Italia (1919-1939)
BELLISSIMO ANELLO PUNZONATO IN ARGENTO E ORO CON L'EFFIGIE DELL'EROE ALBANESE SKANDERBEG
Prezzo: venduto - cod. nr. 20585
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Giorgio Castriota Skanderbeg in un ritratto identico all'effigie dell'anello
Anello di fattura eccezionale realizzato in argento con particolari placcati in oro, marcato "800" con il punzone "14/MI" che era quello utilizzato dall' argentiere Enrico Locatelli di Milano negli anni Trenta. Si tratta di un pezzo di alta argenteria prodotto sicuramente su ordinazione da parte di un gerarca fascista dell'epoca con qualche importante incarico in Albania o come omaggio per qualche dignitario albanese.
L'anello ha una misura interna di circa 19/20 mm, quindi adatto ad una mano maschile di taglia media e pesa 6,5 grammi.

L'Albania venne occupata dall'Italia nella primavera del 1939 e il Console Generale della Milizia, Ettore Muti, fu il primo a giungere sulla costa albanese a Durazzo il 7 aprile 1939. Alcuni reparti rimasti fedeli al Re Zog tentarono di opporsi alle nostre truppe, ma in soli 10 giorni l'intero territorio venne occupato e il territorio annesso all'Italia. Muti, appena sceso a terra, si diresse su di un mezzo corazzato verso la reggia di Tirana che, fra lo sbalordimento della Guardia Reale albanese ( che cedette le armi senza sparare un colpo ), occupò issando la bandiera italiana al posto di quella albanese. Per questa operazione venne decorato con l'ennesima medaglia d'argento al valore.
Immediatamente dopo Mussolini inviò in Albanbia un corpo di spedizione composto di 12.000 uomini, 60 cannoni e 200 carri armati che in soli sei giorni prese possesso di tutti centri principali del territorio. Subito dopo l'Albania venne un ita al Regno d'Italia.

Giorgio Castriota, detto Scanderbeg,
( Croia, 6 maggio 1405 – Alessio, 17 gennaio 1468 ) è stato un condottiero e patriota albanese. Unì i principati d'Albania e dell'Epiro e resistette 25 anni ai tentativi di conquista dell'Impero ottomano. Tra la fine del XIV secolo e i primi decenni del XV secolo l'Albania fu occupata dalle forze ottomane, le quali dovettero subito reprimere le rivolte dei principi albanesi.
Giovanni Castriota, padre di Giorgio, fu uno dei signori ribelli all'occupazione ottomana, contro cui il sultano Murad II infierì più pesantemente, avendone catturato i quattro figli maschi, trasferiti alla corte di Adrianopoli dove due di essi furono uccisi. Alla corte del sultano, Giorgio Castriota si distinse per capacità e intelligenza; divenne esperto nell'uso delle armi, nonché di strategia militare; guadagnò a tal punto la stima e la fiducia del sultano, che queste gli diede il nome Iskender (Alessandro) Beg, che gli albanesi nazionalizzarono in Skënderbej.
Il 28 novembre 1443, il sultano diede incarico a Scanderbeg di affrontare una coalizione di eserciti cristiani a maggioranza ungherese ma disattese gli ordini del sultano passando nelle fila cristiane insieme ai suoi fedeli albanesi. Con il suo gruppo di soldati si riprese il castello di Krujë, radunò i nobili e diede inizio all'attività di ricupero del territorio occupato dai turchi. In rapidissima successione conquistò tutte le fortezze che erano state occupate. Intanto il sultano Murad II, furioso per il tradimento del suo protetto, inviò contro gli albanesi un potente esercito guidato da Alì Pascià, alla testa, si disse, di 100.000 o addirittura 150.000 uomini.
Lo scontro con le forze notevolmente inferiori di Scanderbeg avvenne, quali che fossero le consistenze numeriche, il 29 giugno 1444, a Torvioll dove i turchi riportarono una cocente sconfitta. L'esito dello scontro rese ancora più furibondo il sultano, che ordinò a Firuz Pascià di distruggere Scanderbeg e gli albanesi; così, il comandante ottomano partì alla testa di ben 15.000 cavalieri. Il Castriota lo attese alle gole di Prizren il 10 ottobre 1445 e ancora una volta uscì vincitore. Per tale vittoria ottenne da Papa Callisto III gli appellativi di Atleta di Cristo e Difensore della Fede.
Nonostante i successi in molte imprese, alcune delle quali assolutamente straordinarie, Scanderbeg si rese conto che resistere alla pressione turca diventava sempre più difficile. La stessa preoccupazione convinse il doge di Venezia a inviare Francesco Cappello Grimani da Scanderbeg per organizzare una difesa comune; ma l'ambasciatore veneziano non poté portare a termine l'incarico, perché Scanderbeg morì di malaria, ad Alessio, il 17 gennaio 1468. Kruja, l'eroica cittadina, cadde nelle mani turche dieci anni dopo la sua morte. L'Albania alla fine fu occupata, ma per gli Ottomani ormai ogni possibilità d'invasione dell'occidente europeo era svanita.
( Notizie storiche tratte da Wikipedia )
 

 28-3-2015