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| Il generale spagnolo Gonzalo Queipo de Llano y Serra, durante una delle sue famose trasmissioni da Radio Siviglia |
Splendida e molto rara medaglia originale in bronzo argentato commemorativa della "Liberazione di Malaga". Fa parte di un gruppo di medaglie commemorative delle imprese del CTV ( Corpo Truppe Volontarie ) italiano durante la Guerra Civile in Spagna. La medaglia di Malaga porta la firma "Affer" sul fronte ed e' stata coniata da Lorioli - Milano nella versione bronzo argentato ( come questa ),argento, bronzo e bronzo dorato. Il nastro non era previsto per nessuna di esse anche se spesso era fornita del nastro delle medaglie commemorative rosso-giallo-rosso come in questo caso.
Tutti i tipi "A" e "B" sono descritti dalla ditta Lorioli nella sua pubblicazione del "Ventennale". Sul dritto è effigiato il generale spagnolo Gonzalo Queipo de Llano y Serra che fu nominato da Franco "Jefe del Ejército de Operaciones del Sur" con il compito di organizzare le forze falangiste in Andalusia. .
Tutti i tipi "A" e "B" sono descritti dalla ditta Lorioli nella sua pubblicazione del "Ventennale". Sul dritto è effigiato il generale spagnolo Gonzalo Queipo de Llano y Serra che fu nominato da Franco "Jefe del Ejército de Operaciones del Sur" con il compito di organizzare le forze falangiste in Andalusia.
La provincia di Malaga, nel cuore dell'Andalusia, si affaccia sul Mediterraneo a est di Gibilterra. Il territorio , relativamente pianeggiante lungo la costa, diventa montagnoso verso l'interno. Il piano d'attacco scelto dal Corpo Truppe Volontarie, prevedeva una penetrazione su tre colonne: lingo la costa una colonna spagnola al comando del Duca di Siviglia avrebbe marciato su Malaga e Marbella, verso l'interno invece avrebbero attaccato due colonne italiane puntando sulle Sierras. Al comando dell'azione furono posti il Generale Edmondo Rossi e i Colonnelli Guassardo e Rivolta.
Il 4 febbraio 1938, le tre colonne furono trasportate velocemente ai loro punti di attacco, che scattò il giorno seguente. Prima che le truppe italo-spagnole muovessero, il fronte repubblicano fu pesantemente bombardato da 70 bombardieri italo-tedeschi e dal fuoco degli incrociatori nazionalisti Cervara, Baleares e Canarias.
Incapace di sotenere la spinta offensiva italo-nazionalista, già il 7 febbraio il Generale Villalba, comandante dei repubblicani, ordinava la ritirata delle sue forze dalla provincia. L'8 febbraio, gli italiani entravano in Malaga, precedendo di qualche ora le truppe spagnole del Duca di Siviglia. La manovra italiana aveva sorpreso i repubblicani che in quell'area schieravano non meno di 40.000 miliziani: in pochi giorni Madrid aveva perso tutta quanta la provincia. Le colonne repubblicane in fuga furono incalzate dai reparti italiani che inseguirono gli avversari fino a Moril, ad oltre 100 km. da Malaga.
( Notizie storiche tratte da un articolo di Giovanni Ludi, pubblicato sulla rivista 2Eserciti nella Storia" ). |