Italia (1940-1945)
DOCUMENTO FIRMATO DA UMBERTO DI SAVOIA LUOGOTENENTE DEL REGNO NEL MARZO 1946
Prezzo: venduto - cod. nr. 11978
Umberto II di Savoia
Bellissimo e raro documento firmato di suo pugno da Umberto di Savoia, Principe di Piemonte, Luogotenente Generale del Regno il 29 marzo 1946.

Umberto II di Savoia (Racconigi, 15 settembre 1904 - Ginevra, 18 marzo 1983) è stato luogotenente del regno d'Italia dal 1944 al 1946 e Re d'Italia dal 9 maggio del 1946 al 2 giugno dello stesso anno (per questo breve periodo regno fu detto Re di maggio), anche se da molti viene contestato che possa essere effettivamente considerato come re.

Nato nel 1904 da Vittorio Emanuele III di Savoia ed Elena del Montenegro, Umberto riceve il titolo di principe di Piemonte in qualità di erede al trono d'Italia. Educato secondo una rigida disciplina militare già nel corso della prima guerra mondiale, viene destinato al matrimonio con la principessa belga Maria José.

Durante gli anni del regime fascista segue una rapida carriera militare divenendo generale dell'esercito. Popolarissimo nel paese per il suo fisico avvenente e le innumerevoli avventure rosa che si ricamano sul suo conto, Umberto vive in realtà ai margini del regime fascista. Di formazione liberal-conservatrice, Umberto non suscita particolari simpatie in Benito Mussolini, che anzi raccoglie sul suo conto un dossier relativo alla presunta omosessualità del principe.

Personalmente contrario all'intervento dell'Italia in guerra al fianco della Germania si impegna comunque sul fronte francese, nel 1940, e l'8 settembre del 1943, pur avendo espresso l'intenzione di rimanere a Roma per difendere la capitale dai Tedeschi, segue il re suo padre e Pietro Badoglio nella fuga verso sud.

Questa continua oscillazione tra nobili intenti e pratiche indecisioni aliena alla monarchia molte delle possibili simpatie che si addensavano attorno alla figura del principe ereditario. Nel giugno del 1944, dopo la liberazione di Roma, assume il titolo di Luogotenente Generale del Regno in base agli accordi che intervengono tra le forze politiche che formano il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN); tali accordi prevedono di "congelare" la questione istituzionale fino al termine del conflitto. In questo ruolo Umberto esercita le sue limitate mansioni orientando la monarchia italiana su posizioni filoamericane.

Il 9 maggio 1946, ad appena un mese dallo svolgimento del referendum istituzionale che dovrà decidere tra monarchia e repubblica, Vittorio Emanuele III abdica, violando così gli accordi del 1944. La speranza è che con il ritiro dalla scena di colui che ha facilitato l'ascesa del fascismo la monarchia possa recuperare consensi.
Questo passaggio di poteri è contestato da molte forze politiche italiane, che considerano l'atto un vero e proprio tentativo di colpo di stato e che quindi non riconoscono, né sul momento né in seguito, ad Umberto il titolo di re. In effetti la salita al trono di Umberto è monca di un asservimento previsto dall'articolo 22 dello Statuto Albertino (in quel momento unica forma di costituzione posseduta dallo stato italiano) che prevede il giuramento di fedeltà, allo statuto stesso, del nuovo re davanti alle camere riunite.
Umberto avrebbe dovuto almeno aspettare l'elezione dell'assemblea costituente per poter giurare di fronte ad un organo elettivo.

Umberto abbandona l'Italia in conseguenza al risultato del referendum popolare del 2 giugno che trasforma l'Italia in una repubblica.

Come sede del suo esilio sceglie Cascais in Portogallo, già dimora del sua avo Carlo Alberto.

Con l'entrata in vigore della costituzione repubblicana l'esilio di Umberto di Savoia diviene permanente (XIII disposizione transitoria).
Umberto di Savoia muore a Ginevra nel 1983. Le sue spoglie riposano nella'Abbazia di Hautecombe, in Savoia, da dove la Casata ha avuto inizio.

( Notizie storiche tratta dal sito di Wilkipedia )

 
 
Particolare della firma di Umberto di Savoia