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Bellissimo poster usato dalle Waffen-SS per promuovere l'arruolamento in Francia, per la "Division Francaise de la Waffen-SS".
Il manifesto, garantito originale al 100% misura circa 100 x 140 cm. La foto a sinistra non è quella dell'identico poster originale che sarà accompagnato da un Certificato di Garanzia di Originalità valevole senza limitazioni di tempo.
La divisione "Charlemagne" fu creata nel 1944 da un'amalgama di truppe al servizio di altre unità francesi delle forze armate tedesche, così come da milizie paramilitari della Franc-Garde. L'originale unità francese nell'esercito tedesco era la Legion des Volontaires Français (Legione dei Volontari Francesi, o LVF), anche conosciuta con la sua ufficiale designazione tedesca, Infanterieregiment 638. La LVF era costituita principalmente da francesi di estrema destra e prigionieri di guerra che preferirono combattere piuttosto che essere condannati ai lavori forzati in Germania. La LVF combatté vicino Mosca nel novembre 1941. Nel 1942 gli uomini furono assegnati a compiti di lotta anti-partigiana in Bielorussia. Allo stesso tempo, un'altra unità fu creata in Francia, La Légion Tricolore (Reggimento Tricolore), ma questa fu assorbita nella LVF sei mesi dopo.
Il comandante francese della LVF, il Colonello Roger Labonne, fu sollevato dal compito alla metà del 1942 e l'unità venne frazionata in diverse divisioni tedesche fino al giugno 1943, quando il Colonnello Edgard Puaud prese il comando. La LVF combatté bene sul fronte ucraino contro i Sovietici. Nel giugno 1944, alcune ore prime della pianificata partenza della LVF per la Francia, fu chiamata in azione quando il Gruppo d'Armate Centrale cedette all'offensiva estiva dell'Armata Rossa. Il 25 giugno, sul fiume Bobr, elementi della LVF sotto il Maggiore Bridoux combatterono per 48 ore contro un assalto sovietico. Supportati dagli Stuka, da cinque carri armati Tiger e qualche elemento delle SS, resistettero attacco dopo attacco in quella che è generalmente vista come la più riuscita operazione della LVF. Quaranta o più carri armati sovietici furono distrutti di fronte alla posizione francese. Testimonianza dell'abilità della LVF venne da un comunicato sovietico in cui si afferma che i loro sforzi furono bloccati dal sacrificio di "due divisioni francesi".
Entro un mese, una nuova campagna di reclutamento ebbe inizio nella Francia di Vichy. A tale scopo furono predisposti diversi manifesti in francese. Oltre a questo anche un altro famoso manifesto dal titolo "TOI AUSSI ! TES CAMARADES T 'ATTENDENT DANS LA DIVISION FRANCAISE DE LA WAFFEN-SS" stampato sull'immagine di un dito puntato, venne massicciamente utilizzato nel giugno del 1943. La campagna di propaganda raccolse 3000 elementi, per la maggior parte membri di milizie collaborazionistiche e studenti universitari. Questa unità, la "Französische SS-Freiwilligen-Sturmbrigade", era guidata da un ex membro della Legione Straniera, l'Obersturmbannführer (grado traducibile in "Comandante Maggiore delle Unità d'Assalto") Paul Marie Gamory-Dubourdeau. Fu unita alla Divisione SS "Horst Wessel" e inviata in Galizia a contrastare l'avanzata sovietica. Tenne tenacemente il campo, soffrendo gravi perdite.
Nel settembre 1944 una nuova unità, la Waffen-Grenadier-Brigade der SS 'Charlemagne' (französische Nr.1), conosciuta anche come la "Brigata Francese delle SS" (Französische Brigade der SS) fu creata raccogliendo i superstiti della LVF e della Sturmbrigade Francese, che erano state entrambe sciolte. Vi entrarono collaborazionisti francesi in fuga dall'avanzata degli Alleati ad ovest, così come personale francese della Marina Tedesca (Kriegsmarine), il Nationalsozialistische Kraftfahrkorps (NSKK), l'Organizzazione Todt e la Milizia della Francia di Vichy. Alcune fonti asseriscono che l'unità includesse anche volontari dalle colonie francesi e dalla Svizzera. Il Brigadeführer Gustav Krukenberg prese l'effettivo comando, con Pauad (ora un SS Oberführer) come formale comandante francese.
I due principali reggimenti di fanteria erano la Waffen-Grenadier Regiment der SS 57 e 58. Veterani della Sturmbrigade costituivano il nucleo del Reggimento 57 e la LVF formava il cuore del 58. La LVF gestiva anche il battaglione d'artiglieria, il quartier generale dell'unità e la compagnia d'ingegneria. La reazione della VLF al loro trasferimento nelle SS fu misto.
