Austria fino al 1918
BELLISSIMO "KAPPENABZEICHEN" LANDRO 1916
Prezzo: venduto - cod. nr. 11195
Feldmaresciallo Ludwig Goiginger
Bellissimo esemplare in ottone di "Kappenabzeichen" ( Distintivo da cappello ) austriaco a ricordo della campagna 1916 del "Kampfgruppe Landro" ( Gruppo di combattimento Landro ). Questa formazione, schierata a difesa dello sbarramento di Landro, era inquadrata nella divisione mista "Val Pusteria"comandata dal feldmaresciallo Ludwig Goiginger effigiato nel distintivo. Nato a Verona nel 1863 inizio' la guerra con il grado di Generalmajor al comando della 122. Schutzen-brigade parte della 44. Schutzen Division del XIV Corps dell'Arciduca Josef Ferdinand. Con il grado di Feldmarschlleutnant, nel maggio 1915 venne posto al comando della Infanterie Division Pustertal proprio quando iniziarono le ostilita' con l'Italia. Il timore, rivelatosi poi eccessivo, di dover fronteggiare una decisa avanzata italiana costrinse i comandi imperiali ad accelerare la difesa del fronte schierando tutto quanto era possibile ed appoggiando la prima linea ai capisaldi corazzati delle fortezze. Il Tirolo venne diviso in cinque Rayon, a loro volta suddivisi in settori di fronte e sottosettori. Le Dolomiti gravitarono nei due Rayon IV (dalla val di Fiemme sino al Sass di Mezdi') e Rayon V (dal Padon sino alle sorgenti del Piave). Per rinforzare questi vasti territori si impiegarono le brigate da montagna, unita' autonome particolari, alcune delle quali avevano combattuto nei Balcani. Il Comelico ed il settore cortinese (V Rayon) presentava ostacoli naturali tali da non far presumere la possibilita' di assalti italiani in grande stile. Ad esso furono assegnate le brigate da montagna n. 51 e n. 56. In giugno, per il timore di perdere la ferrovia di val Pusteria, le due brigate furono assemblate in un comando divisionale unico e rinforzate da truppa bavarese a sud. La nuova unita', nata sul campo di battaglia, si chiamo' divisione Pustertal e fu assegnata al comando dell'esperto feldmaresciallo Ludwig Goiginger. Considerando che il nucleo militare della divisione era rappresentato dai decimi battaglioni di marcia (decimi perchÈ formati nel decimo mese di guerra) di alcuni noti reggimenti, ovvero da reclute addestrate in fretta al fronte, la situazione difensiva appariva, ai comandi austriaci, molto complessa. (In guerra, le reclute ed i richiamati affluivano ai propri circoli dove ogni reggimento aveva un Kader, ovvero un reparto addestrativo, situato presso un deposito reggimentale in cui le reclute ricevevano vestiario, armamento e le prime sommarie istruzioni di guerra. Dal deposito, dove erano inquadrati in compagnie Ersatz, dopo una decina di giorni di istruzione, i futuri soldati, affiancati dai convalescenti reintegrati e da complementi gia' istruiti, passavano ai battaglioni addestrativi veri e propri detti anche Marschbataillone, battaglioni di marcia, unita' di complementi gia' quasi pronte all'impiego). Era addirittura impossibile cercare di difendere il tratto di fronte del settore Fiemme (Rayon IV) tanto che fu necessario prendere posizione su una linea precaria, appoggiata a sud sulle difese della Valsugana, assai arretrate rispetto al confine tirolese-vicentino. La brigata da montagna n. 55 del colonnello Von Concini fu chiamata a difendere la dorsale montana da Cavalese a Predazzo, con le importanti vette del Montalon, Cauriol, Busa Alta e cima di Cece, sin oltre il forte Paneveggio, contando su due battaglioni e mezzo di riservisti e su tre unita' e mezza di bersaglieri tirolesi. Il tratto da Lusia sino al passo Fedaja, comprendente le vette di Costabella, Ombert e tutta la Marmolada, fu affidato all'ultima brigata operativa disponibile, la brigata di riservisti Schiessler, vale a dire la 179. Landsturm formata da tre battaglioni di fanteria (uno dei quali era il X di marcia del 2. regg. Kaiserjaeger) e tre e mezzo di Standsschutzen. A nord, il contatto con il V Rayon si fece subito precario. La carenza di soldati aveva costretto ad abbandonare agli italiani sia il passo Fedaja, sia Mesole e Padon, l'abitato di Arabba ed il terreno sino al passo di Campolongo. Si era cosÏ creato un pericoloso cuneo inserito nella difesa austriaca proprio nel delicato punto di contatto tra i due Rayon. Tuttavia gli attacchi italiani non furono veementi e la difesa ebbe la possibilita' di rinsaldarsi. Era evidente comunque che quei pochi soldati non sarebbero riusciti ad impedire agli italiani l'ingresso in val di Fiemme. Per questo motivo si ricorse all'aiuto degli alleati tedeschi, nonostante la Germania fosse ancora in pace con il Regno sabaudo. Onde evitare un conflitto di rango nei comandi in Fiemme, le due brigate, povere di uomini e materiali, furono raccolte in un nuovo comando divisionale agli ordini del feldmaresciallo conte Von Scholz. Nasceva cosÏ, per poter trattare alla pari con i bavaresi, la divisione della Marmolada (90. divisione di fanteria) e faceva il suo ingresso al fronte la possente unita' da montagna germanica: l'Alpenkorps. Nell'estate del 1915 Goiginger assunse il comando dell'intero Rayon V che mantenne fino all'ottobre 1916 ,con un breve intervallo sul fronte albanese, quando passo' al comando del Rayon IV e della 52. Divisione subito prima dell'offensiva di Caporetto. L'8 marzo 1918 fu nominato comandante del XXIV corpo della VI Armee, poco prima dell'offensiva italiana del Piave. Nel luglio del 1918 venne destinato al comando del XVIII Corps del Western Front che mantenne fino all'armistizio. Ludwig Goiginger mori' il 28 Febbraio 1931 a Neustift vicino a Graz. Il distintivo, stampato in "Kriegsmetall" ( una lega di zinco con superficie annerita a scopo mimetico e destinato ai soldati al fronte ) in perfette condizioni di conservazione. Il distintivo misura mm. 41 x 34 ed ha un pin metallico e magnetico sul retro dove e' presente il nome del fabbricante " Bruder Schneider - Wien". L'usanza di appuntare questi distintivi sul berretto da campo era assai diffusa, sia fra i soldati che fra gli ufficiali. Tale consuetudine in principio era solo tollerata dai comandi, ma in seguito fu autorizzata ufficialmente e regolamentata con una circolare del dicembre 1916 che stabiliva fossero applicati sul lato destro del berretto, perche' su quello sinistro dovevano essere cucite le sigle di panno colorato per distinguere i reparti.