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Incredibile documento redatto a Pavia il 23 settembre 1944, che raccoglie due firme autografe di altrettanti famosi comandanti della Guardia Nazionale Repubblicana e attiene ad un ufficiale della 2°Compagnia del Battaglione - Scuola Allievi Ufficiali "Lucca".
Il "rapporto informativo" riguarda il servizio prestato dal Tenente Aldo Benedetti dal 3 aprile 1944 al 30 settembre 1944 nelle funzioni di "Istruttore Comandante di Plotone" ed è firmato di proprio pugno dal suo comandante Capitano Gino Raumi.
In data 30 settembre 1944 il documento è stato firmato per approvazione ( Concordo ) dal famoso colonnello Siro Giombini, comandante della Scuola Allievi Ufficiale "Lucca" che aveva sede presso la Caserma Menabrea di Pavia dal 1° luglio 1944.
Aldo Benedetti, con il grado di Sottotenente, era stato l'ufficiale di collegamento del battaglione fino al marzo 1944 prima di essere promosso e assumere il comando di un plotone della 2° Compagnia e le funzioni di Istruttore dei giovani Allievi Ufficiali. Nel suo rapporto il capitano Raumi ne tesse le lodi di soldato e ufficiale scrivendo: "Ha partecipato a rastrellamenti e ad operazioni contro partigiani dimostrando coraggio, saper fare e prontezza nel percepire, nell'agire e nel saper valutare terreno e situazione.Di buonissima cultura profesionale e generale. Ha esplicato durante il corso All.Uff. le funzioni di Insegnante di Collegamenti."
La Scuola Allievi Ufficiali "Lucca" era una delle nove Scuole Allievi Ufficiali della Guardia Nazionale Repubblicana istituite all'indomani della riorganizzazione delle Forze Armate repubblicane, e si costituì a Lucca, nella Caserma di San Romano, il 1° marzo 1944.
La sanguinosa avventura degli AA. UU. del "Lucca" in Oltrepo Pavese cominciò il 26 giugno dello stesso anno, quando il Battaglione, al comando del Tenente Colonnello Siro Giombini, valoroso combattente di tutte le guerre, superdecorato, amatissimo dai suoi uomini, ferito in Spagna ( dove ottenne la medaglia d' oro spagnola ), fu trasferito alla Caserma "Menabrea" di Pavia, sita attorno all'attuale "cortile teresiano" dell'Università e sino ad allora sede della Scuola Allievi Ufficiali del III° Reggimento Genio, per un addestramento speciale in vista dell'impiego oltrepadano.
All'epoca del suo trasferimento, il "Lucca" era costituito da 2.475 allievi, risultato di una severissima selezione morale, fisica ed attitudinale, attuata su un primitivo nucleo di più di 4.000 Allievi Ufficiali, durata più di un anno. Tale severissima selezione era giustificata dal fatto che per mezzo delle nove scuole della GNR avrebbe dovuto formarsi la nuova classe dirigente delle Forze Armate repubblicane, ripulite da quanto rimaneva dei vecchi ufficiali, monarchici e badogliani, promossi non per merito ma per servitù dinastiche.
Nei primi mesi del 1944 si era andato costituendo in Oltrepo un vasto movimento di ribellione, alimentato dal crescente fenomeno della renitenza alla leva, dalla diserzione di alcuni tedeschi, da ribelli cecoslovacchi, e dai cosiddetti "mongoli", cosacchi fuoriusciti dalle fila della Luftwaffe (in Oltrepo operava la 162ª divisione "Turkestan", costituita per la quasi totalità da ex prigionieri russi) nella speranza di ricevere un salvacondotto, a guerra finita, che li avrebbe salvati dalla riconsegna alle truppe staliniane, e dalla conseguente punizione. Importante era dunque per le Forze Armate repubblicane il presidio di una zona tanto strategicamente importante quanto difficile a governarsi, quale veniva a configurarsi l'Oltrepo Pavese, che, con le sue colline fitte di boschi, le sue alture ed i suoi dirupi, si trovava ad essere il contesto ideale per azioni di guerriglia, imboscate, episodi di banditismo. Furono perciò dislocate in territorio oltrepadano diverse migliaia di soldati, delle più diverse armi: Alpini della Monterosa; Marò della San Marco, acquartierati a presidio dei depositi di Voghera, Casteggio, Nivione, Rosara e Stradella; militi del 616° Comando Provinciale della GNR, della 14ª Brigata Nera "Alberto Alfieri" di Pavia, e della Legione Autonoma Mobile "Ettore Muti", oltre agli Allievi Ufficiali della GNR dei battaglioni "Lucca" e "Siena".
