| Italia (1919-1939) |
| RARA E BELLISSIMA MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA "321° LEGIONE CC.NN. FASCI ITALIANI ALL'ESTERO" |
| Prezzo: venduto - cod. nr. 12287 |
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La medaglia e' opera dello scultore Carlo Rivalta (Firenze 1887-1941), figlio e allievo del piu' famoso Augusto. Partecipò attivamente alle più importanti rassegne d'arte nazionali e internazionali (Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma) ottenendo lusinghieri apprezzamenti. Particolare successo ebbe una sua «Maternità» presentata alla III Quadriennale di Roma (1939). La medaglia, del diametro di mm. 39, e' corredata di un nastro nero d'epoca, aggiunto al fine di poterla appendere, non previsto all'origine. Sul dritto testa elmata del Duce rivolta a sinistra con intorno le parole "CREDERE - OBBEDIRE - COMBATTERE" e sul lato destro la firma "C.Rivalta". Sul rovescio stemma e motto della divisione "Tevere" al centro, "molti nemici, molto onore", e intorno le parole "FASCI ITALIANI ALL'ESTERO" E 321^LEGIONE CC.NN." divise da due nodi Savoia. In basso, sopra la scritta, la firma dell'incisore "M.NELLI INC. FIRENZE". La 321° Legione "Fasci Italiani all'Estero" era comandata dal Console Giovanni Cangemi e composta dal 321° e 412° Btg. CC.NN. all'estero. La 6a Divisione Camicie Nere “Tevere” composta di italiani residenti, mutilati, combattenti, volontari di guerra, arditi e studenti universitari, fu costituita il 7 agosto 1935. Il 13 dicembre la Divisione viene passata in rivista da S.M. il Re. Il 14 dicembre da Napoli, sul piroscafo "Sardegna", inizia il suo trasferimento in A.O. sbarcando a Mogadiscio il 29 Dicembre 1935. A partire dai primi giorni del mese di gennaio, si concentra nel campo trincerato di Mogadiscio e comincia il ciclo delle esercitazioni e dell’addestramento malgrado il clima torrido. L'impiego che ebbe questa Divisione non fu di carattere organico, ma servì per la costituzione di diverse Colonne autotrasportate da utilizzare nel settore del fronte somalo, potendo contare sugli autocarri offerti dalla comunita' italiana di New York. Il fronte sud sarà in periodo di stasi, ad eccezione dell'avanzata lungo il Giuba e sul Canale Doria, fino all'aprile 1936, epoca in cui si inizia la grande azione offensiva verso Harrar. Il 16 aprile il Luogotenente Generale Vernè riceve il comando di una colonna indigena autotrasportata con la quale prende parte a tutta l'offensiva dell'Ogaden, occupando Harrar l'8 maggio 1936 (1). Le altre Colonne che partecipano alla battaglia dell’Ogaden (14-30 aprile 1936) furono: la Colonna centrale al comando del Generale Frusci, di cui faceva parte la 221a Legione CC.NN. degli italiani all’estero (al comando del Console Parini) lungo la direttrice Gorrahei-Gabredarre-Sassabaneh-Dagabur (Km.213); Il giorno 24 la colonna Frusci combatte accanitamente per tutta la giornata conquistando le prime posizioni nemiche di Hamanlei e la 221a Legione, ha il battesimo de fuoco. La Colonna di destra al comando del Luogotenente Generale Agostini, di cui facevano parte la Coorte di Milizia Forestale e il Battaglione Universitario “Curtatone e Montanara” lungo la direttrice Gherlogubi-Afdub-Uarder-Ado-Curati-Bullalè-Dagabur (Km. 260). Il 24 la colonna Agostini, alle 10,30 occupa Gunu Gadu strenuamente difesa dal nemico che resiste fino all'annientamento. Il 5 giugno la 219a Legione disloca le compagnie nei vari presidi e pone il Comando a Moggio. Il 24 la 219a conquista Meda col suo battaglione misto e il 26 la Legione viene dislocata a protezione della ferrovia Addis Abeba - Gibuti e stabilisce il Comando Legione nella Capitale. Nella conquista di Meda tutti i legionari feriti sono rimasti in linea. Il 6 luglio ha luogo il grande attacco dei ribelli alla ferrovia che resta tagliata; la linea telefonica è interrotta e un treno è deviato ed assediato. Le CC.NN. della 220a Legione si battono per due giorni, ininterrottamente e sanguinosamente resistono e finalmente battono e respingono gli assalitori. Cadono 54 uomini e il Console Galbiati è ferito gravemente. La Legione si guadagna una bella medaglia di bronzo al V.M. Due ufficiali, uno caduto e l'altro gravemente ferito e rimasto cieco, avranno la medaglia d'oro. ( Notizie storiche tratte dal sito "Regio Esercito" ) |
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| 9-1-2006 |