Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE DOCUMENTO FIRMATO DAL GENERALE BOSCARDI COMANDANTE DELLA DIVISIONE CC.NN. "TEVERE" IN ERITREA NEL 1936 CON MEDAGLIA COMMEMORATIVA
Prezzo: venduto - cod. nr. 13297
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Cartolina coloniale della Divisione CC.NN. "Tevere"
Il Generale di Divisione Enrico Boscardi, Comandante della Divisione CC.NN. "Tevere"
La 219° e 22o° Legione della Divisione CC.NN. Tevere difendono la ferrovia Gibuti-Addis Abeba il 6 luglio 1936 in una cartolina di Tafuri
Il Generale Giulio Martinat, Capo di Stato Maggiore della Divisione CC.NN. Tevere in A.O.I.,Medaglia d'oro al V.M., caduto in Russia
Il Capo Manipolo Ugo Caccialupi, caduto in combattimento in A.O.I.
Il Seniore On. Alessandro Gorini, comandante del 201°Battaglione "Legione Mutilati" della Divisione CC.NN. "Tevere" in una vecchia foto

Eccezionale e unico documento firmato dal Generale Enrico Boscardi il 5 agosto 1936 presso il Comando di Divisione della 6° Divisione CC.NN. "Tevere", situato a Moggio in Eritrea, ed indirizzato al comandante del 201° Battaglione CC.NN. "Legione Mutilati", Seniore Onorevole Alessandro Gorini.
Il documento è redatto su carta intestata del Comandante, con in alto lo stemma della divisione in blu ed è accompagnato dalla medaglia commemorativa della Divisione Tevere.
La rarità ed eccezionalità di questo documento è accresciuta dal fatto che lo stesso porta anche le firme autografe di molti ufficiali della Divisione. A sinistra è riconoscibile la firma del colonnello Giulio Martinat, Capo di Stato Maggiore della Divisione, e Medaglia d'Oro alla memoria assegnatagli, quando era Generale di Brigata del Corpo d'Armata Alpino in Russia, il 26 gennaio 1943 per aver guidato all'assalto gli alpini del Battaglione "Edolo" a Nikolajewka, rimanendo colpito a morte. In Africa si era meritato una Medaglia d’Argento per aver organizzato e diretto la difesa di un treno assalito da un forte contingente nemico.
Proprio sotto l'indirizzo del Battaglione Mutilati è perfettamente riconoscibile la firma del Capo Manipolo Ugo Caccialupi, caduto in combattimento poco dopo.

Il Generale di Divisione Enrico Boscardi, dopo la fine della seconda guerra mondiale è divenuto un apprezzato storico militare, tra i fondatori dell'”Associazione nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate”, nata intorno al 1965 per ricordare i militari “regolari” del Regio Esercito, della Marina e dell’Aeronautica che dal 1943 al 1945 parteciparono alla Campagna d’Italia combattendo al fianco delle forze delle Nazioni Unite, e direttore del “Centro Studi e Ricerche storiche sulla Guerra di liberazione”.

Alessandro Gorini, nato a Torino nel 1890, venne arruolato nell'esercito agli inizi della guerra libica. Inviato in Tripolitania con i primi scaglioni, partecipò a diversi fatti d'armi, distinguendosi e riportando encomi. Il maggio 1915 lo trova già alla frontiera austriaca, incorporato nel 25° Reggimento dove combatte sul Carso, meritandosi due medaglie al valore, fino all'agosto del 1917 quando viene gravemente ferito al volto in un'azione sul San Marco. Ancora degente nell'ospedale e mutilato, dedica la sua attività aòlla propaganda nazionale costruendo, con pochi altri, il primo nucleo del Comitato d'Azione. Entrato fra i primi a far parte della Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra, la sua attività lo porta presto alle cariche direttive, finchè nel 1922, è nominato Presidente della Sezione di Milano e in seguito Delegato regionale per la Lombardia occidentale. Quest'ultima carica gli viene affidata dal Presidente dell'associazione, il poeta ed eroe di guerra Carlo Delcroix. Diventa infine Deputato al Parlamento per la Lombardia.
Durante il ventennio fascista l’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra si integra nelle organizzazioni corporative del fascismo e, nel 1927, viene inquadrata nella Confederazione nazionale dei sindacati fascisti.
Nel 1930 i mutilati e invalidi di guerra entrano a pieno titolo nella Milizia nazionale con la creazione della milizia dei volontari mutilati chiamata "X Legione" con presidente Carlo Delcroix.
Nel 1935 viene creato un battaglione di mutilati volontari per l’Africa Orientale i cui combattenti e reduci vengono dotati di speciali privilegi pensionistici e di collocamento. Inquadrato nella 220° Legione al comando del Console Mario Mazzetti, insieme con il 220° Battaglione CC.NN. "Arditi d'Italia", assume la denominazione di 201°Battaglione CC.NN. "Legione Mutilati". Il comando del battaglione viene affidato al Seniore Alessandro Gorini. La 220° Legione entra a far parte della neocostituita Divisione CC.NN. "Tevere", comandata dal Generale Enrico Boscardi.


