Italia (1919-1939)
MEDAGLIA COMMEMORATIVADEL MATRIMONIO DI GIOVANNA DI SAVOIA E RE BORIS III DI BULGARIA 1930
Prezzo: venduto - cod. nr. 15534

Rara medaglia con nastro originale, del matrimonio reale tra Giovanna di Savoia (1907-2000), figlia del re d’Italia Vittorio Emanuele III, e Boris III di Bulgaria (1894-1943), celebrato ad Assisi (in quanto la principessa era devotissima a San Francesco) il 25 ottobre del 1930, con rito cattolico e ufficio del podestà di Assisi, Arnaldo Fortini. Essendo lo Zar di Bulgaria di fede ortodossa, venne celebrata una seconda cerimonia a Sofia.
La medaglia, in metallo argentato, misura 30 mm di diametro e riporta sul fronte i profili della principessa Giovanna e di re Boris III e con la firma dell'autore,A. Campi . Sul retro lo stemma della dinastia dei Savoia-Carignano, e sotto la scritta “LL.MM. DI BULGARIA BORIS III° E GIOVANNA 25 OTTOBRE 1930”, ovvero la data e il luogo delle nozze.

Giovanna di Bulgaria, nata Giovanna Elisabetta Antonia Romana Maria di Savoia (Roma, 13 novembre 1907 – Estoril, 26 febbraio 2000), figlia del re d'Italia Vittorio Emanuele III (1869-1947) e della regina Elena (1873-1952) e sorella di Umberto II (1904-1983), crebbe in famiglia con le sorelle Iolanda (1901-1986), Mafalda (1902 - 1944), Maria Francesca (1914-2001) e la madre, dalla quale ricevette un'educazione classica. Nel settembre del 1923 si ammalò di tifo con la sorella Mafalda. Assistite da due monache dell'ordine di Santa Chiara, si temette per la loro vita; a soli 16 anni la principessa fece voto che sarebbe diventata devota di San Francesco in caso di guarigione. Così fu.
Nel 1927 incontrò per la prima volta il futuro re di Bulgaria Boris III (30 gennaio 1894 - 28 agosto 1943), e, il 25 ottobre 1930, ad Assisi, si sposarono.

Dal matrimonio nacquero due figli:
la principessa Maria-Luisa (Sofia, 13 gennaio 1933) e l'erede al trono Simeone II di Bulgaria (Sofia, 16 giugno 1937).

Nel 1940 il re Boris III riuscì a strappare alla Romania la regione della Dobrugia; nel 1941, durante un viaggio in Germania, accettò di unirsi a Hitler nel secondo conflitto mondiale con l'Italia ed il Giappone, ma lo zar, temendo una sollevazione popolare, rifiutò di dichiarare guerra alla Russia.
La crescente repressione attuata dai tedeschi, soprattutto contro gli ebrei, spinse lo zar e la zarina ad aiutare e proteggere gli ebrei bulgari al fine di salvarli dalla persecuzione nazista facendoli fuggire in Argentina.
Nel 1943, probabilmente per mano sovietica, benché per anni la propopaganda comunista abbia additato come responsabile Hitler, Boris III morì per avvelenamento dopo giorni di agonia. Dopo la morte dello zar Boris III venne proclamato re il piccolo Simeone II, sotto un Consiglio di reggenza costituito dallo zio Kyril, dal generale Michov e dal primo ministro Bogdan Filov.
Il 5 settembre 1944 l'URSS dichiarò guerra alla Bulgaria; il governo, paralizzato, si proclamò neutrale e non oppose resistenza all'avanzata dell'Armata Rossa.
Si aggregano partigiani e militari, passati con gli antifascisti, confluendo a Sofia ed arrestando i reggenti, i membri del governo ed i dirigenti fascisti. Venne proclamato un governo del Fronte Patriottico (dominato dai comunisti) e nominato primo ministro Kimon Georgiev. I comunisti procedettero ad assassinii di massa. Tutta la classe dirigente fu annientata. Giovanna, in segno di silenziosa protesta e di dissenso, dando prova di indubbio coraggio, si recava senza scorta a pregare sulle fosse contenenti i corpi degli assassinati.
La tomba del re Boris, presso il Monastero di Rila, fu violata ed il corpo portato in un luogo segreto e mai più ritrovato, tranne il cuore, ora sepolto nella chiesa del monastero. Nel 1946 fu indetto un referendum, il cui risultato fu pilotato dai sovietici, e venne di fatto abolita la monarchia: Giovanna coi due figli fu costretta all'esilio. Raggiunse dapprima l'Egitto presso i genitori, poi, dopo un netto rifiuto da parte dell'Italia che non trovava "opportuno" ospitare la Famiglia reale bulgara, essendo la Regina una Savoia, nel 1950 il generale Francisco Franco offrì loro asilo politico in Spagna. Infine, sposatisi i figli, raggiunse il Portogallo presso il fratello Umberto II di Savoia.
Tornò per la prima volta in Bulgaria nel 1993, caduto il comunismo, accolta con grande entusiasmo, per il cinquantenario della morte di suo marito Boris. Morì a Estoril il 26 febbraio 2000, ma volle essere sepolta in Italia, nel cimitero di Assisi, cappella dei frati. Era infatti devotissima a San Francesco e terziaria francescana. Giovanna, durante il regno, fu popolare presso i bulgari. Lo storico francese Ristelhneber definì la sua vita: "Tutto un esempio di semplicità e di dignità".

( Notizie storiche tratte dal sito Wikipedia ) 

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S.M. Giovanna di Savoia Regina di Bulgaria Re Boris III di Bulgaria
   

 21-11-2010