 |
 |
 |
| La vecchia fabbrica "Eisenhuettenwerke" a Thule dove è stato fabbricato questo elmetto |
Splendido "Stahlhelm" ( elmo d'acciao tedesco ) modello "1917" in eccezionali condizioni di conservazione. L'elmetto, garantito originale al 100% come facilmente intuibile dalle foto, e' completo in tutte le sue parti interne che lo caratterizzano e presenta ancora circa l'90% della sua vernice verde-oliva originale.
Quello che rende eccezionale, per non dire unico, questo pezzo da collezione sono, oltre alle sue condizioni di conservazione, le bellissime decorazioni dipinte dal suo originario possessore: una grande Croce di Ferro frontale e i colori dei due alleati, Germania e Austria, dipinti intorno ai due bulloncini sporgenti lateralmente.
La completezza dell'elmetto in tutte le sue parti originali, esclude che si tratti di una decorazione di tipo "souvenir", generalmente applicata ai soli gusci, ma indica certamente l'appartenenza del suo proprietario ad uno dei numerosi corpi di volontari ( Freikorps ) formatisi nell'immediato dopoguerra oppure allo "Stahlhelm", Bund der Frontsoldaten, un'organizzazione paramilitare nata in Germania al termine della Prima guerra mondiale durante la Repubblica di Weimar. Fondati alla fine del 1918 da Franz Seldte a Magdeburgo, presero il nome dal giornale "Stahlhelm" edito dal Conte Hans-Jürgen von Blumenthal, in seguito impiccato per la parte avuta nel Complotto del 20 luglio. L'organizzazione, che nel 1930 raggiunse i 500.000 membri, divenendo in tal modo il più importante Freikorps, annoverava tra le sue fila numerosi reduci dal fronte, nazionalisti ed elementi contrari alla Repubblica di Weimar, e fautori del ritorno della monarchia. Alleatisi con il DNVP, il NSDAP e la Alldeutscher Verband, queste formazioni costituirono l'Harzburger Front, che raccoglieva tutte le organizzazione di estrema destra contrarie alla Repubblica di Weimar. Dopo la vittoria del Partito nazista alle elezioni del 1933, l'importanza politica dell'organizzazione venne sempre meno, e tra il 1934 e il 1935 gli Elmetti d'acciaio confluirono nelle SA-Sturmabteilung.
L'imbottitura di pelle e' fissata ad una fascia metallica che lo identifica come modello M.17 in quanto nel precedente modello M.16 è costituita da una banda di robusto cuoio. E' costituita da tre lembi di pelle morbida che, nell'intenzione dell'inventore tedesco, erano destinati a contenere i pacchetti di medicazione; in realta' contenevano cuscinetti imbottiti di crine o di paglia qui mancanti.
La fascia di cuoio venne sostituita con una metallica nel maggio del 1917, secondo alcuni autori per ragioni di economia, senza peraltro che questa modifica alterasse in alcun modo la fisionomia dell'elmetto: sembra quindi esagerato parlare di modello 1917, tanto che tra i collezionisti americani è in uso la denominazione "modello 1916 secondo tipo".
Il soggolo in cuoio è ancora quello ereditato dal "Pickelhaube" con l'anello metallico per agganciarlo al perno fissato all'interno dell'elmetto. Questo sistema di aggancio era poco sicuro e spesso causava lo smarrimento del soggolo. La sua presenza, seppur separata, rende questo elmetto ancora più interessante per il collezionista.
Sulla falda laterale destra è marcato all'interno "ET 64" che indica la taglia 64 del guscio corrispondente ad una circonferenza del capo da 54,5 a 56 cm. Indica anche che il fabbricante era la Eisenhuettenwerke, situata nella citta' di Thule. La fabbrica iniziò a produrre elmetti durante la prima guerra mondiale e fu la prima ad ottenere un contratto di fornitura da parte del Ministero degli Armamenti. Anni dopo i suoi tecnici idearono l'elmetto M35 e lavorarono ai progetti che portarono alla modifica del modello 1935 e alla successiva trasformazione nei modelli M40 e M42. Alcuni dei suoi stabilimenti ( molti furono distrutti dai bombardamenti alleati ) sono ancora attivi oggi anche se la loro produzione è destinata a scopi civili e non militari.
Questo elmetto e' il frutto degli studi congiunti di un tecnico tedesco, il professor Friedrich Schwerde dell'Istituto di Hannover, e di un chirurgo distaccato al XVIII corpo d'armata, il professor August Bier. Quest'ultimo era specializzato nell'estrazione delle piccole schegge di acciaio dal cervello dei soldati, attuata per mezzo di una potente elettrocalamita. Tuttavia, le lesioni prodotte al cervello provocavano quasi sempre la morte del paziente. Consapevole di cio' Bier suggerì l'avviamento di un programma di studio per la realizzazione di un copricapo protettivo in acciaio. L'aspetto tecnico della questione venne affrontato dal professor Schwerde che, in considerazione del fatto che l'80% delle ferite era provocato dalle schegge e solo il 20% da colpi diretti d'arma da fuoco, stabili' che l'elmetto doveva coprire la maggior superficie possibile della testa a discapito dello spessore del metallo.
Il nuovo elmetto venne prodotto in sei taglie con calotta in acciaio al nickel-cromo dello spessore di circa 1 mm e peso approssimativo di 1 kg. Lateralmente sono presenti due prese d'aria protette da due bulloncini sporgenti, che fungono anche da punti di aggancio della "Stirnpanzer" ( corazzetta protettiva frontale ).
Quasi tutti gli storici sono concordi nell'affermare che il primo contingente di 30.000 elmetti venne distribuito verso la fine di gennaio 1916 alle unita' che si preparavano a prendere d'assalto Verdun, dopo un breve periodo di prova condotto tra i mesi di novembre e dicembre 1915, quando venne distribuito ad alcune unita' d'assalto.
Durante le parate, o in occasioni particolari, sulla presa d'aria di sinistra, potevano essere applicate tre foglie di quercia in estate, oppure un rametto di pino in inverno.
( Informazioni tecniche e storiche tratte dal libro "Elmetti" di Paolo Marzetti e dal'articolo apparso sul numero 11 di "Uniformi & Armi")