Italia (1919-1939)
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RARISSIMO PUGNALE DA COMBATTIMENTO PER BATTAGLIONI CAMICIE NERE IN AFRICA ORIENTALE PRIMO TIPO "M.N.F."
Valore stimato: non disponibile - cod. nr. 13829
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Nella Campagna in Africa Orientale nel 1936 molti soldati erano muniti del pugnale austriaco, cosi' come i legionari. Sul finire delle operazioni comparve un pugnale da combattimento per le legioni Camicie Nere, noto ai collezionisti come "pugnale da marcia", messo a punto l'anno precedente.

Questo rarissimo esemplare è caratterizzato dal suo fodero regolamentare del primo tipo, cioè prodotto prima dello scoppio della seconda guerra mondiale,  con, nella metà superiore, un "fascio littorio" a rilievo che sovrasta l'iscrizione "M.N.F." anzicchè l'usuale "M.V.S.N.". Si tratta di una variante molto rara, probabilmente in dotazione a una Legione della "Milizia Nazionale Forestale" operante in Africa Orientale.

La lama in acciaio è ancora in condizioni più che buone e presenta solo una piccolissima tacca sul lato lungo. E' stata accuratamente pulita dopo il ritrovamento poichè la lunga permanenza nel fodero aveva lasciato alcune tracce di ossidazione, ancora parzialmente visibili sotto la guardia che poggiava sulla bocchetta.

Manca ovviamente la cappetta in cuoio posta originariamente nella parte superiore del tallone, contro la guardia, che serviva per ammortizzare l'impatto sul bocchettone del fodero ma che può essere agevolmente reperita e ricollocata al suo posto.

Questo rarissimo esemplare è stato ritrovato fortuitamente, in una vecchia cassapanca abbandonata da decenni nella cantina di una cascina delle colline piacentine ed è quindi la cattiva conservazione che ha lasciato i segni del tempo oggi visibili soprattutto sul fodero. Tutto ciò non ne inficia assolutamente il valore collezionistico che anzi trova in tal modo l'assoluta conferma della sua originalità.

Di questo pugnale non si conoscono più di una decina di esemplari gelosamente custoditi nelle migliori collezioni private.

Ha la lama dritta a un filo e due terzi e punta, codolo passante attraverso l'impugnatura e ribattuto su una piastrina rettangolare arrotondata. Misura 21 cm e la lunghezza totale del pugnale è di cm. 42,50.
La guardia in lamierone tranciato, allargata posteriormente a disco ed anteriormente allungata in un elso leggermente piegato verso il manico che e' a quattro denti di presa, fissato al codolo da due rivetti piatti.
Il doppio ramo di guardia e' di forma inconsueta; ricorda vagamente quello della baionetta del 91, ma e' piatto e senza il foro per l'innesto sulla canna. L'altro lato, rivolto verso l'alto, serve per appoggiare l'indice quando si sferra il fendente. Misura 9,00 cm ed e' in acciao brunito come la calotta che ancora il codolo.
Prodotta in legno chiaro, l'impugnatura misura 11 cm ed e' caratterizzata dalla presenza di quattro costolature su di un lato, per rendere piu' agevole la presa delle dita; l'altra parte e' liscia, leggermente arrotondata, per adattarsi al palmo della mano. Due rivetti con rosette piane fissano l'impugnatura lateralmente. Sull'impugnatura sono presenti alcune incisioni che purtroppo non e' stato possibile decifrare.
Il fodero è costruito in ferro stampato, brunito in alcuni modelli e verniciato prima con antiruggine rossiccio e successivamente con vernice nera. Purtroppo le condizioni esterne del fodero non consentono di stabilirne con certezza l'appartenenza ad uno dei due modelli, pur essendo perfettamente conservati fascio e sigla in rilievo. E' dotato di una bocchetta in ottone fissata con una vite e, nella parte posteriore, di un passante di metallo di cm. 3,60, piazzato obliquamente, che permetteva di indossare il pugnale in modo leggermente curvato, cosicchè il porto diventasse più agevole.
La lunghezza totale del fodero è di cm. 21,50. 

Informazioni tecnico-collezionistiche tratte dall'articolo di Alessandro Raspagni pubblicato sul numero 40 della rivista "Uniformi & Armi".

( La foto è tratta dal volume "La Milizia Nazionale Forestale 1926 - 1945" di Nicolò Giordano e Claudio Sanchioli, pubblicato da EDAs )