Italia (1919-1939)
BELLISSIMA CROCE SMALTATA DEL VI° GRUPPO BATTAGLIONI CC.NN. D'ASSALTO "MONTAGNA" IN AFRICA ORIENTALE ITALIANA.
Prezzo: Euro 750,00 - cod. nr. 14022
Il Console Generale Renzo Montagna, Comandante del VI° Gruppo Battaglioni CC.NN. d'Assalto "Montagna"
Il monumento realizzato sull'Amba Alagi dagli uomini del VI° Gruppo "Montagna"

Bellissima croce commemorativa in bronzo dorato e smalti, realizzata nel 1937, per il VI° Gruppo Battaglioni CC.NN. d'Assalto "Montagna" in Africa Orientale Italiana. I bracci della croce sono smaltati in rosso con al centro due gladi contrapposti appoggiati su una corona mista di foglie di quercia a destra e di alloro a sinistra. Sul retro è presente l'iscrizione a rilievo in circolo "VI° GRUPPO BATTAGLIONI CC.NN. D'ASSALTO" circondata da una corona mista di foglie in ordine contrapposto rispetto a quella sul dritto con al centro la parola "MONTAGNA". In basso un fascio littorio chiude la corona. Il nastro nero è quello originale e mostra chiaramente i segni del tempo.
 
Il VI° Gruppo Battaglioni CC.NN. , mobilitato il 4 aprile 1935, era costituito da:


- III Btg. "Monviso" - Cuneo

- LXXXI Btg. "Alberico da Barbiano" - Ravenna

- LXXXII Btg. "Mussolini" - Forlì

- CLXXI Btg. "Vespri" - Palermo

- 143° cp. mitragliatrici pesanti "Sannio" - Benevento

- cp. "Fulmini" mista.

Il VI° Gruppo sbarca a Massaua il 18 luglio 1935, il giorno dopo inizia marciando il trasferimento a Mai Yzdà, sul percorso Saganeiti - Mai Airù - Coatit - Addi Cajeh - Amba Sain.

Il 3 ottobre passa il confine come riserva del I° Corpo d'Armata occupando Mai Mere. Il 5 raggiunge Adigrat ed è adibito a lavori di fortificazione, fin o al 2 novembre e si trasferisce al Passo Mai Agulà. Il giorno 7, una rapprsentanza del gruppo è destinata alla colonna Broglia per l'ingresso in Macallè, che si effettua l'8 novembre.

Attraverso marce e realizzando lavori, si trasferisce nella conca di Mai Dolò, a Eghir Erivà, a Danderà. Il 10 febbraio inizia l'avanzata verso Amba Aradam, quale riserva del Comando Superiore A.O. Il 12 occupa a difesa la stretta di Eicallet; il 15 si sposta a ovest di Mai Gul Negus, poi a Enda Ghiorghis per rastrellare il campo di battaglia.
Il 20 il gruppo è ancora spostato nella piana di Buiè ed il 27 inizia l'avanzata su Amba Alagi, che occupa il 28 febbraio alle ore 11.

Il giorno 8 marzo l'LXXXII Btg. viene distaccato dal Gruppo e aggregato alla colonna Starace per la marcia su Gondar.

Il 6° Gruppo, con i rimanenti battaglioni e reparti minori, il 15 marzo è a Passo Alagi dove realizzano un ricordo monumentale sormontato dalla testa del Duce. Lo stesso giorno i reparti si spostano fino al Passo Aibà; il 29 a passo Dubbar ed il 31 marzo prende parte all'ultima battaglia della campagna. Alle prime luci dell'alba ha inizio l'attacco delle armate imperiali del Negus contro la Divisione Alpina "Pusteria" ed il C.A. Eritreo, schierati in primo scaglione. A sud del Monte Bohorà il battaglione alpino "Intra" riceve in pieno l'ondata di assalto; il ridotto del battaglione non barcolla e non cede. La reazione degli alpini schianta l'attacco nemico. Più indietro il LLXXXI Btg.  CC.NN. ( Ravenna ) del 6° Gruppo sosta di rincalzo in attesa di ordini, ma udendo il fragore della battaglia si porta di sua iniziativa presso gli alpini fortemente impegnati, fornendo materiale sanitario, portaferiti, munizioni. Per far questo le camicie nere attraversano tratti scoperti, fortemente battuti dal fuoco nemico.

