Italia R.S.I.
RARO DOCUMENTO DEL COMANDO "X.FLOTTIGLIA MAS" A FIRMA JUNIO VALERIO BORGHESE 1943
Prezzo: venduto - cod. nr. 14287
Rara velina di servizio di un documento di licenza illimitata, in attesa di rilascio foglio di congedo, emesso dal Comando della 10° Flottiglia Mas in data 24 dicembre 1943.
La velina era indirizzata al Sotto Tenente della Guardia Nazionale Fausto Ramognino e porta la firma in originale del Tenente di Vascello Ludovico Ursomando oltre che l'indicazione della firma, evidentemente apposta solo sull'originale, del Comandante Capitano di Fregata Junio Valerio Borghese. In basso a sinistra il timbro del Centro Raccolta della Regia marina di Genova, evidentemente non ancora sostitioto da quello della Marina Repubblicana.
 
Il principe Junio Valerio Borghese nasce a Roma il 6 giugno 1906,  da nobile famiglia romana di lontane origini senesi. Frequenta il liceo a Londra e, l'Accademia navale a Livorno. Attratto dalla vita militare, nel 1922 viene ammesso ai corsi della Regia Accademia Navale di Livorno, dalla quale esce nel 1928, con il grado di Guardiamarina; deve comunque attendere quasi un anno per avere il suo primo imbarco, sull'incrociatore Trento. Nel 1930 viene promosso Sottotenente di vascello e imbarcato su una delle torpediniere operanti in Adriatico; l'anno successivo frequenta il corso superiore dell'Accademia Navale, e nel 1932 viene trasferito ai sommergibili. Dopo aver frequentato il corso di armi subacquee, nel 1933, promosso Tenente di vascello, viene imbarcato dapprima sulla Colombo, quindi sulla Titano. Nonostante abbia nel frattempo conseguito i brevetti di palombaro normale e di grande profondità, e' solo nel 1935 che riceve il primo incarico di sommergibilista, partecipando alla guerra d'Etiopia, dapprima imbarcato a bordo del sommergibile Tricheco, successivamente del Finzi. Nel 1937 assume, infine, il primo comando: con il sommergibile Iride prende parte alla Guerra civile spagnola, venendo decorato, l'8 aprile 1939 della medaglia di bronzo al Valor Militare. Trasferito successivamente presso la base di Lero, nel Dodecaneso, vi rimane fino all'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940.

Nelle prime fasi del conflitto, come comandante del sommergibile Vittor Pisani, prende parte alla battaglia di Punta Stilo e a una serie di falliti tentativi di forzare il porto di Gibilterra, tra il settembre e l'ottobre del 1940. Dopo aver frequentato, nell'agosto del '40, la scuola tedesca del Mar Baltico per sommergibili oceanici ed essere stato promosso Capitano di corvetta, nel 1941 viene designato alla X Flottiglia MAS (il nome di Decima Flottiglia Mas, che resterà poi invariato fino alla fine del conflitto, nasce, come nome di copertura, il 15 marzo del 1941, su iniziativa del capitano di fregata Vittorio Moccagatta, nuovo comandante del gruppo, che viene suddiviso in due reparti: reparto subacqueo, al comando di Borghese, e reparto mezzi di superficie, al comando del capitano di corvetta Giorgio Giobbe), dove assume gli incarichi di comandante del sommergibile Scirè e di capo del reparto subacqueo. Anche con il suo contributo vengono pianificati e realizzati i progetti per il forzamento delle rade di Gibilterra (20-21 settembre 1941) e Alessandria (18-19 dicembre 1941, operazione che conduce all'affondamento delle navi da battaglia inglesi Queen Elizabeth e Valiant), venendo per questo decorato con la medaglia d'oro al Valor Militare el'Ordine militare di Savoia.

Il 1 maggio 1943, e' promosso Capitano di fregata ed assume il comando dell'intera Xª Flottiglia MAS. La storia operativa fino all'otto settembre del 1943 della Decima Flottiglia Mas si riassume brillantemente nel suo medagliere: ventisei medaglie d'oro (di cui dieci alla memoria), una medaglia d'oro allo stendardo della Flottiglia e un'altra allo stendardo del sommergibile Sciré fanno della Decima Flottiglia Mas il reparto militare italiano più decorato, insieme al Terzo Reggimento Bersaglieri.

