| Italia (1940-1945) |
| BELLISSIMO DISTINTIVO ORIGINALE DELLA "DIVISIONE SASSARI" MARCATO LORIOLI |
| Prezzo: Euro 150,00 - cod.
nr. 12506 |
Solo cinque grandi unità del Regio Esercito ( Divisioni "Toscana", "Venezia", "Torino", "Sabauda", e "Pasubio" )furono autorizzate dallo Stato Maggiore, con apposite circolari publicate sul Giornale Militare, ad avere in dotazione propri distintivi tradizionali da portare sull'uniforme al di sopra delle decorazioni o nastrini ma, queste disposizioni vennero in gran parte disattese e così anche altre grandi unità si dotarono di un proprio distintivo tradizionale da apporre sulle uniformi dei propri uomini di tutti gli ordini e gradi. E' appunto il caso della Divisione "Sassari" che si dotò di questo distintivo recante tutte le caratteristiche richiamanti la storia dell'unità. Questo distintivo fu prodotto principalmente dalla ditta "F.M.Lorioli", ma si conoscono diverse varianti sia nelle tipologia che nella produzione. ( Notizie tratte dall'articolo di Davide Zamboni apparso sul numero 21 della rivista "Milites" ) La Prima Guerra Mondiale La Brigata “Sassari”, erede delle tradizioni del "Terçio de Cerdena" (periodo aragonese-spagnolo) e del Reggimento di Sardegna (periodo Sabaudo), fu costituita il 1° Marzo del 1915 a Tempio Pausania (SS) e a Sinnai (CA), su due Reggimenti, il 151° e il 152° fanteria, composti interamente da sardi. Nel luglio dello stesso anno attraversa l'Isonzo e viene subito impegnata in combattimento. Bosco Cappuccio, Bosco Lancia, Bosco Triangolare furono tappe eroiche per il conseguimento del primo titolo d'onore che la Brigata conquistò espugnando le trincee delle "Frasche" e dei "Razzi", meritando la citazione, prima tra tutte le unita' dell'Esercito, sul bollettino del Comando Supremo. Spostata dal Carso sull'altipiano di Asiago, nel giugno 1916 riconquistò Monte Fior, Monte Castelgomberto e Casera Zebio. Il 3 agosto i suoi reggimenti ricevettero la prima Medaglia d'Oro. Nei tragici giorni di Caporetto i fanti della "Sassari" contrastarono le avanguardie nemiche fino al Piave combattendo con straordinaria coesione morale, disperato orgoglio e granitica compattezza organica. Il battaglione "Musinu" fu l'ultimo dell'intero Esercito a passare il Piave, inquadrato e al passo, quasi irridendo il nemico che incalzava. Ultimi a ripiegare, i "Sassarini" furono i primi nella riscossa. Sull'altopiano dei "Sette Comuni", nel gennaio 1918, la Brigata fu protagonista della battaglia dei "Tre Monti" (Col de Rosso, Col d'Echele e Monte Valbella) che valse la seconda Medaglia d'Oro alle Bandiere dei reggimenti. La Grande Guerra costò alla "Sassari" oltre 15.000 perdite (2164 caduti e 12858 tra feriti, mutilati e dispersi). Caddero 138 Sassarini ogni 1000 incorporati (la media nazionale fu di 104). 6 Ordini Militari di Savoia, 9 Medaglie d'Oro, 405 d'Argento, 551 di Bronzo rappresentano il riconoscimento del valore individuale dei sardi che si batterono all'ombra delle due gloriose Bandiere, ciascuna delle quali venne decorata con 2 Medaglie d'Oro al V.M. (caso rimasto unico nel nostro Esercito, nell'arco di una sola campagna di guerra). Nell'ordinamento provvisorio del 1919 la Brigata "Sassari" viene mantenuta tra le Brigate permanenti come riconoscimento per lo straordinario valore dimostrato in guerra. Periodo 1920-1938 Nel 1926 assunse la denominazione 12a Brigata di Fanteria inquadrando, oltre al 151° e al 152°, il 12° reggimento di Fanteria della disciolta Brigata "Casale". La Seconda Guerra Mondiale Nel 1939 venne costituita la Divisione "Sassari", odinata sui due reggimenti originari e sul 34° Reggimento Artiglieria. |
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