La 6a Divisione Camicie Nere “Tevere”, il cui motto è "Molti nemici, molto onore", composta di italiani residenti, mutilati, combattenti, volontari di guerra, arditi e studenti universitari, viene costituita il 7 agosto 1935.
Il 13 dicembre la Divisione viene passata in rivista da S.M. il Re. Il 14 dicembre da Napoli, sul piroscafo "Sardegna", inizia il suo trasferimento in A.O. sbarcando a Mogadiscio il 29 Dicembre 1935.
A partire dai primi giorni del mese di gennaio, si concentra nel campo trincerato di Mogadiscio e comincia il ciclo delle esercitazioni e dell’addestramento malgrado il clima torrido. L'impiego che ebbe questa Divisione non fu di carattere organico, ma servì per la costituzione di diverse Colonne autotrasportate da utilizzare nel settore del fronte somalo.  Il fronte Sud rimane in periodo di stasi, ad eccezione dell'avanzata lungo il Giuba e sul Canale Doria, fino all'aprile 1936, epoca in cui si inizia la grande azione offensiva verso Harrar.
Il 16 aprile il Luogotenente Generale Vernè riceve il comando di una colonna indigena autotrasportata con la quale prende parte a tutta l'offensiva dell'Ogaden, occupando Harrar l'8 maggio 1936 .
Le altre Colonne che partecipano alla battaglia dell’Ogaden (14-30 aprile 1936) furono: la Colonna centrale al comando del Generale Frusci, di cui faceva parte la 221° Legione CC.NN. degli italiani all’estero (al comando del Console Parini) lungo la direttrice Gorrahei-Gabredarre-Sassabaneh-Dagabur (Km.213); Il giorno 24 la colonna Frusci combatte accanitamente per tutta la giornata conquistando le prime posizioni nemiche di Hamanlei e la 221° Legione, ha il battesimo de fuoco.
La Colonna di destra al comando del Luogotenente Generale Agostini, di cui facevano parte la Coorte di Milizia Forestale e il Battaglione Universitario “Curtatone e Montanara” avanza lungo la direttrice Gherlogubi-Afdub-Uarder-Ado-Curati-Bullalè-Dagabur (Km. 260). Il 24 la colonna Agostini, alle 10,30 occupa Gunu Gadu strenuamente difesa dal nemico che resiste fino all'annientamento. I1 5 giugno la 219° Legione disloca le compagnie nei vari presidi e pone il Comando a Moggio. Il 24 la 219° conquista Meda col suo battaglione misto e il 26 la Legione viene dislocata a protezione della ferrovia Addis Abeba - Gibuti e stabilisce il Comando Legione nella Capitale. Nella conquista di Meda tutti i legionari feriti sono rimasti in linea. Il 6 luglio ha luogo il grande attacco dei ribelli alla ferrovia che resta tagliata; la linea telefonica è interrotta e un treno è deviato ed assediato. Le CC.NN. della 219° e 220° Legione si battono per due giorni, ininiterrottamente e sanguinosamente resistono e finalmente battono e respingono gli assalitori.
Cadono 54 uomini e il Console Galbiati è ferito gravemente. La Legione si guadagna una bella medaglia di bronzo al V.M. Due ufficiali, uno caduto e l'altro gravemente ferito e rimasto cieco, avranno la medaglia d'oro. ( Notizie storiche tratte dal sito "Regio Esercito" ).

