 |
Rarissimo volume, praticamente introvabile soprattutto in queste condizioni di conservazione, edito dalla A.Mondadori Editore di Milano in prima edizione nel 1941 e scritto dal capitano Walter Gericke che diventera' di li' a poco uno degli assi del paracadutismo tedesco. Il libro e' stato tradotto in italiano dal tenente-colonnello Antonio Fonda-Savio e rappresenta una delle pochissime possibilita' di leggere un'opera militare tedesca importante nella nostra lingua. Veramente un raro gioiello per gli appassionati di paracadutismo. Come viene detto all'inizio della prefazione, si tratta della "prima opera veramente organica sul paracadutismo militare, che la Casa Editrice Mondadori licenzia ora alle stampe". Walter Gericke , nato il 23 dicembre 1907 a Bilderlahe nella Bassa Sassonia, si arruolo' nel 1929 e il 1 settembre 1937 divenne comandante dell'11. compagnia, IV battaglione fucilieri-paracadutisti del General Goring Regiment nel corpo della Polizia di Stato. Il 1 aprile 1938 entro' a far parte del corpo dei paracadutisti come comandante della 4.compagnia del 1. reggimento paracadutisti. Il 9 aprile 1940 guido' le forze che presero possesso del ponte di Storstromm tra Falster e Seeland in Danimarca. Durante l'invasione aerea dell'Olanda, Gericke conquisto' la croce di ferro di prima classe guidando i suoi alla presa del ponte di Dordrecht. Nell'invasione di Creta, al comando del battaglione d'assalto alianti del IV reggimento calo' sulla strada costiera ad est di Malemes e di sua iniziativa lancio' un attacco in direzione di Candia conquistando la cittadella. Per questa azione fu decorato con la Ritterkreuz. Una delle sue azioni piu' spettacolari e controverse avvenne il 9 settembre 1943 sul territorio italiano quando Gericke si lancio' sul paese di Monterotondo (Roma) dove era insediato il nostro alto comando e , secondo la storiografia militare tedesca, riusci' a catturare 15 ufficiali e 2000 uomini tanto da meritarsi per questa azione la Croce Germanica in oro. La versione accertata e oggi da tutti accettata come ufficiale e' invece che l'attacco dei paracadutisti tedeschi fu respinto con gravi perdite da un reparto della divisione "Piave" aiutato dalla popolazione armata di fucili da caccia. Il giorno dopo Gericke e i paracadutisti della II.Divisione furono rapidamente aviotrasportati a Barletta per aiutare le forze tedesche a vincere la resistenza per la difesa della citta' organizzata dal colonnello Francesco Grasso che ne comandava il Presidio Militare. Il giorno 12 la guarnigione si arrese e segui' una feroce rappresaglia tedesca anche contro i civili e ancora oggi non e' stato chiarito se il responsabile fu proprio Gericke oppure Kurt Groschcke. Con la formazione della 4.Divisione Paracadutisti, Gericke assunse il comando dell'11.Reggimento con il grado di maggiore e con il compito di difendere il fronte di Anzio-Nettuno. Per questa operazione ricevette le foglie di quercia per la sua ritterkreuz. Promosso colonnello il 30 gennaio 1945 assunse in aprile il comando dell 21. Divisione Paracadutisti. Fatto prigioniero dagli alleati l'8 maggio 1945 venne rilasciato il 9 novembre 1946. |