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| Scatola originale di cartone con il cofanetto |
Bellissimo esemplare originale della più famosa decorazione tedesca: la Croce di Ferro di 1. classe. Questo esemplare è del tipo "piatto" quindi realizzato durante la Prima Guerra mondiale. Subito sotto il fermaglio del pin è impresso il marchio "KO" (Königliches Münzamt Abteilung Orden, Stuttgart) come e' visibile nelle foto. L’originalità è garantita, tra l’altro, dalla saldatura delle lamine sovrapposte e dal numero di perline presenti su ogni braccio della croce e dal pin delle giuste dimensioni.La croce misura 43mm per 43mm e ha il centro magnetico in ottime condizioni di verniciatura. Quello che rende ancora pìù raro questo esemplare è la presenza della sua custodia rigida ancora in ottime condizioni e, soprattutto della confezione originale in cartone che la conteneva. La custodia, assolutamente originale, e' di colore nero con impresso il simbolo della croce sul coperchio esterno. L'interno del coperchio e' in seta bianca mentre la base e' in velluto blu. Infine quello che e' forse il pezzo piu' importante del set: l'attestato di assegnazione al Feldwebel-Leutnant Jakob Helg in forza al Deutschen Jager-Division Abt.II rilasciato il 31 dicembre 1917 a Feltre per un'azione meritevole attuata il 13 dicembre.Come si rileva dal timbro sul documento questo sergente tedesco apparteneva al "Fernsprech-Abteilung 305" ( Battaglione Trasmissioni 305 ). In quel periodo del 1917 il feldmaresciallo tedesco Von Below, sferrata l'offensiva il giorno 24 ottobre convergendo su Caporetto lungo le due direttrici di Tolmino e di Plezzo, oltre che aver messo in rotta la maggior parte del IV corpo d'armata e scompaginato la XIX divisione, aveva poi, il 2-3 novembre, sfondato pure la linea del Tagliamento, e avanzando ancora, il 7 novembre si era portato sulla nuova linea di difesa italiana sul Piave, e dalla riva sinistra, il tedesco minacciava di attraversarlo e sbarcare sulla riva destra per poi dilagare verso Treviso e la Pianura Padana.
A sostegno di quest'offensiva il maresciallo Conrad dal Trentino doveva riprendere la marcia attraverso gli Altopiani di Asiago, per poi scendere su Vicenza o Bassano (come si era tentato di fare nella Strafexpedition, rimasta interrotta nell'estate del 1916) e invadere la Pianura.
Below si proponeva così di forzare il passaggio del Piave, avanzando da ponente e da levante. Attese tre giorni, poi il 9-10 novembre, fidandosi più su cedimenti di dissoluzione dell'esercito italiano che non sull'abilità organizzativa del suo esercito (numerosi mezzi di trasporto persero contatto con i reparti, che nel brevissimo tempo di due settimane erano avanzati di circa 150 chilometri all'interno del Veneto) iniziò la sua ottimistica seconda fase. Dunque, il 10 novembre, all'inizio del nuovo attacco di Below, il fronte nuovo presidiato dall'esercito italiano, si snodava senza soluzioni di continuità in zone montane dallo Stelvio a Pederobba e in zone collinari e pianeggianti da Pederobba alla foce del Piave. Alla data del 10 novembre, l'esercito italiano aveva schierato su questo nuovo fronte le seguenti forze: dallo Stelvio al Brenta il III Corpo d'Armata (gen. Camerana), che giungeva al Garda, e la I Armata (gen. Pecori-Giraldi), dal Brenta a Nervesa la IV Armata (gen. Robilant) e da Nervesa al mare la III Armata (com. Duca d'Aosta). A tergo stava una massa di circa 300 mila uomini, composta dal XII Corpo d'Armata e di quella parte della II Armata che aveva conservato maggior consistenza organica. Di contro stavano gli Austro-Tedeschi: dallo Stelvio alla Valsugana il gruppo di Conrad costituito dalla X e XI Armata, forte di 17 divisioni; dalla Valsugana a Tezze (sud di Ponte della Priula) la XIV Armata-mista austro-germanica di Below, composta dei Gruppi Krauss, Stein, Hofacker e Scotti, e forte di 19 divisioni; da Tezze al mare, lungo il Piave, la I la II Armata del gen. Boroevic, forte anch'esse di 19 divisioni. In complesso 55 divisioni austro-germaniche