Italia R.S.I.
BELLISSIMO ELMETTO MIMETICO BICOLORE ORIGINALE DELLA "DECIMA FLOTTIGLIA MAS" DELLA R.S.I. 1944
Prezzo: venduto - cod. nr. 14990
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Marchio impresso sulla lamella reggisoggolo
Rivetto ribattuto all'interno con otto raggi.

Splendido elmetto mimetico Mod.33 originale appartenuto ad un marò della  Decima Mas della Repubblica Sociale Italiana. Molto probabilmente ad un membro dela Battaglione N.P. ( Nuotatori Paracadutisti ), uno dei tre battaglioni che aveva ricevuto in dotazione le uniformi mimetiche e i cui membri amavano rendere mimetici i propri elmetti.
L'elmetto, garantito originale al 100% come facilmente intuibile dalle foto, e' in ottime condizioni e completo di interno e soggolo originali. La verniciatura presenta un eccezionale mimetismo a due colori marrone/giallo, tipico delle unità marò ed è presente all'90%.
L'ancora frontale è dipinta a mascherina in colore giallo nel classico stile San Marco/Decima Mas. Sul bordo posteriore interno è stampigliata la sigla "T100".
La cuffia interna originale a otto spicchi di pelle marrone scuro, è completa del cordino di chiusura originale. Il soggolo originale è di color verde. Il feltro interno è arancione e sulla lamella reggisoggolo di sinistra in alluminio è presente una corona punzonata e il numero "39" ad indicare probabilmente l'anno di fabbricazione. I rivetti sono del II° tipo con scalino e otto raggi.

Il Maggiore Mario Rizzatti alla data dell’armistizio è in Sardegna con il 12° Battaglione Paracadutisti del 185° Reggimento Nembo. Con il suo reparto rifiuta la vergogna armistiziale. Ai paracadutisti si uniscono una batteria del 184° Artiglieria ed un plotone di mortai da 81. Il reparto di Rizzatti, comandante in testa, si schiererà in terra sarda con la 90ª Divisione Panzergrenadier e successivamente traghetterà alla volta della Corsica ove il Nembo sosterrà duri combattimenti. Quasi contestualmente, in continente, il Capitano Edoardo Sala, comandante di un reparto del 3° Battaglione del 185° Reggimento Nembo farà una scelta simile a quella di Rizzatti e affiancherà i suoi uomini a quelli della 29ª Divisione Panzergrenadier, combattendo prima a Salerno contro gli alleati sbarcati nel corso dell’operazione Avalanche, e poi ad Altavilla a fianco dei Paracadutisti tedeschi della 1ª Divisione.
Gli uomini della Nembo, non sono gli unici paracadutisti a ribellarsi all'armistizio. Assumeranno una uguale posizione anche alcuni parà del Ciclone, reparto in preparazione presso le scuole di Tarquinia e Viterbo, nonché elementi degli A.D.R.A. (Arditi paracadutisti Regia Aeronautica), elementi degli N.P. (Nuotatori Paracadutisti) del San Marco di base a Tarquinia / Porto Clementino e uomini delle compagnie 122° e 131° appartenenti al X Reggimento Arditi.
Con la costituzione della R.S.I. saranno predisposti appositi centri di reclutamento per paracadutisti a Firenze, ove verranno convogliati gli uomini che già hanno precedenti esperienze di lancio e combattimento e a Roma, Milano, Lucca e Padova per i volontari novelli alle esperienze di lancio. I Reparti di paracadutisti della R.S.I. passeranno alle dipendenze dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, seguendo in questo il modello tedesco. Riusciranno a sfuggire a questa regola solo il Btg. Nuotatori Paracadutisti della X MAS e il Btg. "Mazzarini" che sarà un reparto paracadutisti della Guardia Nazionale Repubblicana. Grazie a contatti intercorsi tra i vertici militari Repubblicani e quelli tedeschi e grazie soprattutto al forte ascendente che Rizzati ha sugli alleati germanici, tra i quali anche personaggi di alta levatura militare, questi ultimi acconsentiranno a cedere, ai neocostituiti reparti di paracadutisti italiani, materiale acquisito dopo l’otto settembre come materiale di preda bellica, nonché materiale d’armamento tedesco, impegnandosi contestualmente a fornire gli istruttori per la preparazione dei nuovi volontari italiani che tra ottobre e dicembre 1944 affluiranno a centinaia presso i punti di arruolamento e specialmente a Roma.


Il Battaglione Nuotatori Paracadutisti della Decima Flottiglia Mas venne costituito a La Spezia, presso la caserma di San Bartolomeo, il 27 ottobre 1943.

L'armistizio dell'8 settembre aveva sorpreso il battaglione N.P., allora facente parte del reggimento "San Marco", divisio in due tronconi. Il primo era stato trasferito in Sardegna ( e avrebbe poi combattuto per l'esercito badogliano del "Regno del Sud" ) mentre il secondo era rimasto a Tarquinia sotto il comando del sottotenente paracadutista Rodolfo Ceccacci. Nei giorni successivi all'armistizio, Ceccacci, dopo aver nascosto nei boschi armi e munizioni, si era spostato a Roma dove, poco dopo, incontrò il capitano del Genio Navale Ing. Giovanni (Nino) Buttazzoni, reduce da azioni di sabotaggio contro gli alleati in Sicilia con i Nuotatori Paracadutisti. Da questo incontro nacque il battaglione "N.P." della R.S.I. il cui motto sarà "Più buio che a mezzanotte non viene"

Nuotatori Paracadutisti della "Decima Mas" fotografati sul fronte del Senio
 
 
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 3-4-2010