Italia R.S.I.
MEDAGLIA SCUOLA INFERMIERE CROCE ROSSA DELLA R.S.I. INCISA 1943
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 12795
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Un infermiera diplomata del corpo della CRI della RSI assiste ad una lezione del corso ausiliarie "Italia" a Venezia nel 1944

Medaglia originale in zama con la croce verniciata di rosso ed assegnata alle crocerossine diplomate, molte delle quali confluirono in seguito nel Servizio Ausiliario Femminile ( SAF ) della Repubblica Sociale Italiana.
Nella parte frontale si legge la scritta "Convenzione di Ginevra - 22 agosto 1864", sul retro "Scuola Infermiere - Croce Rossa Italiana" lungo il bordo mentre nella parte centrale è inciso il nome il cognome e nome dell'infermiera diplomata ( Corsani Bianca ), la località del corso ( Como ) e l'anno ( 1943 ). La medaglia è identica a quelle assegnate alle crocerossine diplomate durante il Regno salvo per il materiale , zama invece che argento. Questa rara medaglia è  proprio quella pubblicata a pagina 92 del primo volume "Distintivi e Medaglie della R.S.I." di Fausto Sparacino, come si può vedere confrontando le due foto.
E' molto probabile che questa crocerossina sia stata una delle prime a prestare il suo servizio durante la Repubblica Sociale alle dipendenze della Direzione di Verona.

Si diventava infermiere dopo un corso di due anni e la consegna della medaglia insieme alla grande croce da appuntgare sul petto, sanciva il diritto di essere chiamata "Sorella" ed essere equiparata al grado di sottotenente. Durante il corso l'allieva veniva chiamata "Sorellina".
La caratteristica fondamentale della sua opera era il lavoro prestato "gratuitamente", il che lo trasformava in un'alta missione umanitaria.
A lei spettava solo il vitto solo il vitto e l'alloggiamento; neppure la divisa veniva data in dotazione. Questo fatto pose in seria difficoltà la Croce Rossa Italiana della R.S.I., costretta a fronteggiare la situazione di numerose infermiere profughe, prive anche del normale sussidio elargito ai profughi civili, in quanto esse, mangiando in ospedale, non dovevano provvedere al proprio sostentamento giornaliero. Per rimediare all'inconveniente venivano inviate negli ospedali tedeschi che, in base ad accordi, passavano L. 200 mensili a titolo di supplemento vitto come integrazione alla diversità della mensa; questa piccola somma veniva utilizzata, naturalmente, per le necessità più urgenti.
Con la Repubblica Sociale sorsero anche le "Infermiere Ausiliarie della Croce Rossa". Il corso durava appena due mesi. La divisa ospedaliera era la stessa delle allieve, ma mentre nell'Italia Centrale infuriava la guerra e nessuno pensava alla divisa fuori servizio, al Nord si organizzava il Servizio Ausiliario Femminile che si affiancava al rinato esercito con tutte le sue specializzazioni. Di conseguenza le Infermiere Ausiliarie, come il Corpo di Sanità, pur appartenendo alla Croce Rossa , dipendevano dall'esercito e come i militari ebbero la divisa grigioverde fuori corsia, i gladi al posto delle stellette ed una crocetta rossa sulla manica. La divisa ospedaliera, da bianca divenne azzurra. cuffia compresa: sul grembiule bianco fu appuntata la sigla del S.A. sovrastata dalla Fiamma. Suo appellativo rimase "Sorellina" e il grado fu equiparato a Sergente. Il lavoro si svolgeva sotto la direzione dell'Infermiera Volontaria C.R.I., di cui condivideva la disciplina e lo spirito, ma ogni gruppo - pur abitando nello stesso ambiente - ebbe alloggio separato. Il trattamento economico fu lo stesso delle Forze Armate. Altra figura che si incontrava nel lavoro ospedaliero era l'Infermiera professionale. Fuori servizio vestiva in borghese, non lavorava in gruppo ma singolarmente, spostandosi dove più le conveniva e più guadagnava. Era una civile a tutti gli effetti che faceva della professione il proprio mezzo di sostentamento. La Crocerossina, invece, lasciava la sua vita privata, la sua occupazione, la sua carriera per portare, là dove veniva inviata, un soffio di calore umano e un po' di conforto, spinta unicamente da un senso di carità e di amor di Patria. ( Notizie storiche tratte dal sito www.italia-rsi.org ).

 
 

 
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