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| Il punzone del fabbricante Lutz & Weiss di Pforzheim |
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| Gli U-boot della "I Flottille" |
Questo posacenere in cristallo e argento è senza dubbio uno degli oggetti più rari e storicamente interessanti, inerenti alla storia degli U-Boot durante la prima guerra mondiale.
Il posacenere, di ottima fattura ed ancora in eccezionali condizioni di conservazione, è stato donato probabilmente, come recita l'iscrizione sul bordo argentato "Zur Hochzeit das U6 Offiziercorps" ( Dono di nozze del Corpo Ufficiali dell'U6 ), dagli ufficiali del sottomarino imperiale "U6" ad un loro commilitone.
La datazione di questo posacenere agli anni 1914 o 1915 è assicurata da alcuni indiscutibili indizi. Sul bordo d'argento è infatti presente il punzone, ancora di tipo imperiale, del fabbricante Lutz & Weiss di Pforzheim, una famosa fabbrica di argenti di prestigio fondata nel 1882 ed ancor oggi attiva. L'iscrizione dell'argento inoltre, opportunamente ingrandita, mostra il tratto sottile tipico dell'epoca.
Infine la storia navale dell'U6 ci dice che il dono deve necessariamente essere stato commissionato alla Lutz & Weiss prima del 15 settembre 1915: in quel giorno infatti l'U-boot venne affondato dal sommergibile inglese "E 16" nel mare del Nord, al largo del porto di Stavanger sulle coste norvegesi.
L'U-boot "U6" venne costruito e varato il 18 maggio 1910 nei cantieri di Kiel della Friedrich Krupp Germaniawerft che costruì complessivamente 84 sommergibili.
Apparteneva alla serie che includeva la numerazione da 5 a 8. Era dotato di due motori da 450 HP che gli consentivano una velocità massima di 13,4 nodi ed un'autonomia di 3300 miglia marine per un consumo di 61 tonnellate di petrolio.
In immersione poteva raggiungere una velocità massima di 10,2 nodi con un'autonomia di 80 miglia ad una velocità media di 5 nodi. L'armamento principale consisteva di 6 siluri che potevano essere lanciati dai due tubi posti a prua e/o poppa. L'armamento secondario era costituito da un cannoncino da 50mm. L'equipaggio era composto da quattro ufficiali e 24 marinai. Poteva immergersi a 30 metri di profondità in 65 secondi.
Il 1 agosto 1914 venne assegnato alla "I Flottille".
Il 5 agosto il comando venne assunto dal Leutnant zur See Wilhelm-Friedrich Starke con il quale iniziò le operazioni belliche nel Mare del Nord effettuando 4 missioni ed affondando 13 navi per complessive 4.654 tonnellate. Il 29 settembre ne aveva assunto il comando Otto Steinbrinck, che nel 1916 riceverà' il prestigioso ordine "Pour le mérit", mantenendolo fino al 5 novenbre quando venne sostituito dall'Oberleutnant zur See Reinhold Lepsius. Nel 1915 al comando di Lepsius, eccetto che per il breve periodo dal 6 al 21 gennaio quando tornò a Steinbrick, fece 7 missioni affondando 5 navi prima dell'ultima missione fatale del 15 settembre. L'U6 era dislocato presso la base navale nell'arcipelago di Helgoland a sud-est del Mare del Nord, quando il 19 agosto 1915, il Kapitänleutnant zur See Schneider affondò il piroscafo di linea "Arabic". A bordo vi erano tre passeggeri americani che morirono anche se Stati Uniti e Germania non erano ancora in guerra. Questo fatto accese una violenta discussione in Germania e fuori, sul fatto che la Reichsmarine non avesse rispettato l'obbligo di riconoscimento delle navi civili applicando la regola della guerra sottomarina "senza restrinzioni". Pur non essendoci stata un decisione finale su questo punto l'ordine impartito all'U6 fu di agire senza restrinzioni nei confronti di vascelli inglesi tra la Scozia e la Norvegia. Il 12 settembre affondò a cannonate la motonave norvegese MS Bien che stava viaggiando verso l'Inghilterra con un carico di legname. L'U6 continuò il suo pattugliamento fermando e controllando tutte le navi da carico che solcavano la sua area di competenza e questa attività non fu certo gradita all'Ammiragliato inglese tanto che vennero prese immediate contromisure dando ordine di intercettare l'U-boot nemico.
Il compito toccò al sommergibile E16. La caccia iniziò dalla base di Blyth/Northumberland con al comando il tenente di vascello Kenneth J. Duff-Dunbar, rampollo di una nobile famiglia scozzese residente nel castello di Ackergill Castle a Wick. Il piano di Dunbar era semplice: navigare sulla rotta seguita dalle navi di carico aspettando che l'U6 facesse la sua comparsa. E ciò accadde alle 13.00 del 15 settembre a sud dell'isola di Utsire, quando venne avvistato il fumo dei motori in immersione di un U-boot che si trovava a circa 900 metri di distanza. L'avvicinamento al bersaglio fu rapido e solo a 200 metri di distanza l'equipaggio dell'U-boot si accorse del pericolo ma ormai era troppo tardi: il primo siluro lanciato dall'E16 passò davanti alla prua dell'U6 ma il secondo lo prese in pieno vicino alla torretta provocandone lo scoppio. L'U-boot affondò immediatamente come una pietra e solo gli uomini sulla torretta riuscirono a salvarsi gettandosi in mare. Gli altri 24 uomini di equipaggio sottocoperta morirono tutti. Si salvarono il comandante Lepsius e altri quattro marinai che vennero recuperati dall'E16 e trasferiti in prigionia in Inghilterra.
Anche l'E16 non sfuggì più tardi allo stesso destino saltando su una mina il 22 agosto 1916 e trascinando in fondo al mare i suoi 31 membri d'equipaggio. Solo il 1 settembre 2001 alcuni subacquei hanno individuato dopo 85 anni il relitto dell'E16 a 16 miglia al largo di Helgoland.
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