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Il Tenente Paracadutista Lorenzo Serra
Per i "talebani" del collezionismo RSI notare come e dove erano stati applicati i gladi sulle mostrine. |
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| Il Maggiore Mario Rizzatti, Comandante del 1° Battaglione Paracadutisti, caduto in combattimento a Castel di Decima il 3 giugno 1944 durante la Difesa di Roma. Medaglia d'Oro alla Memoria, Cavaliero dell'Onore d'Italia. |
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Firenze, maggio 1943: paracadutisti mutilati della "Folgore" assistono, quali ospiti d'onore, alla consegna delle bandiere di combattimento alla Divisione "Nembo". In primo piano da sinistra, i Tenenti Cimenti e Rosati. |
Eccezionale reperto storico proveniente dagli archivi di un famoso collezionista di materiale R.S.I. dove era rimasto gelosamente custodito fino ad oggi. Si tratta del lotto di documenti appartenuti ad uno dei sei ufficiali del "Raggruppamento Arditi Paracadutisti dell'Aeronautica Repubblicana", inviati il 2 gennaio 1944 alla "Fallschirmschule IV" ( Scuola di Paracadutismo IV ) di Friburgo.
Il lotto, predisposto dal comando della scuola, si apre con un indice riepilogativo dei documenti in esso contenuti ( Inhaltsverzeichnis ):
1 - Lehrstab fuer Offizierausbildung - XI.Fliegerkorps del 12 marzo 1944 - Beurteilung ( Comando per l'istruzione degli ufficiali del XI.Fliegerkorps - Giudizio ) nel quale è riportato il giudizio del colonnello Comandante l'unità ( Hartung ? ) sull'Oberleutnant ( Tenente ) Lorenzo Serra appartenente al Battaglione "Nembo" che si conclude con un giudizio di idoneità al comando di un plotone ( Zugfuhrer ) di una compagnia di paracadutisti.
2 - Diario dei lanci eseguiti dal tenente Lorenzo Serra durante il 7° Corso del 1944 ( 7.Lehrgang ) nella 3.Schule Kompanie, 1.Zug, 1.Gruppe, indispensabili per l'ottenimento del brevetto tedesco. Il primo lancio solitario è stato effettuato alle ore 16 del 24.1.1944 da un'altezza di 250 metri con uno Junker 52. Due giorni dopo ha eseguito un lancio di gruppo ( 6° della fila ) da 200 metri e quindi un lancio da 180 metri con un Heinkel 111, molto più veloce. Il 29 gennaio ancora un lancio con un Heinkel 111 da 150 metri e il 31 un lancio con le armi in dotazione da 150 metri.
Il 5 febbraio alle 8.30 effettuava l'ultimo lancio ufficiale ( Besichtigungsprung ) identico al precedente e otteneva il diploma con merito. La scheda è firmata dal capo istruttore comandante la compagnia in addestramento, Oblt. Hofman.
Una "scheda lanci" analoga, del tenente Romano Ferretto, è riprodotta a pagina 1563 del III° volume "Gli Ultimi in grigioverde" di Giorgio Pisanò.
3 - La "Beurteilung" ( Giudizio complessivo ) del corso nella quale vengono riepilogate le note relative al tenente Serra tra le quali un "molto buono" riguardanete la sua attitudine al comando. Il documento porta la firma del Oberleutnant Hofman ( citato a pagina 1566 del volume sopra indicato ) e il timbro della 3.Compagnia della Scuola.
4 - La scheda personale del tenente Serra appartenente al "Itl. Fallsch. Jg. Regt. im XI.Fliegerkorps" ( Reggimento Italiano Paracadutisti dell'XI.Fliegerkorps ) nella quale si legge che era stato promosso Sottotenente il 10 luglio 1937 e Tenente il 1 agosto 1941.
5 - Il quinto documento è stato redatto dal Comando del "1° Battaglione Volontari Paracadutisti" il 16.3.1944 al ritorno dalla Scuola di Friburgo e riporta tutti i dati civili e militari del tenente Serra. Particolarmente interessanti quelli realtivi alla sua carriera militare dal 10.9.1938 ( Scuola Allievi Ufficiali di Complemento di Salerno ), all'8 settembre 1943 quando si trovava al Q.G. della "Brigata Sassari" a Roma e al Battaglione "Nembo" dislocato a Palidoro ( Fiumicino )
Oltre a questi cinque documenti, fanno parte del lotto anche altri tre documenti di enorme interesse:
- il primo è il "Foglio Notizie" compilato dal Tenente Serra il 26.10.1943, giorno del suo giuramento di assoluta obbedienza al Comandante delle Forze Armate germaniche Adolf Hitler, al quale ha presenziato il Maggiore Mario Rizzatti, Comandante del Battaglione Arditi Paracadutisti "Nembo". Il documento è completo della fotografia e porta l'intestazione e i timbri del "XII° Battaglione 1° Batteria" raggruppamento Paracadutisti "Nembo".
- il secondo documento è datato 29 settembre 1944 ed è una dichiarazione a firma del Tenente Paracadutista Piero Cimenti, Ufficiale addetto alla Sezione/E del Comando Deposito "Arditi Paracadutisti dell'Aeronautica" attestante che il Tenente Paracadutista Lorenzo Serra è stato in forza e ha prestato servizio presso:
XII° Battaglione Paracadutisti dal 20.10.43 al 9.1.44, la Scuola di Friburgo dal 1.1.44 al 25.2.44, il 1° Reggimento Paracadutisti "Folgore" dal 10.1.44 al 27.5.44 e presso il Comando Deposito Sez. E dal 30.5.44 al 24.6.44.