Il brillante sommergibilista, anch'egli Medaglia d'Oro, non ancora trentasettenne, è già conosciuto e stimato in patria e all'estero. Con lo Scirè ha fatto cose impossibili, è passato e ripassato a Gibilterra beffando gli inglesi, ha portato ad Alessandria i protagonisti dell'impresa omonima.
Forte personalità, entusiasta, è amatissimo dai suoi uomini, con quel vincolo tutto speciale che si forma tra la gente di bordo, ancora più accentuato in un microcosmo qual è un sommergibile; questo tipo di rapporto si trasferirà su tutto il personale della Decima, facendo sì che il Reparto si identifichi sempre più con il Comandante. Borghese ha allo studio una nuova azione a Gibilterra e un'incursione con sommergibili oceanici contro gli Stati Uniti, quando arriva la data fatale dell'otto settembre. L'armistizio viene appreso per caso, accendendo la radio in caserma a La Spezia. Nessun organo superiore aveva dato comunicazione, anche e soprattutto perché gli organi superiori erano stati i primi a sbandarsi. Il suo superiore, il duca Aimone d'Aosta, cugino del re, era uno dei tanti dileguatisi  assieme al sovrano e a tanti altri suoi nobili e "non nobili" colleghi.
Borghese rimane legato ai suoi doveri di ufficiale con le sue responsabilità;  e la più importante era quella di salvaguardare non solo l'onore della bandiera, ma prima di tutto i suoi uomini. Senza di lui gli uomini del suo reparto avrebbero fatto la stessa fine degli altri lasciati allo sbando;  catturati e deportati in Germania (come quelli di Bolzano) o massacrati dai tedeschi (come quelli a Cefalonia, a Creta) e tanti, tanti altri.

Le modalità di annuncio dell'armistizio (comunicato dal generale Eisenhower alle 18.15 da Radio Algeri, nella totale assenza di notizie da parte delle autorità italiane), il fatto di averlo stipulato all'insaputa dell'alleato tedesco, la penosa figura di un Re e di un governo in fuga, lo sbandamento della gran parte dei comandi militari, tutti questi fattori contribuirono senza dubbio a creare un enorme turbamento nelle coscienze. Restando nell'ambito della Marina, all'alba del 9 settembre una flotta di 21 navi, tra cui tre corazzate (Roma, Italia - ex Littorio e Vittorio Veneto) e tre incrociatori, fa rotta per Malta, dove si consegnerà agli Alleati, in osservanza dei patti armistiziali. Solo la Roma non giungerà alla meta, centrata in pieno da un aereo tedesco, che sperimenta per la prima volta sugli ex alleati la nuova bomba radioguidata FX 1400.

La reazione tedesca al voltafaccia italiano è stata insomma immediata, per mare e così anche per terra. A La Spezia i soldati della 305° divisione di fanteria tedesca entrano il mattino del 9 e rapidamente sopraffanno le divisioni Alpi Graie e Rovigo, arrestando anche il comandante della piazza, generale Carlo Rossi. I tedeschi impongono il coprifuoco dalle ore 20 alle 6 del mattino e catturano centinaia di soldati italiani che cercano di andarsene. Sulla caserma della Decima Mas invece continua a sventolare il tricolore, e le sentinelle montano, regolarmente armate, la guardia. Il comandante Borghese ha fatto le sue scelte, e le comunica in assemblea ai suoi uomini: "Chi vuole andare in licenza illimitata è libero. Io resto".
Borghese si barrica con la sua X Mas a Lerici pronto a difendersi  da una imposta disonorevole e infamante resa ai tedeschi.  Dichiarerà in seguito al processo "Se un tedesco avesse tentato di disarmare il mio reparto io avrei dovuto difendermi;  in questa circostanza se fossi stato ucciso, cosa probabile, oggi sarei considerato un eroe della Resistenza". (come Gandin a Cefalonia).

( Notizie storiche ricavate dai siti cronologia.it e wilkipedia.it. )
 
 
 

 25-1-2009