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Cartolina di eccezionale rarità ,spedita il 24 febbraio 1944 dal Sergente Maggiore Dino Cipolloni alla moglie residente in provincia di Viterbo.
La cartolina porta due timbri militari tedeschi che la identificano come proveniente dal campo di addestramento di Grafenwoehr dove erano alloggiati i militari italiani della futura divisione "San Marco" al momento inquadrati nella 3.Italianische Infanterie Division "Divisione Granatieri".
A Grafenwoehr, sin dai primi di gennaio 1944, erano stati assegnati ai Comandi delle Unità della Divisione ( sino a livello Compagnia Autonoma ) i "Feldpostnummer" secondo il noto e ben collaudato sistema postale dell'Amministrazione Militare Germanica. Lo scambio di corrispondenza tra il Campo e le famiglie in patria ne risultò grandemente facilitato con positivi riflessi sul morale degli uomini e sulla tranquillità delle famiglie. Nel testo della cartolina, il sergente maggiore Cipolloni tranquillizzala moglie dicendole appunto " Mi trovo bene..." e indicando , oltre alla data, anche il Feldpostnummer "84795".
Da questa indicazione possiamo stabilire che egli si trovava in forza alla "3° Compagnia Autocarri" , al comando del Tenente Agostino Rucchieri, del "III Battaglione Trasporti" comandato dal Capitano Giulio Arcangeli.
Da notare l'efficienza dell'uffico postale tedesco che ha provveduto ad annullare e spedire la cartolina con il timbro di Grafenwoehr nello stesso giorno in cui era stata scritta dal militare italiano. L'altro timbro presente sulla cartolina è quello dell' "Aufstellungsstab XIII", cioè dell'organismo che presiedeva alla costituzione e all'addestramento della Divisione, a capo del quale si trovava il Generalmajor Konrad von Alberti.
Pochi giorni prima, il 9 febbraio 1944, sul Feldmarsch di Grafenwoehr i quadri ufficiali e minori e le truppe della "3.Granadier-Division (italianische)", schierate al completo, avevano prestato il Giuramento di fedeltà alla Repubblica. Presiedeva il Generale Comandante Aldo Princivalle che aveva accanto il generale Eckhart von Tschammer und Osten, comandante del campo ed il Generalmajor Konrad von Alberti.
Il primo nucleo consistente di militari italiani era giunto a Grafenwoehr alla fine dell'ottobre 1943. Avevano fatto parte della Divisione Brennero ed erano stati catturati dai tedeschi in Grecia nell'Epiro. Nel mese di novembre arrivarono altri soldati italiani che avevano deciso di stare con la Repubblica Sociale e il 1° dicembre erano gia' 3000 i militari del campo destinati alla futura Divisione San Marco che veniva ancora denominata 3.Grenadier-Division ( italianische ).
Il 28 novembre arrivo' a Grafenwoehr il generale Aldo Princivalle che Graziani aveva scelto come comandante dell'unita'.
Nato a Sassari, aveva 54 anni e , al momento dell'armistizio, comandava la Divisione di fanteria Brennero che aveva combattuto in Grecia e Albania. Princivalle era stato uno dei primi generali italiani ad aderire alla R.S.I. e nell'ottobre del 1943 aveva anche guidato la missione militare italiana a Berlino.
Mussolini visitò due volte la San Marco, la seconda il 18 luglio 1944 per consegnare le bandiere di combattimento, mentre si recava in visita a Hitler due giorni prima dell'attentato. Il 27 luglio 1944 la Divisione incomincio' a scaglioni a lasciare il campo di addestramento con destinazione la Liguria di ponente.
Il 1° agosto 1944 venne costituita l'Armata Liguria, schierata dalla Garfagnana al San Bernardo, posta al comando del Maresciallo Graziani e comprendente tutte le forze tedesche e fasciste presenti nell'intera Liguria e sul fronte occidentale nel tratto cuneese: il 75° Corpo d'Armata del generale Hans Schlemmer, il Gruppo divisioni von Lieb, il nuovo Corpo d'Armata Lombardia, comandato dal generale Kurt Jahn dal quale dipendevano due divisioni tedesche piu' la San Marco e la Monterosa.
Il 15 agosto 1944 von Alberti, che aveva seguito la divisione in Italia come capo del "DVK 182" ( il nucleo germanico di collegamento numero 182, la struttura interamente tedesca che doveva assisterla e soprattutto controllarla ) scrisse un rapporto al Duce sulle condizioni della divisione ( un altro di tenore opposto lo scrisse anche Princivalle ) a seguito del quale il comando della divisione venne affidato al generale di brigata Amilcare Farina. |