 |
 |
 |
| S.E. Guglielmo Marconi con la placca da Gran Ufficiale dell'Ordine, in basso a sinistra |
Bellissimo set composto dalle due decorazioni dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, inserite in una scatola appositamente realizzata per contenerle dal famoso gioelliere "Cravanzola" di Roma, e riservate al grado di "Gran Ufficiale".
Il set è completato dal bottone da giacca mentre manca la "mignon" prevista dall'apposito alloggiamento. Le docorazioni sono quasi certamente risalenti al secondo periodo umbertino. Sul coperchio della scatola, infatti, sono incise le iniziali di Vittorio Emanuele III come sempre accadeva per le decorazioni dinastiche assegnate da Umberto II in esilio.
La definitiva distinzione in classi era stata fissata con il Regio Decreto del 11 dicembre 1875, che farà assumere ai "Commendatori di Prima Classe" il titolo di "Grandi Ufficiali", arrivando così alla definitiva divisione in:
cavalieri
cavalieri ufficiali
commendatori
gran ufficiali
cavalieri di gran croce
Ai decorati spettavano gli onori militari a seconda del loro grado, o come ufficiali o come sottufficiali dell'esercito. L'insegna è una croce in oro, smaltata di bianco quella trifogliata di San Maurizio, avente negli angoli le braccia biforcate della croce di San Lazzaro smaltata in verde. Il nastro è di colore verde.
La croce è di due dimensioni, piccola per i cavalieri e gli ufficiali, per questi ultimi sormontata da una corona Reale e veniva portata appesa all'abito sulla sinistra del petto; più grande e sempre sormontata da una corona Reale per commendatori e grandi ufficiali che la portano appesa al colletto e per gli ultimi completata da una stella in argento a quattro braccia con al centro la croce dei Santi Maurizio e Lazzaro, che veniva portata appuntata sul lato sinistro del petto in basso.
I cavalieri di gran croce portano il nastro dell'ordine a tracolla da destra verso sinistra con la croce pendente sul fianco sinistro sormontata dalla corona Reale. Sul petto a sinistra, la stella in argento a otto braccia con al centro la croce.
Nel lungo periodo di vita dell'ordine vari furono i tipi di fattura e di lavorazione, spesso eseguite diversamente anche per insegne dello stesso grado in quanto fatte da oerefici diversi, così che queste sono difficilmente uguali tra loro. Le stesse placche, anche se di più recente istituzione, pur tenendo la stessa impostazione nella forma, variano nella lavorazione e nel disegno dei raggi.
Nel 1250 Pietro di Savoia conquistò con le armi i domini del Vallese dove erano conosciute le gloriose gesta della legione Tebana capitanata da S.Maurizio e massacrata dall'Imperatore Diocleziano nell'anno 287 poichè composta da cristiani. Pietro di Savoia dopo la sua conquista chiese in dono all'Abate Rodolfo, l'anello appartenuto a San Maurizio e l'Abate, nel concederglielo, dispose che fosse tenuto perennemente dal Principe regnante sulle terre sabaude.
Questo prezioso anello di forma ovale in pietra d'agata, in cui era intagliata la figura di un guerriero a cavallo, servì a Casa Savoia per l'investitura del Regno fino a quando andò smarrito durante il periodo della Rivoluzione Francese.
Anche se già nel 1350 Amedeo VI usava in guerra, tra le sue bandiere di devozione, anche quella Mauriziana, fu Amedeo VIII, detto "Il pacifico", a fondare la "Sacra Milizia di S.Maurizio".
Questa milizia era composta da solo cinque cavalieri tutti nobili, vedovi e avanti negli anni, i quali lo consigliavano sulle questioni di governo più gravi e delicate.
Eletto pontefice con il nome di Felice V, Amedeo VIII lascia il monastero di Ripaglia, sul lago di Ginevra, seguito dai suoi cavalieri dei quali però si perdono le tracce. Solamente un secolo dopo Emanuele Filiberto restaura l'ordine, anche se con leggi e scopi diversi, organizzando i suoi cavalieri a difesa della religione, per esercitare azioni caritatevoli e per combattere i prirati seraceni che infestavano i mari. Il 16 ottobre 1572 Emanuele Filiberto ottiene da papa Gregorio XIII una bolla mediante la quale l'Ordine di San Maurizio viene riconosciuto come Ordine Militare Religioso con sede nei domini Savoia, e Gran maestro il Duca e i suoi successori.
A distanza di un mese, e cioè il 13 novembre, Gregorio XIII invia una seconda bolla con la quale "unisce in perpetuo" l'Ordine Mauriziano a quello, dipendente dalla Santa Sede, di San Lazzaro, nominando il Duca, come capo di Casa Savoia e non come Principe territoriale, Gran Maestro dell'Ordine religioso Militare dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Le origini dell'Ordine di San Lazzaro non sono esattamente conosciute; probabilmente fu istituito per la difesa dei luoghi santi e per combattere il morbo della lebbra che si era propagato tra la popolazione civile della Giudea e tra gli stessi soldati cristiani. I Cavalieri di San Lazzaro si presero cura di quegli infelici, indossando un abito nero con una croce verde piena che solo nel XVI secolo divenne biforcata.
( Notizie storiche tratte dal volume "Ordini Cavallereschi del Regno d'Italia" di Massimo Cartone )
.