Giunta a Pavia, dopo un mese di attività alla "Menabrea", la Scuola "Lucca", il 22 luglio si trasferì a Milano dove il giorno 25 partecipò alla grande parata della GNR, dopo essere stata passata in rassegna dal comandante generale Renato Ricci e aver ricevuto la Bandiera di Guerra.
Il 30 luglio, rientrato da Milano a Pavia, il battaglione fu spostato a Varzi, per un addestramento sul campo. La situazione all'epoca sembrava infatti essere meno grave di quanto non si sarebbe rivelata di lì a poco: erano giunte segnalazioni di atti di banditismo nei dintorni di Varzi, e di saccheggi attuati ai danni dei convogli che percorrevano la ferrovia a scartamento ridotto Voghera-Rivanazzano-Varzi. La zona si rivelò invece scenario di una vera e propria guerriglia, pianificata da gruppi organizzati di partigiani (brigate "Crespi Garibaldi" e "Giustizia e Libertà"), che miravano alla costituzione in Oltrepo di una vera e propria "repubblica partigiana", sull'esempio di quella costituitasi pochi mesi prima in Val d'Ossola, progetto che, di fatto, non trovò mai realizzazione, eccezion fatta per i tre giorni di occupazione partigiana che Varzi conobbe tra il 19 ed il 22 settembre 1944.
I primi a muovere alla volta di Varzi furono gli AA. UU. della 2ª Compagnia, scortati da un plotone di mitraglieri della 1° Compagnia. In questa occasione i ragazzi del "Lucca" dovettero affrontare la prima battaglia della loro esperienza oltrepadana: il treno che li trasportava fu assaltato da un piccolo nucleo di partigiani, che, dopo un breve conflitto a fuoco, fu messo in fuga. Giunti a Varzi, si acquartierarono all'interno delle locali scuole elementari, in un piccolo ma moderno edificio sito ai margini dell'abitato. Tale edificio fu scelto per arrecare il minor disagio possibile alla già stremata popolazione del borgo, che certo non avrebbe giovato della presenza militare all'interno dell'abitato, rischiando di essere coinvolta in eventuali attacchi mossi dalle formazioni partigiane all'indirizzo dei soldati repubblicani. Tuttavia, l'ubicazione dell'edificio scolastico si rivelò presto infelice: si trovava infatti al centro della vallata, attorniato da alture coperte da una fitta boscaglia, bersaglio ideale per il fuoco dei cecchini.
La prima azione della quale si resero protagonisti gli AA. UU. del "Lucca", consistette nello sgombero di un casolare poco distante dall'abitato, che alcune segnalazioni indicavano come covo di ribelli. Dopo una breve resistenza, i partigiani uscirono allo scoperto, arrendendosi. Ma i problemi non avrebbero tardato a venire: l'offensiva partigiana si faceva sempre più massiccia, tanto da costringere le Forze Armate repubblicane a trasferire a Varzi le restanti compagnie del "Lucca", assieme al Battaglione di Allievi Ufficiali "Siena". Con l'arrivo dei rinforzi, partì la controffensiva, che si concentrò in direzione dei passi del Brallo e del Penice, i quali, oltre a costituire punti estremamente importanti per il controllo della vallata, erano ritenuti essere rifugio per il grosso delle forze partigiane. In una di queste operazioni, oltre a numerosi feriti, il "Lucca" ebbe il suo primo caduto in Oltrepo, Marino Importuni, un coraggioso diciassettenne fiorentino.
La situazione rimaneva però drammatica: da una parte i bombardamenti degli alleati, i quali non mancarono di rifornire di armamenti, viveri, denaro, anche alcune formazioni partigiane; dall'altra il fuoco dei cecchini, le imboscate e le azioni di sabotaggio dei partigiani, che arrivarono, nella torrida estate del 1944, a far saltare le tubature dell'acqua potabile che rifornivano l'intero borgo di Varzi, noncuranti del danno arrecato alla popolazione civile, pur di creare problemi alle forze repubblicane ivi stanziate. Per giovanissimi Allievi Ufficiali, destinati a divenire elementi di fondamentale importanza nell'organizzazione delle Forze Armate repubblicane, addestrati allo scontro campale, non già alla guerriglia ed all'imboscata, le prove da affrontare erano davvero dure.
( Notizie storiche tratte da Pavia Tricolore )