Italia (1919-1939)
BELLISSIMA MEDAGLIA "FUTURISTA" IN ARGENTO COMMEMORATIVA DEL BATTAGLIONE D'ASSALTO "TEMPESTA" NELLA GUERRA DI SPAGNA.
Prezzo: venduto - cod. nr. 14072

Bellissima medaglia in argento "800" e smalti , realizzata nel 1937 dalla Lorioli per commemorare le imprese del Battaglione d'Assalto "Tempesta" nelle Guerra di Spagna. Sul retro infatti, intorno al simbolo della Falange, corrono sul bordo i nomi e le date delle tre battaglie nelle quali il battaglione fu fortemente impegnato: Malaga, Guadalajara e Santander. In basso i punzoni dell'argentiere e dell'argento "800". La medaglia misura 35 mm e pesa 21 grammi. Il disegno della medaglia, i suoi colori e gli smalti utilizzati, la fanno sicuramente risalire alla creazione di qualche famoso artista "futurista" dell'epoca il che la rende ancor più rara e ricercata.

Dopo la richiesta di aiuto di Franco a Mussolini, già nel settembre 1936 si era costituita in Spagna la M.M.I.S ( Missione Militare Italiana in Spagna ) con sede a Siviglia. La comandava il Generale di Brigata Mario Roatta ( alias comm. Colli, alias Generale Mancini ), allora capo del S.I.M. ( Servizio Informazioni Militari ) italiano. La M.M.I.S. aveva concordato con il Generale Franco, oltre agli invii di materiali, armi e istruttori, la costituzione di due Brigate Miste italo-spagnole.
Il 22 dicembre sbarcò a Cadice il primo contingente di 3.000 Camicie Nere con l'equipaggiamento, le armi individuali e di reparto e numerose artiglierie, trasportato dal piroscafo "Lombardia". Un secondo contingente arrivò, sempre a Cadice , sul "Sardegna", il 15 gennaio 1937.
Furono formati due reggimenti della prima brigata legionaria. I battaglioni si chiamarono "banderas", i reggimenti "gruppi di banderas". In complesso, a fine gennaio, gli italiani costituivano una grande unità di circa 10.000 uomini, formata da 10 battaglioni. Con essi furono formati tre reggimenti ( gruppi di banderas ): due di tre banderas, e uno di quattro ( in via provvisoria ). Ognuna delle banderas costituite doveva avere un numero distintivo scelto tra le centinaia ( 5,6, 7, 8 ) ed un nome italiano tratto dal repertorio in uso nelle unitò della M.V.S.N.

Il primo impiego dei volontari vemme attuato nelle operazioni che la M.M.I.S. aveva concordato con il Comando Spagnolo e che culminarono con la conquista di Malaga, in Andalusia, da parte delle forze italiane.
Le operazioni durarono dal 5 all'8 febbraio 1937. Le forze italiane, inquadrate nella 1° Brigata Volontari, agirono su quattro colonne delle quali la prima, al comando del Colonnello Carlo Rivolta, comprendeva anche la 535° bis "Tempesta". Gli italiani iniziarono l'attacco alle 6.30 del 5 febbraio 1937 e dopo una breve preparazione di artiglieri conquistarono i passi di Zafarraya, Alazores e Boca de Asno. La maggior resitenza fu incontrata al passo di Zafarraya, tanto che vi accorse il colonnello Roatta e vi fu ferito. Il secondo giorno l'avanzata fu travolgente e la resistenza più debole per l'azione concentrata delle quattro colonne. Malaga fu conquistata l'8 febbraio con l'entrata simultanea delle colonne spagnole e italiane. Le perdite degli italiani furono di 131 morti e di 424 feriti. Il colonnello Roatta fu promosso generale per la rapida e importante vittoria.
Prima e durante la conquista di Malaga erano sbarcati a Cadice altri contingenti di volontari CC.NN. che vennero concentrati nella zona di Aranda de Duero- Almazan. Con queste forze si costituirono la II° e III° Brigata Volontari. Il 17 febbraio la M.M.I.S. cambiò definizione in "C.T.V." ( Comando Truppe Volontarie ) mentre la massa operativa costituì il "Corpo Truppe Volontarie".
In previsione di altre operazioni le tre brigate vennero trasformate in "Divisioni" nel corso dello stesso mese di febbraio. Ogni divisione aveva un numero distintivo ed un nome. Era formata su tre gruppi banderas, di tre banderas ciascuno. La 535° bis "Tempesta" faceva parte del 2° Gruppo Banderas al comando del Colonnello Costantino Salvi, della 1° Divisione "Dio lo vuole". Alle tre suddette Divisioni di CC.NN. se ne aggiunse un'altra, considerata dell'Esercito, la Divisione "Volontari del Littorio", sbarcata a Cadice ai primi di febbraio e costituita ai primi di marzo come 4° Divisione, affidata al comando del Generale di Brigata Annibale Bergonzoli.

