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"Schirmmuetze" ( Berretto con visiera ) da ufficiale delle "Panzertruppen" dell' "Heer" ( esercito tedesco ), originale al 100% in tutte le sue parti.
Questo berretto di servizio era entrato, dall'8 aprile 1935, esclusivamente nella composizione delle uniformi da passeggio ( Ausgehanzug ) e da presentazione all'autorità superiore ( Meldeanzug ) di tutti gli ufficiali e graduati, come indicato alla sezione B del regolamento. Tuttavia i sottufficiali "con portapee" ( equivalenti ai marescialli e marescialli capo ) erano egualmente tenuti a indossarlo con l'uniforme di servizio ( Dienstanzug ).
Al momento della mobilitazione dell'agosto 1939, lo "schirmmutze" era riservato esclusivamente agli ufficiali e alle reclute della "Ersatzheer" ( forze armate della riserva ) per la loro uniforme da libera uscita.
Questo berretto ha la cupola color feldgrau, modellata a forma di sella ( Sattelform ), piu' elegante e piu' apprezzata di quella piatta, confezionata in "tricot feldgrau", tessuto di lana pettinata impermeabilizzato simile al panno, e imbottita con ovattina con soprafascia alta sul davanti e formata dalle regolamentari quattro parti unite da cuciture verticali.
La fascia e' costituita da una striscia di panno "verde scuro tendente al blu" come specificato nella disposizione del 10 settembre 1935.
La filettatura di colore rosa ( rosa ) che orna la circonferenza superiore della cupola e' pure realizzata in panno del diametro di circa 3 mm. mentre quella della fascia circolare, sopra e sotto, è di diametro leggermente inferiore. Era questa una caratteristica tipica del fabbricante "Carl Halfar" di Berlino che costituisce una prova inconfutabile della sua originalità. La filettatura color rosa era riservata agli appartenenti alle "Panzertruppen"
( Equipaggi dei carri da combattimento, anticarri, ecc...).
Il sottogola del berretto da ufficiale ( Kordel ) è formato da due cordoni ritorti e due anelli mobili in filo d'alluminio. Il sottogola è fermato sulla fascia da due bottoni di metallo argentato. La lunghezza della striscia mediana è regolabile mediante in due anelli scorrevoli.
L'emblema nazionale ( Hoheitszeichen ), rappresentato da un aquila ad ali spiegate, è del tipo adottato dopo il novembre 1935, in "Finezink" ( Zinco fine) stampato, con argentatura opaca. E' abbinato ad una corona di fronde di quercia e ad una coccarda in lega leggera,introdotta il 15 marzo 1935, di forma bombata per farla meglio aderire alla fscia circolare.
La visiera ( Schirm ), di 50 mm di larghezza e 35° di inclinazione, e' realizzata in fibra vulcanizzata ( Vulkanfiber ), con la parte superiore nera e quella interna di colore marrone chiaro.
La fodera della cupola ( Muetzenfutter ) e' di seta color bruno-ruggine standard con ancora presente l'elemento di protezione in celluloide ( Schweissplatte ) di forma romboidale con l'angolo superiore arrotondato, cucito sul fondo. Sotto la celluloide è ancora visibile, nella parte superiore la scritta "CARL HALFAR /UNIFORM-MUETZENFABRIK/" e l'indirizzo "BERLINN 20/Prinzenallee 74" con più sotto la taglia "55 1/2" e l'anno di fabbricazione ( 1939 ) . Si tratta quindi un esemplare sartoriale realizzato da uno dei migliori fabbricanti dell'epoca e pertanto più volte replicato dai falsari che mai però sono riusciti a riprodurre tutti i suoi caratteristici particolari costruttivi.
La circonferenza interna è rinforzata per tutta la sua lunghezza, da una striscia di cartone ( alta, in base al regolamento, 53 mm ) e coperta dalla fodera. Una striscia di cuoio, detta "Schweissieder" ( letteralmente "cuoio per il sudore ), alta circa 45 mm . è applicata lungo il bordo inferiore della fascia circolare. Su questo berretto è stata aggiunta una seconda banda para-sudore sotto la prima, probabilmente per ridurne la circonferenza e facilitarne la portabilità da parte dell'ufficiale che ne era il proprietario
Il berretto, estremamente raro e ricercato par la sua appartenenza al corpo ufficiali dei "Panzer", è stato sicuramente "portato", come risulta evidente dalle condizioni dell'interno, ma ha mantenuto intatto l'esterno e soprattutto le insegne in condizioni eccezionali di conservazione.