- il terzo documento è costituito da un'altra dichiarazione a firma del Tenente Piero Cimenti ( che sarà l'ultimo Aiutante Maggiore del "II Battaglione Nembo", ricostituitosi a Besozzo, Varese, il 10 luglio 1944 ) relativa all'ultimo trasferimento del Tenente Serra.
Negli ultimi mesi del 1943 sul litorale laziale si andavano concentrando i resti delle Grandi Unità paracadutiste provenienti dalla Corsica , da Viterbo e dalla Calabria, che non avevano voluto abbandonare la lotta contro gli angloamericani. Moltissimi furono i volontari che affluirono ai reparti paracadutisti, dislocati sulle coste laziali, al punto che si rese evidente la necessità di brevettare al più presto tale personale per portarlo allo stesso livello tecnico dei paracadutisti anziani appartenenti ai battaglioni XII/Nembo, III/185° e alla compagnia "D'Abbundio".
Il maggiore Rizzatti, comandante del XII/Nembo, perciò, intraprese trattative con il comando della divisione Paracadutista germanica in zona, perchè questo problema potesse venire risolto.
A Rizzatti venne proposto di inviare alla Scuola di Paracadutismo di Friburgo, una compagnia rinforzata, costituita di volontari particolarmente selezionati. Venne così stabilito che 150 volontari, inquadrati da ufficiali italiani già brevettati ( definiti accompagnatori ) e non brevettati ( definiti allievi ), si tenessero pronti a partire per la fine dell'anno.
La selezione degli uomini fu molto rigorosa e alla fine vennero scelti 50 uomini della compagnia "Volontari Veneti" e 100 del XII Battaglione "Nembo".
Il comando del reparto fu assunto dal capitano paracadutista in SPE Fernando Giannoni, ed il 2 gennaio 1944, dalla stazione di Roma Trastevere, avvenne la partenza per Friburgo dei 150 allievi paracadutisti. Scrive in proposito Giorgio Pisanò:
"Da Verona in poi il viaggio subì lunghi rallentamenti, con soste sia in aperta campagna che in stazioni sperdute. Non mancò mai un soddisfacente vettovagliamento, cui provvide il capitano Giannoni, coadiuvato dal tenente Serra, che prelevò i viveri presso i vari comandi germanici lungo la linea."
Dopo sette giorni il convoglio giunse a Friburgo. Il reparto repubblicano sfilò per le strade della città cantando mentre la popolazione faceva ala al suo passaggio.
I sottufficiali e la truppa vennero alloggiati in un seminterrato presso la Scuola mentre gli ufficiali trovarono posto in albergo.
La Scuola, che aveva il numero distintivo "IV", era dislocata fuori della città e disponeva di un proprio campo di aviazione. L'intero complesso era comandato da un colonnello dei paracadutisti che aveva alle proprie dipendenze un Reparto di Volo, un Reparto Addestramento, suddiviso in Gruppi, Compagnie e Plotoni d'Istruzione. Le Compagnie d'Istruzione erano comandate dall'Oberleutnant Hofmann, alle cui dipendenze funzionavano da istruttori un sottotenente, due marescialli e quindici tra sottufficiali e graduati. Il primo giorno di permanenza, l'8 gennaio 1944, fu destinato alla distribuzione ai volontari dell'equipaggiamento di lancio. L'addestramento si dimostrò durissimo. La fase prelancistica non differì gran che da quella già in uso presso le Scuole italiane di Viterbo e Tarquinia ma rispetto ai nostri programmi di istruzione , venne dato dai germanici rilievo all'educazione fisica e all'istruzione per la ripiegatura dei paracadute.
Dopo circa venti giorni di addestramento pre-lancistico vennero annunciati i lanci.
Diversamente da quanto accadeva in Italia, al primo volo coriispose il primo lancio.
Il 24 e 26 gennaio anche gli ufficiali italiani, già brevettati, capitano Giannoni in testa, effettuarono dei lanci svincolati dai programmi degli allievi.
Ma Giannoni volle concordare con il comando della Scuola ancora un lancio per sè e i suoi ufficiali da effettuarsi da un Heinkel 111, apparecchio più veloce dello Junker, dal quale ci si lasciava cadere nel vuoto da una botola circolare.
Il capitano Giannoni infilò la botola per primo ed in modo perfetto, seguito, ad un secondo di distanza, dal tenente Ferretto e dal tenente Serra. Durante la discesa il tenente Ferretto udì un grido, ma poichè il capitano scendeva regolarmente non se ne dette ragione ma, appena toccata terra s'accorse che il suo superiore giaceva immobile sul terreno. Il capitano Giannoni venne portato d'urgenza all'ospedale di Friburgo dove cessò di vivere dopo tre giorni senza aver ripreso conoscenza.
L'autopsia svelò che era morto per un'emorragia cerebrale forse derivata da un incidente di macchina di cui era stato vittima nel novembre 1943.
Dopo le esequie, svolte con il rito militare germanico, l'attività di lancio riprese per arrivare ai sei lanci necessari per l'ottenimento del brevetto.
Il 6 febbraio la 3° compagnia si sciolse e vennero restituiti i materiali. Il giorno 7 febbraio iniziò il viaggio di ritorno che durò sette giorni, come quello d'andata. La tradotta, infine, giunse a Spoleto, dove il ricostituito reggimento "Folgore" stava completando l'addestramento.
( notizie storiche tratte dal volume "Gli ultimi in grigioverde" di Giorgio Pisanò )