Il C.T.V. iniziò le operazioni per la battaglia di Guadalajara ai primi di marzo ma si trovò di fronte le migliori truppe dell'esercito repubblicano. Al centro della Nuova Castiglia, la città di Guadalajara è il punto di convergenza di importanti strade che dal nord e dal Mediterraneo si dirigono verso Madrid, distante 58 chilometri. L'operazione su Guadalajara era stata decisa allo scopo di tagliare le comunicazioni fra Madrid e il resto della Spagna, onde facilitare l'occupazione della stessa capitale. Oltre alle forze governative parteciparono allo scontro le brigate internazionali nelle quali militavano numerosi antifascisti italiani. La battaglia svoltasi tra l'8 e il 25 marzo 1937, si concluse con il successo dei repubblicani e degli antifascisti che rinviò di molti mesi l'ingresso dei nazionalisti in Madrid.
L'8 marzo 1937 gli italiani del C.T.V., euforici per la conquista di Malaga, attaccarono le posizioni conquistate dai repubblicani nei primi giorni dell'anno nell'Alcarria. Il CTV agli ordini del generale Roatta contava 50.000 uomini, appoggiati da 250 carri armati, 230 pezzi di artiglieria mobile, una compagnia di carri lanciafiamme, 50 aerei da caccia e 12 ricognitori e un parco di oltre 4.000 automezzi di ogni tipo. Lo affiancava una divisione spagnola forte di 20.000 soldati. A fronteggiare questa possente massa di manovra vi erano 6/7.000 miliziani del Levante di cui la metà in linea, armati di fucili e poche mitragliatrici. Si trovavano anche nella zona per addestramento dei carri armati sovietici. Alle 7 dell'8 marzo, dopo un intenso fuoco di artiglieria, gli italiani avanzarono e travolsero le difese repubblicane. Il generale Roatta proclamò: "Domani saremo a Guadalajara, dopodomani ad Alcalà de Henares e tra tre giorni a Madrid". In realta' il 23 marzo, dopo 15 giorni di furiosi combattimenti i repubblicani di Lister, che avevano ormai la forza di 11 brigate, raggiunsero il km. 97 della strada di Francia, praticamente il punto da dove erano partite le truppe nazionaliste l'8 marzo. La battaglia di Guadalajara era finita e sara' ricordata come "la prima sconfitta del fascismo". In Italia non si accettò la sconfitta e, tentando di nasconderla o minimizzarla, si decise una profonda e drastica ristrutturazione del CTV; Roatta non ne fece immediatamente le spese perche' una destituzione subito dopo la battaglia sarebbe un'esplicita ammissione di sconfitta. Prima venne sostituito tutto il suo Stato Maggiore infine, ad aprile del 1937, Roatta venne esonerato dal comando e sostituito dal generale Ettore Bastico. Dopo la battaglia le truppe vennero ritirate dal fronte e concentrate nella zona di V alladolid-Palencia per essere riorganizzate.

Con ordine del Comando C.T.V. del 12 aprile, vennero disciolte la 1° e la 3° divisione, i generali Rossi, Coppi e Nuvoloni, molti ufficiali, sottufficiali e uomini di truppa vennero rimpatriati.
La 535° bandera "Tempesta", già della 3° Divisione, venne inquadrata nel 10° Gruppo Banderas al comando del console Giovanni Martini, della Divisione "Volontari Fiamme Nere". Prima della battaglia per Santander, la "Tempesta" venne posta al comando del Seniore Elio Bernini. L'offensiva ebbe inizio il 14 agosto 1937 e vi prese parte l'intero CTV con l'appoggio di tutta l'Aviazione Legionaria e alcune divisioni spagnole. Fu una battaglia condotta quasi esclusivamente dagli italiani, fortemente voluta da Mussolini e dal generale Bastico, comandante del CTV, per riscattare l'insuccesso di Guadalajara. La battaglia si concluse il 26 agosto, quando gli ultimi battaglioni repubblicani si arresero agli italiani e dopo che nei giorni precedenti altri reparti si erano consegnati alle "Frecce Nere". In tutta la campagna furono oltre 20.000 i prigionieri fatti dal CTV. Bastico, che sfilo' nella citta' con parte delle truppe, fu accolto con applausi dalla popolazione civile. Dopo questa offensiva il Generale Bastico fu richiamato in Italia e il comando del C.T.V. passò al Generale Berti.
Il 3 dicembre 1937 venne formata la Divisione "Fiamme Nere - XXIII Marzo" alla quale fu assegnato il 535° Battaglione "Tempesta", trasformato in "Battaglione d'Assalto" della divisione.

 
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14-10-2008