Italia dopo il 25 aprile 1945
RARISSIMA TESSERA DI UN PARTIGIANO RIMPATRIATO DALLA SVIZZERA NEL 1945
Prezzo: Euro 200,00 - cod. nr. 14098
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Rarissima tessera rilasciata il 10 giugno 1945 dal Commissariato Federale per l'internamento e l'Ospitalità svizzero ad un partigiano rifugiatosi in Svizzera il 16 luglio 1944. La tessera, completa di fotografia, riporta i dati anagrafici del rifugiato e l'indicazione di "PARTIGIANO" nello spazio riservato all'Arma di appartenenza e "Cpl." ( Caporale ) in quello del grado. Sulla tessera ci sono anche alcuni timbri tra cui quello del "Secteur d'Internement Militaire - Rhone" sulla foto e sulla destra della tessera. Il fatto che il nostro partigiano fosse nato in provincia di Novara fa supporre che anche la sua attività militare si sia svolta nell'area del novarese dove operava il gruppo "Ossola" che, proprio all'inizio di luglio, prese il nome di "Divisione Valtoce dopo aver subito un violento rastrellamento alla Madonna del Boden. Si può quindi ipotizzare che sia riuscito, proprio in quei giorni, ad attraversare il confine svizzero mettendosi in salvo nella regione Rhone-Alpes.
In tutti i casi sitratta di un documento che rappresenta un'eccezionale testimonianza storica di quel periodo.

Nella primavera 1940, quando in poche settimane di una marcia trionfale senza precedenti la Germania nazista sconfisse le democrazie occidentali, occupò Parigi e assoggettò quasi tutto il continente europeo, la Svizzera si ritrovò in una situazione mai vissuta prima, accerchiata da un unico blocco militare violento e senza scrupoli. L’importanza della Svizzera per le persone perseguitate dal regime nazista mutò radicalmente tra il 1933 e il 1942. Mentre negli anni Trenta la Confederazione era uno dei tanti paesi in cui si poteva sperare di trovare accoglienza, nel 1942 per chi arrivava alle sue frontiere era in tanti casi l’unica chance. Mentre vennero poste severe limitazioni dal Consiglio federale all'ingresso di profughi civili, dietro pressioni tedesche, fin dallo scoppio della seconda guerra mondiale, contemporaneamente si accolsero 42.600 militari francesi e polacchi poco prima della sconfitta della Francia. Altre due massicce entrate di militari ci furono nell'autunno 1943 ( più di 21.300 provenienti dall'Italia ) e negli ultimi mesi di guerra. In totale, durante tutto il conflitto, furono accolti 104 000 profughi militari; mentre i soldati francesi fecero ritorno in patria già nel gennaio 1941, quelli polacchi e di numerosi altri Stati rimasero per lo più fino verso la fine delle ostilità.
I militari furono trattati in base alla Convenzione dell’Aia (1907) sui diritti e doveri delle Potenze neutrali in caso di guerra, il che significa che essi venivano generalmente internati in campi diretti dal Commissariato per l’internamento e l’ospedalizzazione,istituito nel giugno 1940. Erano considerati «personalemilitare» anche i soldati ricoverati, gli obiettori, i prigionieri di guerra evasi e i disertori. Furono ritenuti tali anche i molti giovani italiani fuggiti nella seconda metà della guerra per evitare l’arruolamento. Alla fine della guerra la Svizzera ospitava oltre 115 000 persone in fuga, il più alto numero di presenze contemporanee. La maggior parte di queste persone lasciò il paese nelle settimane e nei mesi successivi.. 
 
 

 13-3-2009