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| Un tavolo apparecchiato nella sala da pranzo della Nuova Cancelleria |
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| L'uscita di emergenza del Bunker di Hitler fotografata dai russi subito dopo la cattura di Berlino. Nello spiazzo antistante furono bruciati i corpi del Fuhrer e di Eva Braun |
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| Il lotto presentato all'asta di Hermann Historica |
Rarissima e bellissima coppia di piatti da tavolo, composta da un piatto piano e uno fondo, in preziosa porcellana bavarese, decorato in alto con la scritta "KANZLEI DES FUHRERS" ( Cancelleria del Fuhrer ). Sul retro è riprodotto il marchio del fabbricante "Johann Seltman" di Vohenstrauss in Baviera. Quasi tutte le porcellane delle diverse abitazioni del Fuhrer provenivano dalla sua "amata" Baviera, come il famoso vaso di porcellana bianca che faceva bella mostra di se nella grande sala biblioteca della Nuova Cancelleria, realizzato dalla prestigiosa "Nymphenburg Porzellan".
La storia di questi piatti è affascinante e, per certi versi ancora misteriosa. Bisogna ricordare che tre erano le Cancellerie al servizio di Hitler: la "Reichskanzlei", la più importante affidata alle cure del Dr. Hans Heinrich Lammers, dove venivano prese tutte le decisioni di interesse nazionale, la "Praesidialkanzlei", dominio assoluto di Otto Meissner, che si occupava dell'ufficialità della vita pubblica del Fuhrer e infine la "Kanzlei des Fuhrers" ( la Cancelleria del Capo del Nsdap ) che si occupava di tutte le questioni inerenti al partito ed era affidata al Reichleiter Philip Bouhler. All'interno di quest'ultima vi era anche la Cancelleria Privata di Adolf Hitler che si occupava dei suoi affari privati.
Ognuna di queste Cancellerie aveva proprie forniture di accessori di ogni tipo, marcate in modo completamente differente tra di loro.
I piatti appartengono alle forniture per la Cancelleria del Fuhrer, quella del capo del partito e quindi la più spartana delle tre, il che ben spiega la semplicità dell'iscrizione. E' probabile che, proprio per la semplicità tanto amata da Hitler, gli stessi piatti venissero utilizzati anche nella sua vita privata.
I primi esemplari, salvatisi miracolosamente dalla distruzione dei fabbricati della Cancelleria, comparvero già nel 1945 e di ciò esiste una testimonianza in un articolo apparso sulla rivista americana Time e dedicato al collezionismo dei cimeli nazisti. In questo articolo l'autore racconta che il famoso comico Bob Hope, uno dei primi e più famosi collezionisti di questo genere, andava orgoglioso del possesso di uno di questi piatti, da lui personalmente reperito a Berlino nel 1945 durante uno dei suoi spettacoli per le truppe americane di occupazione. Bob Hope sosteneva che tale piatto fosse stato rinvenuto nel bunker di Hitler. La cosa è assai plausibile proprio per la semplicità di questi manufatti che ben si adattava all'atmosfera del momento.
Una conferma ufficiale di questa ipotesi viene anche dal libro "Le Disparu du 30 Avril", scritto e pubblicato nel 1964 dal capitano V. Ziegelmeyer che nel 1945 faceva parte del comando francese di Berlino, nel quale racconta dei molti ritrovamenti effettuati nel bunker di Berlino nell'ottobre del 1945.
Tra questi anche un servizio da tavola e da tè, in parte frammentato, composto da oggetti uguali a questi piatti nella forma e nel marchio. Questo servizio venne venduto alcuni anni fa, a caro prezzo, in un'asta di Hermann Historica che notoriamente garantisce l'originalità dei pezzi presentati.
Coloro che mettono in dubbio tale versione basano la loro opinione sul fatto che sono "troppi" i piatti presenti nelle collezioni private di tutto il mondo e che quindi almeno una parte di questi potrebbero essere dei falsi postbellici.
Un'altra versione circolante nel mondo del collezionismo, e accreditata da numerosi esperti, è quella che ritiene tali piatti i resti di un importante servizio da tavola, regalato al Fuhrer dai Gauleiter del Nsdap il 20 aprile 1939 nel giorno del suo 50° compleanno.
Questa coppia di piatti proviene dalla collezione di un vecchio collezionista che iniziò a raccogliere i suoi cimeli già negli anni '60 durante i suoi viaggi in Germania per cui si può ragionevolmente confidare sulla loro originalità.. |