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| Sottotenente dei R.A.P. insignito del distintivo delle "Azioni contro i ribelli" |
Le Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana e quelle tedesche organizzavano spesso delle operazioni contro le formazioni partigiane, definite di "grande polizia" e basate sui cosiddetti "rastrellamenti".
Si trattava di concentramenti di forze di varia natura atte alla riconquista ed alla "bonifica" dei territori occupati dalla guerriglia.
Per i rastrellamenti vennero impiegate: le Brigate Nere, la Guardia Nazionale Repubblicana, la Decima Mas, i legionari della Divisione SS italiana, i R.A.P. ( Raggruppamenti Anti Partigiani ), i Paracadutisti, i Cacciatori degli Appennini, i Moschettieri delle Alpi, i marò della Divisione San Marco, gli arditi della Legione Autonoma Ettore Muti, gli uomini del R.A.U. ( Raggruppamento Arditi Ufficiali ) e anche gli ex avieri inquadrati nei Battaglioni Antiparacadutisti.
A differenza dei Comandi tedeschi, quelli italiani non prevedevano la concessione di un particolare distintivo per i partecipanti alla lotta antipartigiana. A ciò fu rimediato con il "Bollettino di note e informazioni delle truppe italiane" N.2 del 20.12.44 XXIII a pagina sette:
"Il ministro delle FF.AA. ha disposto perchè venga estesa ai militari impiegati nella lotta anti-ribelli e che abbiano partecipato onorevolmente a non meno di tre combattimenti la concessione del distintivo di Ardito istituito per i militari appartenenti ai reparti d'assalto durante la precedente guerra mondiale.
Il distintivo da applicare sulla manica sinistra della giubba è del tutto simile a quello stabilito dalla circolare n° 455 G.M. 1915 e porta sulla crociera del gladio il motto Italia. L'autorizzazione a fregiarsi del distintivo è concessa è concessa dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito che provvede anche a rilasciare i relativi brevetti. I Comandi delle truppe anti-ribelli trasmetteranno mensilmente allo SME l'elenco dei militari che si propongono per la concessione del distintivo".
Il fregio in origine era caratterizzato dalla scritta sabauda "FERT", sulla guardia del gladio, sostituito con la dicitura "ITALIA". Era in canottiglia dorata per gli ufficiali, in argento per i sottufficiali e ricamato in filo nero per la truppa su panno grigioverde oppure nero.
Questo esemplare, garantito assolutamente originale al 100%, è realizzato in canottiglia dorata su fondo nero ed era quindi destinato ad un ufficiale di una delle unità antipartigiane delle Brigate Nere.
( Notizie storiche e foto tratte da un articolo di Alessandro Raspagni, pubblicato sul numero 61 della rivista "Uniformi e Armi" ).