Italia R.S.I.
RARISSIMO SCUDETTO ORIGINALE DELLA DIVISIONE CONTROCARRI E CONTROAEREI "ETNA" DELLA R.S.I.
Prezzo: Euro 2400,00 - cod. nr. 14529
L'organigramma della Divisione Controcarro e Contraerea "Etna" così come pubblicato a pag 2152 del III° Volume dell'opera di Giorgio Pisanò "Gli ultimi in Grigioverde"

Bellissimo e rarissimo   scudetto da braccio, garantito originale al 100%, indossato da un appartenente alla "Divisione Controcarri e Controaerei Etna" sulla manica sinistra della giubba, sopra i gradi. Lo stesso distintivo si ritrova anche dipinto o applicato con una decalcomania  sull'elmetto.
Questo esemplare è un fregio originale prodotto prima della fine della 2° Guerra Mondiale ( 1944-1945), realizzato in zama ( metallo di guerra ) e distribuito a pochissime unità. Il distintivo raffigura una gladio repubblicano sovrapposto ad una fiamma rossa stilizzata su fondo nero. In alto il motto divisionale "NEL FUOCO MI TEMPRO". Lungo il bordo la scritta a rilievo " 1° DIVISIONE DELLA GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICANA". Lo scudetto è verniciato  e forato ai tre vertici per la cucitura alla manica sinistra della giubba.
Il distintivo, ancora in eccezionali condizioni di conservazione, ha mantenuto, malgrado l'effetto del tempo e delle vicissitudini di chi lo indossava, tutta la vernice rossa con solo pochi graffi sul fondo nero. Le sue dimensioni sono di 53 mm. di larghezza per 73 mm. di altezza e pesa 18 gr.
Veniva assicurato al braccio sinistro della giubba mediante cucitura, utilizzando i tre fori situati ai vertici.  Questo esemplare  è illustrato nell'articolo di Alessandro Paolini pubblicato sull'ultimo numero 204 del giugno 2013 della rivista  "Uniformi & Armi "Fa parte del lotto approvato il 28 marzo 1945, con il bordo rosso, e relativo alla consegna di 5000 pezzi avvenuta nei primi giorni di aprile.

La costituzione della 1°Divisione antiparacadutisti, contraerea e controcarro "Etna", avvenne per porre fine alla crisi che, nell'agosto 1944, aveva scosso il Comando Generale della Guardia Nazionale Repubblicana. I tedeschi avevano insistentemente domandato al Comando della GNR ben 7000 uomini per rinforzare i reparti Contraerei e il generale Ricci, per aver respinto la loro richiesta, era stato rimosso dall'incarico di Comandante generale. La necessità di tacitare in qualche modo le richieste dell'alleato e il tentativo di conservare sotto il comando italiano gli uomini impiegati dai tedeschi contro le bande partigiane, spinsero il nuovo Capo di Stato Maggiore della GNR, generale Nicchiarelli, d'accordo con il generale Graziani, a decidere la formazione di una Divisione Contraerea e Controcarro con compiti antiparacadutisti nella quale confluissero tutte le unità combattenti della RSI che erano rimaste autonome, come il Battaglione Paracadutisti Mazzarini, il Gruppo Corazzato Leonessa, Il I° battaglione d'assalto Roma, i tre battaglioni Ruggine e tante altre. Complessivamente circa 12.000 uomini che dovevano operare nella zona di Mantova, Rovigo e <Ferrara.
La divisione venne organizzata in due gruppi di combattimento: uno venne schierato sulla linea dei fiumi Sesia e Agogna in Piemonte, a protezione della Lombardia ed uno al fronte sud, tra Ferrara, Mantova e Ravenna. Della costituzione della Divisione fu dato annuncio in tutta la RSI ed i giornali pubblicarono, dandogli ampio risalto, un appello del Maresciallo Graziani per la chiamata dei volontari.
Il comando della divisione venne affidato al generale Giuseppe Volante, alessandrino della classe 1899. Valoroso combattente nella prima guerra mondiale, in Africa Orientale e sul Fronte greco-albanese, il generale Volante era decorato della Medaglia d'Argento, di una Medaglia di Bronzo e di una Croce di Guerra al valor militare.
L’ETNA, unica Grande Unità della GNR che dal 14 agosto era Arma combattente dell’Esercito (G.U. 190/44), completava l’Operazione Ursula: una imposizione tedesca condizionante il rientro dai campi di addestramento della Divisione Littorio e in seguito della Divisione Italia, all’integrazione di almeno 24 mila italiani nella Flak in Germania, o in modesta parte in Italia.

I reparti della "Etna" ebbero ben presto modo di entrare in azione contro le numerose formazioni di aerei nemici, sorvolanti il territorio repubblicano, conseguendo brillanti risultati. Ai primi di gennaio 1945, cadde il generale Volante, colpito da aerei nemici mentre si recava in auto da Brescia a Oderzo. Il comando della divisione venne poi assunto dal maggior generale Giovanni Bocchio, alessandrino, valoroso combattente nella prima guerra mondiale, nella campagna di Spagna e sul fronte greco-albanese.
Con lo sfondamento operatosi al centro della linea Gotica nell'aprile 1945, lo schieramento meridionale della divisione venne costretto ad arretrare ed i reparti, in movimento sotto pressione nemica, dovettero arrendersi dopo aver esaurito ogni mezzo di resistenza.
I reparti dislocati in Piemonte non riuscirono a raggiungere la Lombardia e dovettero arrendersi a Castellazzo Novarese e a Biella. Il Gruppo Corazzato "Leonessa" ed il XXIX Battaglione "M" riuscirono a raggiungere, con le forze uscite da Torino, la zona franca presso Ivrea e si arresero agli anglo-americani a Novara ai primi di maggio; il "Venezia Giulia" depose le armi dopo aspri combattimenti.


(Notizie storiche tratte dal 3° volume dell'opera "Gli ultimi in grigio verde" di Giorgio Pisanò). 

 
COMPRA ORA CON PAYPAL O CARTA DI CREDITO
 
 
   

 25-7-2009