Giulio Martinat di religione Valdese,nacque in Piemonte a Maniglia di Perrero (Val Germanasca) il 24 Febbraio 1891 e fin da bambino nutrì viva ammirazione per gli alpini. Dopo aver seguito da volontario il Corso Allievi Ufficiali di Complemento, nel 1910 partì ancora Sergente ,assegnato al 5° Alpini Battaglione” Edolo”, per la Libia. A Derna fu nominato SottoTenente Nel 1913 rientrò in Italia decorato con 2 Medaglie di Bronzo al Valore. Passò al 3° Alpini Battaglione”Pinerolo” Nella grande guerra si distinse per ardimento e sprezzo del pericolo in azioni sul Monte Nero,sul Merzli e sul Vodil ,meritando la terza Medaglia di Bronzo.
Nel Luglio 1915 è promosso Tenente e all’inizio del 1916 è Capitano. Nello stesso anno prese parte ad un corso sulle mitragliatrici in Francia, fu quindi assegnato al 1° Reggimento Mitraglieri Mobilitato col quale operò sino al Marzo 1919. Per 6 mesi è col Corpo d’Occupazione Italiano a Teschen in Alta Slesia per cui passa al Btg “Monte Baldo” del 6° Alpini. Si laurea in Giurisprudenza nella primavera del 1921 e nel 1922 consegue il diploma di lingua francese.Questa sua passione per le lingue lo porterà nel corso degli anni ad imparare il russo,l’inglese,il tedesco,il serbo ,il croato e lo spagnolo. Nel 1923 è a Verona alla Scuola Allievi Ufficiali. Nel 1924 parte per l’Ecuador con la Missione Militare Italiana. Rientra nel 1927 dove a Torino frequenta il 57° Corso dell’Istituto Superiore di Guerra col grado di Maggiore. A Trieste dall’Ottobre 1930 all’Ottobre 1931 in esperimento di Stato Maggiore. Nel 1932 torna al 3° Alpini al comando del Btg “Pinerolo”. Nel 1934, Tenente Colonnello è in servizio allo Stato Maggiore ad Alessandria. Nel 1935 assume l’incarico di capo di Stato Maggiore della “Julia”. Nel Dicembre dello stesso anno parte per l’Africa come capo di Stato Maggiore della IV Divisione CC.NN. “Tevere”. Qui meritò una Medaglia d’Argento per aver organizzato e diretto la difesa di un treno assalito da un forte contingente nemico.
Nel Gennaio 1937 torna quale capo di Stato Maggiore alla “Julia”. Nell’Ottobre dello stesso anno passa a comandare l’11° Rgt Alpini. Nel Settembre 1939 capo di Stato Maggiore della “Pusteria” e qualche mese dopo capo di S.M. del XVI° Corpo d’Armata a Milano e quindi del IV° Corpo d’Armata. Nell’Ottobre 1940 parte per l’Albania quale capo di S.M. del Corpo d’Armata Alpino., guadagnandosi la seconda Medaglia d’Argento e la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
Il 17 Luglio 1942 lascia l’Italia per sempre ,diretto col Comando, alla testa di 3 Divisioni Alpine, per la Russia. Nel Novembre è promosso Generale di Brigata rimanendo a disposizione del Corpo d’Armata Alpino.
Il 26 Gennaio 1943 a mezzogiorno era al rapporto Ufficiali di Nikolajewka. Per tutta la mattinata gli alpini avevano cercato inutilmente di sfondare lo sbarramento russo.I comandanti dei reparti si erano resi conto che occorreva tentare il massimo sforzo per uscire dalla sacca. Alla fine della riunione,quando uscì dall’isba comando, vide passare le nappine verdi “dell’Edolo”. Immediata la decisione: “ho cominciato con “l’Edolo”,voglio finire con “l’Edolo”. Si unì ai suoi alpini,imbracciò un moschetto e si gettò avanti di corsa gridando: “Avanti alpini,avanti…di là c’è l’Italia,avanti!”. Una pallottola lo centrò alla testa fulminandolo come Cantore. Sulla sterminata pianura nevosa, il suo corpo insepolto giacque accanto a quello di tanti alpini caduti con lui che egli non abbandonò nel momento supremo e che con lui varcarono le soglie dell’eternità. Insieme a 39 altri ufficiali e più di 3000 alpini venne seppellito nelle grandi fosse comuni scavate dai Russi. ( Notizie storiche tratte dal sito "Vecio.it" )

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29-12-2012