| Italia R.S.I. |
| "E' AL MICROFONO IL COLONNELLO STEVENS" ( RADIO LONDRA ) 1943 |
| Prezzo: venduto - cod. nr. 12423 |
Il volumetto ha 54 pagine e le dimensioni di cm. 18 x 12. Le trasmissioni in italiano della BBC ebbero inizio il 27 settembre 1938, al momento culminante della crisi di Monaco. Fu allora che il Governo chiese all'ente radiofonico britannico di trasmettere il discorso rivolto alla nazione dal Primo Ministro Chamberlain in francese, tedesco e italiano. Occorreva improvvisare duesta trasmissione; e da questa improvvisazione ebbero inizio i Servizi Europei della BBC - di cui la sezione italiana fu una delle prime e più importanti componenti. Con lo scoppio delle ostilità, nel 1939, le trasmissioni aumentarono di numero e di ampiezza; il Servizio Italiano da un quarto d'ora al giorno passa ad un'ora e mezza nel maggio del 1940, e cresce per stadi, fino ad una punta di una ventina di trasmissioni al giorno, per un totale di 4 ore e un quarto, nell'agosto del 1943. Per molto tempo, la redazione notizie di Radio Londra non ha molto di buono da riferire: ma anche se le notizie sono cattive, le trasmette prima degli altri e nella forma più esauriente possibile. Ha un suono bizzarro e inconsueto per gli ascoltatori dell'Europa di Hitler e Mussolini questa radio che trasmette, senza ricami, notizie avverse: ma è un fato che finisce per rafforzare il credito di Radio Londra. Quando, in seguito, le notizie diventano buone, tutti ci credono. Il successo di Radio Londra derivò dal fatto che il governo inglese invece di gestire in proprio la propaganda radio la affidò alla BBC. Ente autonomo, geloso della sua indipendenza redazionale, la BBC applicò alle trasmissioni estere i propri criteri tradizionali: le notizie vanno tenute rigorosamente separate dal commento Nel Servizio Italiano c'è un personaggio che si imponte rapidamente all'attenzione degli ascoltatori: il Colonnello Stevens, soprannominato "Colonnello Buonasera" per la maniera che ha di iniziare i suoi commenti: gli ascoltatori indubbiamente se lo immaginano alto, biondo, tipicamente inglese. Era invece un uomo di statura media dal colorito mediterraneo; già Addetto Militare britannico a Roma, riflette la sua origine anglo-napoletana nella parlata, in cui l'accento inglese è ricco di materne sfumature partenopee. La popolarità di Stevens fu enorme: "Viva il Colonnello Stevens", videro scritto a lettere giganti sul dorso di una collina le truppe alleate al loro sbarco in Sicilia. Più che persona, in realtà, il famoso colonnello fu un fenomeno creato dalla radio: perché se Stevens era la voce, le parole, il pensiero erano di Aldo Cassuto, un triestino che già aveva lavorato alla redazione de "Il Piccolo". La sua abilità consisteva non solo nella superba dialettica dei suoi commenti, ma nella capacità di redigerli in uno stile adatto alla "personalità" del Colonnello. Era un tono pacato e ragionevole, ben diverso dalla violenza verbale degli striduli commentatori fascisti: un tono carico di promesse implicite di un futuro roseo non appena l'Italia fosse rientrata negli schemi tradizionali, non appena corretta quell'aberrazione della guerra, voluta dal regime, e ancor più dai veri "cattivi", i tedeschi di Hitler. Oggi tutti conoscono le funzioni di questi messaggi: si riferivano al paracadutare di viveri, armi e uomini, a spostamenti di unità, ad operazioni belliche: ma all'epoca i messaggi erano circondati dal segreto militare più assoluto. Li consegnava in redazione una staffetta motociclistica del Ministero della Guerra; l'annunciatore aveva giusto il tempo di dare un'occhiata al lungo foglio, prima di darsi alla lettura di diecine e diecine di messaggi, con il senso di compiere una mansione di vitale importanza. I messaggi, da poco usciti da una telescrivente militare, spesso inviati da partigiani su una radio da campo, giungevano sovente a destinazione scorretti e persino incomprensibili; e il povero annunciatore doveva cercare di rimediare in qualche maniera, con l'incubo che il suo operato potesse causare una catastrofe. In quale misura Radio Londra contribuì alla vittoria alleata? E' impossibile valutarlo. Ma che una gran parte della popolazione italiana si rivolgesse per sei anni alla BBC per avere notizie attendibili è un fatto incontrovertibile. Il segreto del suo successo, ripetiamo, era semplice: attenersi ai fatti; ammettere le sconfitte così come si annunciavano le vittorie; dire la verità: cose queste di cui gli italiani erano assetati. |
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