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Bellissima e rara "feluca" da "colonnello comandante" dei Carabinieri Reali degli anni trenta. La feluca è un tipo di cappello a due punte, tipico in origine dell'alta uniforme degli ufficiali di marina che prese proprio il nome dalla foggia somigliante a quella della nave.
Fu adottato come copricapo integrante la grande uniforme degli Ufficiali dei Carabinieri, con il supplemento n. 7 del Giornale Militare 1864 in sostituzione del cappello portato originariamente dagli stessi ufficiali.
La feluca introdotta nel 1864 era eguale nella forma a quella degli ufficiali dello Stato Maggiore delle Piazze, dalla quale si differenziava per avere il cappietto d'argento a due lastre fatte a squame, fermato in fondo da una granata in argento recante le iniziali del sovrano, in metallo dorato come la fiamma.
Questa splendida feluca in feltro nero e greche in canottiglia d'argento sulle punte è completa del "pennacchio" in piume naturali lunghe 25 cm. , superiori di colore rosso scarlatto e inferiori di colore turchino, infisso per mezzo di un gambo di robusto filo di ferro nel largo passante di cuoio cucito all'interno della tesa destra in corrispondenza della "ganza" (cappietto).
E' costituito da un piumaggio morbido che ricade sul copricapo analogamente alle penne del cappone per il "moretto" dei bersaglieri. Il fregio ( cappietto ) d'argento porta sulla granata il monogramma dorato "VE" ( Vittorio Emanuele III ).
Al centro del pennacchio è inserito il "pennacchietto di airone"
( aigrette ) che distingueva i "Colonnelli Comandanti" , il grado più alto e probabilmente il più raro nel materiale da collezione dei Carabinieri Reali.
All'interno della feluca è presente, al centro della fodera in seta bianca, il marchio del fabbricante "Unione Militare". La fodera in ottime condizioni è completa dei due anelli per l'aggancio del sottogola, qui mancante, e protetta sul bordo inferiore da una fascia para sudore in "marocchino" marrone scuro.
L'Unione Militare era un Ente delle Forze Armate costituito con Legge del 16 giugno 1927. Sottoposta alla vigilanza del Ministero della Guerra, il quale la esercitava anche con il Ministero delle Corporazioni, era amministrata da 11 consiglieri nominati da un Decreto Reale.
Le sedi dell'Unione Militare, oltre a quella principale di Roma, che occupava un intero isolato, erano situate in altre 13 importanti città sul territorio metropolitano più Tripoli e Bengasi. Sedici grandi atelier di diffusione del più vario assortimento di uniformi, accessori, bardature, profumeria, gioielleria, ecc. con una particolare accuratezza delle confezioni sartoriali, come dimostra la straordinaria fattura di questo copricapo. Erano anche previste, visto il caro costo degli articoli di ottima qualità, particolari agevolazioni di credito aperto e rateizzazioni per gli allievi aspiranti Ufficiali di Scuole e Accademie Militari.