Italia (R.S.I.)
TESSERA DI RICONOSCIMENTO DELLA R.S.I. CON FOTO UFFICIALE IN DIVISA 1945
Prezzo: non disponibile - cod. nr. 13412
Bellissima Tessera di Riconoscimento ( Kennkarte ) rilasciata il 5 gennaio 1945 dall' 8° Comando Militare Provinciale di Piacenza al tenente Remo Bosoni.
La tessera è bilingue ( italiano e tedesco ) e prevede che l'autorizzazione alla libera circolazione su tutto il territorio nazionale della RSI, sia concessa dal Comandante Militare Provinciale italiano ( in questo caso il colonnello Cesare Falla Garetta in data 5 gennaio 1945) e dal Militarkommandant tedesco che l'aveva firmata il 28 dicembre 1944.
Interessante notare come il timbro a secco impresso sulla foto dell'ufficiale, porti l'indicazione del Comando Militare Provinciale 210 cioè del Comando di Genova. E' probabile quindi che il tenente Bosoni fosse riparato a Piacenza da Genova e si sia quindi presentato alle nuove autorità militari.
L'Esercito Repubblicano si strutturò territorialmente dopo l'8 settembre, in comandi militari regionali e provinciali. Il Comando Militare Provinciale di Piacenza venne costituito il 31 ottobre 1943 e il primo comando fu affidato al Colonnello Odorici.
La foto lo ritrae in divisa da tenente dell'artiglieria contraerea con le mostrine complete di gladio repubblicano. La tessera è completa dei timbri della R.S.I. e di quelli del "Militarkommandanturen 1008" corrispondente al comando militare territoriale di Parma, con competenza sulle province di Piacenza e Reggio Emilia.

Il 10 settembre 1943 un "ordine del Fuhrer" stabilì in Italia una "zona di operazioni" da determinare "in base a considerazioni militari". Nella integrazione segreta a tale ordine in data 11.9.43, le regioni alpine vennero considerate "zona di operazione" e suddivise in due zone di operazioni, l'OZAV, ovverosia, zona d'operazione delle Prealpi, comprendente le province di Bolzano, Trento e Belluno, e l'OZAK, detta anche zona d'operazione Litorale Adriatico, comprendente le province di Udine, Gorizia, Trieste, Fiume, Pola.
 Questi territori erano di fatto annessi al grande Reich tedesco, ma per ragioni di opportunità politica l'annessione venne tenuta segreta.
 Nel restante "territorio occupato", che avrebbe compreso la regione padana, formalmente sotto sovranità "del governo nazionale fascista italiano", i prefetti dovevano essere guidati da "consiglieri amministrativi tedeschi".
 Nelle "zone di operazioni" il governo era affidato alle autorità civili locali insediate e controllate da alti commissari tedeschi.
 In un primo momento il territorio soggetto all'autorità militare non venne ben definito. Già il 10 ottobre la zona di operazione nell'Italia meridionale venne limitata al settore a sud di Roma; e l'Italia centrale venne di fatto amministrata come restante territorio occupato.
Il 12 settembre vennero istituiti i comandi territoriali militari 1009 a Verona (per le province di Verona, Mantova e Vicenza) e 1010 a Bolzano (per le province di Bolzano e Trento). Subito dopo vennero istituiti i comandi territoriali, o Feldkommandanturen, 1004 a Padova, 1005 a Torino, 1006 a Ferrara, 1007 a Genova, 1008 a Parma, 1011 a Brescia, 1012 a Bologna, 1013 a Milano, 1014 a Alessandria e 1015 a Massa Carrara.
 Il Militarkommandant aveva poteri sulle forze armate operanti nel suo territorio, siano state esse della Wehrmacht, delle SS o di Polizia (Ordnungspolizei), ma anche "esercitare la censura sulla radio e sulla stampa nel suo territorio".
 Questo tipo di amministrazione militare "di occupazione" avrebbe dovuto essere provvisoria, ma il Comando supremo della Wehrmacht riuscì ad imporre questa organizzazione anche dopo l'insediamento del governo fascista avvenuto nell'ottobre 1943.
 Anzi il 10 ottobre 1943 venne conferito ai comandanti militari delle zone di operazioni, il diritto di esercitare il potere esecutivo.
 Il Militarkommandant (territoriale) aveva il comando della Wehrmacht, delle SS e dell'Ordnungspolizei presenti nel suo territorio. Era responsabile della sorveglianza di importanti obiettivi militari ed economici, esercitava la censura sulla radio e sulla stampa nel suo territorio.
Inoltre provvedeva all'impiego delle forze di sicurezza per quanto riguardava la "attività delle bande" e i casi di sabotaggio. Dipendeva direttamente dal generale plenipotenziario della Wehrmacht in Italia.
 Dal Militarkommandant dipendevano le compagnie di sicurezza italiane, con elementi scelti provenienti dall'Arma dei carabinieri e della Milizia, con funzioni di polizia militare e di repressione antipartigiana. ( Notizie storiche tratte dal sito di Giuseppe Marchese )
 
  
   

 28-6-2007