Verso le 16 un nuovo disperato attacco viene tentato contro  le ali dello schieramento italiano; allora, in concomitanza col XX° Btg. eritreo, il LXXXI Btg. CC.NN. si slancia al contrattacco. Il nemico, terrorizzato dall'impeto delle camicie nere, volge in fuga. ( Notizie storiche tratte dal volume "Storia delle unità combattenti della M.V.S.N." di Ettore Lucas e Giorgio de Vecchi )

Renzo Montagna nasce a Santa Giulietta (PV) il 13 marzo 1984 da una famiglia di agricoltori. Il 31 gennaio 1914 si arruola volontario e viene ammesso al corso allievi ufficiali del Regio Esercito. Nominato sottotenente partecipa alla guerra nel neonato Corpo Bombardieri del Re combattendo in prima linea e meritandosi due medaglie di bronzo al valor militare. Nel 1916 è tenente e comanda la 423^ Batteria d’Assalto da 87/B sull’altopiano di Asiago. Grazie al suo intuito militare gli austriaci non riusciranno a sfondare la linea del Tonale. Congedato il 15 ottobre 1920 col grado di Capitano di complemento, aderisce subito ai Fasci di Combattimento collaborando alla nascita del Fascio di Santa Giulietta, uno dei primi dell’Oltrepo pavese.
Si distingue per numerose azioni fra cui la repressione dello sciopero generale a Genova nel 1922.
Dopo l’uccisione di Giacomo Matteotti fa parte del gruppo di consoli che, con Tarabella, spingono Mussolini alla svolta decisiva per l’nstaurazione del regime fascista.
Durante la guerra d’Etiopia partecipa volontario al comando del 6° Gruppo Battaglione d’Assalto Camicie Nere, distinguendosi nelle battaglie di Macallè, Passo Mecan e Lago Ascianghi e acquistando grande fama per aver occupato, il 28 febbraio 1936, l’Amba Alagi con arditissima azione. Nel 1938 comanda la piazzaforte di Genova e nel 1940 è ufficiale di collegamento della 2^ Armata. Dal luglio 1942 all’aprile del 1943 presidia la piazza di Lubiana al comando del Gruppo Camicie Nere XXI aprile, decorato della Croce dell’Ordine Militare di Savoia.
Rientra in Italia in convalescenza poco prima del colpo di Stato 25 luglio 1943. Badoglio lo fa arrestare dai carabinieri nell’agosto e viene condotto a Roma a Forte Boccea.
L’8 settembre viene liberato da paracadutisti tedeschi e subito si adopera per la riapertura delle sedi del P.N.F. nella capitale e per la ricostituzione della M.V.S.N., di cui Mussolini lo nomina, il 23 di quello stesso mese, Comandante Tattico per l’Alta Italia. Aderisce subito alla R.S.I. e il Duce lo vuole fra i giudici del processo di Verona contro i traditori del Gran Consiglio.
Il 4 ottobre 1944 viene nominato Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, cioè capo della polizia repubblicana, carica che manterrà fino al 25 aprile 1945. In tale veste, su incarico del Duce, contatta elementi moderati della resistenza (Bonfantini e Silvestri) favorevoli ad una pacifica resa della R.S.I. ma tale progetto fallisce. Dopo il 25 aprile 1945 si rifugia a Napoli eclissandosi con l’aiuto dell’amico Silvestri ed evita così la morte sicura giuratagli dai partigiani. Processato, viene assolto da reati di natura politica.
Trascorre il resto della sua vita nel paese natale, dedito alla vitivinicoltura. Muore a Voghera il 6 luglio 1978. ( Notizie biografiche tratte dal sito "Uomini della R.S.I. )

 

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 26-9-2008