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Elmetto Mod.33 originale appartenuto ad un maro' della "X° Flottiglia M.A.S." della Repubblica Sociale Italiana. L'elmetto, garantito originale al 100% come facilmente intuibile dalle foto, proviene da una importante collezione dove è arrivato nei primi anni '8o come frutto di un ritrovamento nella zona di Alfonsine in provincia di Ravenna.
Le sue condizioni sono quelle di quando è stato ritrovato perchè, giustamente, chi lo possedeva ha preferito esaltarne l'aspetto storico piuttosto che restaurarlo perdendo il sapore originale del reperto. Lo scudetto della "X MAS", ancora ben visibile, e' stato dipinto a mano con vernice rossa che nel tempo ha assunto una colorazione più scura. L'ancora frontale, meno visibile della "X", è del tipo più piccolo, probabilmente applicata con verniciatura a mascherina.
In considerazione del luogo di rinvenimento, queste caratteristiche ne confermano la probabile appartenenza ad un marò del Battaglione Lupo della Divisione Decima che, nel dicembre del 1944 combattè aspramente sul fronte del Senio. La località di Alfonsine è infatti situata nella Bassa Romagna, all'incrocio tra il torrente Senio e la Strada Statale 16 Adriatica.
Nella Decima Flottiglia MAS della RSI, tanto i reparti navali come quelli terrestri ebbero quale dotazione l'elmetto italiano modello 1933. Faceva eccezione il battaglione N.P., parte dei cui componenti manteneva l'elmo modello 1941/42 da paracadutisti. Risultano infine distribuiti degli elmi mod. 34/39 di preda bellica, catturati all'esercito greco nel corso del conflitto.
A livello individuale era poi tollerato l'uso di elmi tedeschi modello 1935, e sembra sia stato impiegato anche qualche elmo Adrian della prima guerra mondiale.
Fino all'estate 1944 gli elmi erano in colore grigio verde scuro, come questo esemplare, e il fregio era costituito da un'ancora di colore giallo. Questa era applicata a decalcomania (utilizzando i fogli della Regia Marina da cui era asportata la corona sabauda), o dipinta a stampino sulla parte frontale. Molti elmi erano poi personalizzati dipingendo insegne o distintivi propri della Decima, soprattutto una grande "X" dipinta di colore rosso, come in questo caso.
Il battaglione "Lupo" si costitui' nel periodo gennaio-aprile 1944 a La Spezia e venne cosi' chiamato per ricordare le gesta eroiche della torpediniera "Lupo" che affondo' combattendo al largo della Tunisia il 2 dicembre 1942. Al comando del battaglione venne destinato inizialmente il capitano di corvetta Corrado De Martino, ufficiale sommergibilista. Era intendimento del comando della "Decima" che il "Lupo", una volta costituito e addestrato, avvicendasse il battaglione "Barbarigo" in azione sul fronte di Nettuno. Gli avvenimenti pero' disposero altrimenti.
Nella seconda decade di aprile il battaglione si trasferi' in provincia di Pisa dove venne assunto in sussitenza dalla divisione tedesca "Herman Goering" che lo doto' di armi portatili e ne agevolo' l'addestramento. Ai primi di giugno il battaglione si trasferi', a piedi, nella zona di Aulla-Lucca-Apuania spostandosi poco dopo a presidiare la rotabile Chiavari-Parma. Qui si distinse in azioni di controguerriglia affrontando la sua prima battaglia al Passo Cento Croci contro la divisione partigiana "Julia". Nei primi giorni di agosto si trasferi' a Torino e poi a Cirie' dove abbe numerose perdite negli scontri con i partigiani piemontesi e si distinse particolarmente in quella che venne chiamata "la battaglia per la liberazione di Alba" conclusasi 12 agosto 1944 quando il "Lupo" entro' per primo ad Alba che era stata occupata dalle bande partigiane militari di Vian, Martini ed altri ufficiali. Il battaglione "Lupo" si trasferi' a Milano il 5 e 6 novembre da dove, dopo aver riordinato armamento ed equipaggiamento ed essere stato passato in rassegna dal Maresciallo Graziani, inizio' il trasferimento verso il fronte sud. Prima del Natale 1944 il battaglione raggiunse la localita' di Pratolungo ponendosi in dipendenza tattica dalla 16.Grenadier-Division "Reichsfuhrer SS" delle Waffen-SS. Qui il battaglione affronto' il suo massimo impegno lungo la "Linea del Senio" dove a fine dicembre si posizionò nelle retrovie mentre la 16a Divisione Panzergrenadier stava rilevando la posizione della 98a Divisione Fanteria. La 3a compagnia del Lupo fu schierata sull'argine del Senio. Le altre compagnie (IV mortai) furono per alcuni giorni spostate in tutto l'arco di linea della divisione.
Il 26 dicembre una formazione mista italo tedesca attaccò il settore della 92a Div. Buffalo. Il tratto di fronte affidato al Lupo era quello del punto di sutura tra le zone di Fusignano e di Alfonsine: Alfonsine era un territorio di circa 5 Km , con l'80% di case distrutte e circa 1.000.000 di mine disseminate. Le tre compagnie di fucilieri tenevano la linea intervallate da compagnie tedesche. Alla fine del gennaio 1945 le tre compagnie del Lupo erano ridotte all'osso. La 2° aveva sostituito tre volte il suo comandante, la 3° ne aveva perduti due, la 1° tre ufficiali subalterni.
La notte del 26 febbraio i tedeschi rilevarono il Lupo al fronte che, avendo perso la metà degli effettivi, inizio' a ritirarsi assestandosi oltre l'Adige. Dal 24 aprile al 28 oppose l'ultima resistenza prima di arrendersi con l'onore delle armi alle truppe alleate il 30 aprile 1945 entrando a Padova inquadrato. Deposte le armi i suoi membri furono rinchiusi in una caserma dove rimasero prima del trasferimento al campo prigionieri di Taranto da dove vennero trasportati ad Algeri nel Campo 211 P.O.W.
Il Lupo Fu la seconda unità di fanteria di marina schierata sul fronte italiano (dopo il Barbarigo, battutosi per la difesa di Roma e di Nettuno).