord, raggiunsero Tenìn (oggi Knin) che per circa 2 anni rimase la sede del Comando della Divisione "Sassari".
   Nel luglio 1942 i reparti della "Sassari" diedero corso a vaste operazioni di rastrellamento sul Velebit, conclusesi con la conquista del Monte Vrsa e di quota 1210 di Sdlo.
   Nel marzo 1943 la "Sassari" rientrò nella penisola, per costituire massa di manovra a difesa della Capitale. Dall'8 al 10 settembre 1943, unitamente alle Divisioni "Granatieri di Sardegna" e "Ariete", prese parte alla difesa di Roma, combattendo a Porta San Paolo.
   Il 10 settembre, posta in salvo in maniera avventurosa le Bandiere di Guerra in un monastero presso Monte Mario, i reparti della Diviosione "Sassari" si sciolsero.
( Dati storici ricavati dal sito dell'Associazione Nazionale Brigata Sassari )