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Giuseppe Silvestri, giornalista, letterato, già redattore del Corriere della Sera, assunse, durante i 45 giorni del governo badogliano, la direzione de "L'Arena", il quotidiano veronese.
Per questo, avvenuta l'occupazione germanica dopo l'8 settembre e la proclamazione della Repubblica di Salò, fu arrestato, condannato dal tribunale provinciale fascista a 10 anni di reclusione e rinchiuso nel carcere veronese degli Scalzi, dove in quell'epoca, oltre ai membri del Gran Consiglio, successivamente giustiziati come traditori, erano rinchiusi ex gerarchi, generali, ammiragli, noti industriali, nonchè alcune delle tra le più rappresentative figure dell'antifascismo, capeggiate da Giovanni Roveda che poi riuscì ad evadere dopo una sanguinosa azione dei GAP veronesi.
Le drammatiche vicende di questa fuga, la tragica fine di Galeazzo Ciano ed i suoi compagni, ed i mille e mille episodi che caratterizzarono la permanenza nel carcere di tanti famosi personaggi sono rievocati e narrati da Silvestri in questo libro che, per la dovizia delle documentazioni inedite e per l'importanza delle rilevazioni suscitò enorme interesse dopo la sua pubblicazione.
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