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Bella bustina, garantita originale al 100%, di stoffa nera nera con il fregio originale degli "Avanguardisti" della rinata "Opera Balilla" della Repubblica Sociale Italiana. La bustina è chiaramente "vissuta" e porta i segni dell'uso e del tempo. Il fregio in lamierino tranciato è al 100% originale d'epoca.
Gli avanguardisti dell'Opera Balilla che andarono a costituire i reparti delle "Fiamme Bianche"
( dal colore delle mostrine ), portarono infatti sul basco nero dapprima il teschio ed in seguito il fregio realizzato in alluminio stampato. Molti anni orsono furono ritrovate a Roma alcune di queste bustine, tutte con lo stesso fregio rosso per cui si può ipotizzare che fossero destinate ad un reparto in formazione della nuova Opera Balilla .
Un esemplare, se non unico sicuramente assai raro, di un copricapo RSI fuori dal comune.
Il primo reparto "Squadre d'Azione Fiamme Bianche" si costituì a Milano con i giovani avanguardisti dell'Opera Balilla che nei primi mesi del 1944 avevano risposto al bando di arruolamento che prescriveva un'età minima di 15 anni; molti fecero carte false per poter essere inquadrati. Seguirono Genova e le altre città del Nord. Il 20 maggio di quello stesso anno, duemila "Fiamme Bianche" vennero inviate a Velo d'Astico ( Vicenza ) ad un campodi addestramento, raggruppati in quattro battaglioni alle dipendenze del Comando della Guardia Nazionale Repubblicana. La loro uniforme era quella dei paracadutisti con il fregio con la "M" e il fascio repubblicano sul basco nero. Il 10 agosto il campo si sciolse e i due battaglioni formati dai ragazzi che avevano superato il corso, furono inviati al confine con la Svizzera nei pressi di Como. I componenti delle altre unità vennero invece destinati al Btg. "M" Roma, alla Divisione Etna, alla Legione Muti, al battaglione pompieri S.Barbara e ad alcune Brigate Nere. Nei giorn i finali del conflitto le "Fiamme Bianche" furono uno degli ultimi reparti a deporre le armi, motivo per cui molti di essi furono trucidati in periodo di "pace".
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