perfettamente equipaggiate, dotate di 4500 pezzi d'artiglieria e baldanzose per i successi riportati, fronteggiavano, su una linea di 350 chilometri, non certo all'Italia favorevoli e con appena 29 divisioni. Contro la linea italiana dall'altopiano d'Asiago al mare che solo in parte era sistemata a difesa, il nemico iniziò l'11 novembre una violenta offensiva che durò fino alla fine dell'anno con due soste di pochi giorni. Con questa offensiva gli austro-tedeschi si proponevano di conquistare gli sbocchi delle valli alpine nella pianura e di estendere la loro occupazione della riva destra del Piave; ma trovarono una resistenza che non si aspettavano, e fin dai primi tentativi compresero che la loro facile avanzata, effetto dello sfondamento di Caporetto e del ripiegamento italiano, era purtroppo finita. Fra le truppe austriache attaccanti vi erano quelle famose della III divisione "Edelweiss", considerata come una delle migliori dell'esercito austro-ungarico, la 22a composta di truppe sceltissime, il ben noto speciale corpo alpino "Alpenkorps" bavarese; e la "Deutschland Jager Division", orgoglio del Comando Supremo Imperiale, quella alla quale apparteneva il destinatario della decorazione. La storia di questi mesi decisivi e' scritta giorno per giorno nei nostri "Bollettini di Guerra". Il Bollettino del 14 dicembre recita: "All'alba del 13, terza giornata della rinnovata lotta tra il Brenta e il Piave, l'avversario dopo aver concentrato per parecchie ore il fuoco delle sue batterie sulle nostre posizioni in regione Col Caprile-Col della Berretta, le assalì violentemente. Trovata intatta e salda la nostra resistenza, sospese l'attacco delle fanterie e, pur mantenendone forte la pressione, riprese il tiro di artiglieria che durò l'intera giornata. Fu efficacemente controbattuto dalle nostre batterie che, insieme agli aeroplani da bombardamento, trovarono buon bersaglio nei grossi ammassamenti di truppe nemiche sostanti nei valloni a nord delle nostre linee. Nelle prime ore del mattino, nutrite raffiche di fuoco seguite da violento tiro di distruzione hanno investito le nostre posizioni del saliente di Monte Solarolo che alle 11.30 sono state impetuosamente attaccate con azione avvolgente da ovest e da nord-est. Forti ondate di attacco, mutatesi talvolta in dense masse, furono lanciate contro il Col d' Oro, il Monte Solarolo e la testata di Val Calcino; intensa azione di fuoco fu diretta sulle Poste di Salton. Con magnifico contegno e strenua resistenza, spinta fino al combattimento a corpo a corpo e alla lotta a colpi di granate a mano, le nostre fanterie splendidamente coadiuvate da batterie nostre e francesi, mantennero le posizioni e respinsero l'avversario. A notte, allorché il combattimento diminuì di intensità, un insignificante e brevissimo tratto di terreno, sgombrato a passo a passo dai valorosi difensori, rappresentava per il nemico l'unico compenso agli immensi sacrifici di sangue della giornata". E' quindi presumibile che la decorazione sia stata assegnata proprio per la partecipazione a questi combattimenti.
La Croce di Ferro è forse la più conosciuta e storicamente ricca delle decorazioni tedesche. La sua tradizione inizia quando, nel 1813, il Re Federico Guglielmo III di Prussia, la istituì durante la Guerra di Liberazione contro Napoleone. Benchè fosse una decorazione di campagna militare, essa fu nuovamente istituita nel 1870 durante la guerra franco-prussiana e di nuovo nel 1914 per la Prima Guerra Mondiale. Sul dritto è riprodotta la corona di Prussia, una grande W centrale e l'anno 1914 in basso. La croce misura 43 per 43mm ed è in ottime condizioni di verniciatura ( solo alcuni piccoli segni di usura del tempo vicino alle cifre).Veniva indossata sotto il taschino sinistro della divisa a circa 5/6 cm. dalla cintura o al centro del taschino in presenza di altre decorazioni.. Durante l’intero conflitto ne furono assegnati complessivamente solo 218.000 esemplari (per lo più a ufficiali e raramente a graduati) contro i più di 5.000.000 di seconda classe.