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| Soldato austriaco completamente equipaggiato con l'elmo M.17 (foto tratta dal volume "La Guerra Italo-Austriaca 1915-1918" di Paolo Marzetti) |
Splendido elmo di produzione austriaca modello "M.17" in eccezionali condizioni di conservazione. L'elmetto, garantito originale al 100% come facilmente intuibile dalle foto, e' completo in tutte le sue parti interne che lo caratterizzano.
Ha la stessa forma dell'elmo Mod. 1916 germanico ma se ne differenzia per la colorazione marrone, mantenuta in buona parte, e per il sottogola in canapa direttamente collegato al centro, in alto, sulle falde laterali.
L'imbottitura di pelle e' fissata ad un cerchione metallico che lo identifica come modello M.17 in quanto nel precedente modello M.16 il cerchio era pure in pelle. E' costituita da tre cuscinetti che, nell'intenzione dell'inventore tedesco, erano destinati a contenere i pacchetti di medicazione; in realta' contenevano cuscinetti imbottiti di crine o di paglia.
Durante le parate, o in occasioni particolari, sulla presa d'aria di sinistra, potevano essere applicate tre foglie di quercia in estate, oppure un rametto di pino in inverno.
Questo elmetto e' il frutto degli studi congiunti di un tecnico tedesco, il professor Friedrich Schwerde dell'Istituto di Hannover, e di un chirurgo distaccato al XVIII corpo d'armata, il professor August Bier. Quest'ultimo era specializzato nell'estrazione delle piccole schegge di acciaio dal cervello dei soldati, attuata per mezzo di una potente elettrocalamita. Tuttavia, le lesioni prodotte al cervello provocavano quasi sempre la morte del paziente. Consapevole di cio' Bier suggerisce l'avviamento di un programma di studio per la realizzazione di un copricapo protettivo in acciaio. L'aspetto tecnico della questione viene affrontato dal professor Schwerde che, in considerazione del fatto che l'80% delle ferite era provocato dalle schegge e solo il 20% da colpi diretti d'arma da fuoco, stabili' che l'elmetto doveva coprire la maggior superficie possibile della testa a discapito dello spessore del metallo.
Il nuovo elmetto venne prodotto in sei taglie con calotta in acciaio al nickel-cromo dello spessore di circa 1 mm e peso approssimativo di 1 kg. Lateralmente sono presenti due prese d'aria protette da due bulloncini sporgenti, che fungono anche da punti di aggancio della "Stirnpanzer" ( corazzetta protettiva frontale ), all'interno una fascia in cuoio pesante, fissata alla calotta mediante tre rivetti: su questa fascia sono cuciti tre lembi di cuoio morbido imbottiti posteriormente mediante l'inserimento di cuscinetti di crine di cavallo in apposite taschine. Il soggolo e' quello modello 1891 applicato mediante due perni come gia' avveniva sul "Pickelhauben".
Quasi tutti gli storici sono concordi nell'affermare che il primo contingente di 30.000 elmetti venne distribuito verso la fine di gennaio 1916 alle unita' che si preparavano a prendere d'assalto Verdun, dopo un breve periodo di prova condotto tra i mesi di novembre e dicembre 1915, quando venne distribuito ad alcune unita' d'assalto. Nel maggio del 1917 venne deciso di sostituire la fscia di cuoio che fungeva da supporto per l'imbottitura con una striscia di metallo. Questa modifica non alterava comunque l'aspetto esterno dell'elmetto quindi gli anglosassoni preferiscono parlare di "Modello 1916, secondo tipo" anzicche' "Modello 1917". ( Informazioni tecniche e storiche tratte dal libro "Elmetti" di Paolo Marzetti e dal'articolo apparso sul numero 11 di "Uniformi & Armi")