Agli inizi del 1945, Pauad ricevette assicurazioni da Heinrich Himmler che i suoi uomini non sarebbero stati inviati sul Fronte Occidentale, dove avrebbero potuto combattere contro altri francesi. Gli fu anche garantito che avrebbero combattuto sotto la bandiera francese e continuato a mantenere cappellani militari cattolici. Himmler promise inoltre che la Francia avrebbe riguadagnato la sua sovranità dopo la vittoria della Germania.
Nel febbraio 1945 l'unità fu ufficialmente promossa a divisione e rinominata 33.Waffen-Grenadier-Division der SS "Charlemagne". Tuttavia, questa divisione si ritrovò in forte sottonumero, con soli 7340 uomini. La Divisione Charlemagne fu inviata a combattere l'Armata Rossa in Polonia, ma il 25 febbraio fu attaccata da truppe sovietiche del Primo Fronte Bielorusso mentre stava dispiegandosi dalla linea ferroviara a Hammerstein, in Pomerania. Ad opporsi ai francesi erano quattro divisioni di fanteria dell'Armata Rossa e due brigate di carri armati. Scarsamente armate, le truppe francesi non avevano ricevuto rifornimenti prima della loro partenza, e si ritrovarono inoltre con poche mappe e senza radio. Riuscirono solamente a fermare i tank, attraverso l'uso di Panzerfaust.
Nella notte del 3 marzo, i sopravvissuti della Charlemagne furono inviati a difendere la vicina città di Koerlin con l'ordine di "resistere a tutti i costi". Alla mezza del giorno successivo, un massiccio attacco dell'Armata Rossa su Koerlin ebbe inizio da sud-ovest. I francesi combatterono disperatamene e furono capaci di tenere le loro posizioni durante la giornata. Alla divisione fu ordinato di ritirarsi immediatamente a ovest, per evitare la cattura, e venne suddivisa in tre gruppi di battaglia. Solo quello con al comando Krukenberg sopravvisse, ritirandosi verso la costa del Mar Baltico e venendo evacuata via mare in Danimarca, per essere poi inviata a Neustrelitz per riequipaggiarsi. Quasi 4.800 uomini erano caduti, tra cui lo stesso Oberführer, Pauad.
All'inizio dell'aprile 1945 Krukenberg comandava solamente 700 uomini, organizzati in un singolo reggimento di fanteria con due battaglioni (il 57 e il 58) ed un battaglione pesante di supporto, ma privo di equipaggiamento. Spostò circa 400 uomini ad un battaglione in creazione, mentre i 300 rimanenti furono riforniti con fucili d'assalto Sturmgewehr 44. Il 23 aprile 1945 la Cancelleria del Reich a Berlino assegnò Krukenberg e i suoi uomini alla capitale, riorganizzati come Sturmbataillon ("battaglione d'assalto") "Charlemagne". Circa 320-330 truppe francesi arrivarono a Berlino il 24 aprile e furono assegnate alla 11. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Nordland, con Krukenberg al comando.
Supportati da carri armati Tiger II e dall'11º Reggimento Panzer 'Hermann von Salza' delle SS, lo Sturmbataillon prese parte ad un contrattacco nella mattina del 26 aprile a Neukölln, un distretto nella parte sud-est di Berlino.
L'avanzata sovietica su Berlino seguì uno schema di massiccio bombardamento seguito da assalti attraverso l'impiego di gruppi di battaglia di circa 80 uomini, con carri armati e artiglieria di supporto. I combattimenti furono molto duri e per il 28 aprile all'incirca 108 carri sovietici erano stati distrutti, 62 di essi dalla Charlemagne.
Il 28 aprile l'Armata Rossa diede iniziò ad un'offensiva su larga scala ai sobborghi di Berlino. La battaglia infuriò selvaggiamente e lo Sturmbataillon Charlemagne si ritrovò in mezzo ad essa. L'Unterscharführer (Sottocomandante di Schiera) Eugene Vaulot, che aveva distrutto due carri a Neukölln, usò il suo panzerfaust per fermarne altri sei non lontano dal Bunker del Führer. Fu decorato con la Croce di Cavaliere da Krukenberg durante una cerimonia improvvisata in una stazione della metrò, il 29 aprile. Vaulot non sopravvisse alla battaglia.
Con Vaulot anche Henri-Joseph Fenet, penultimo comandante dell'unità, fu insignito della Ritterkreuz durante la battaglia per la difesa di Berlino.
Ridotta ad approssimativamente a soli 30 elementi, molti furono catturati o fuggirono da Berlino da soli o in gruppo. La maggior parte di quelli che riuscì a tornare in Francia fu denunciata e inviata in prigioni e campi degli Alleati. Ad esempio, l'Hauptsturmführer Henri Joseph Fenet (1919-2002), uno degli ultimi a ricevere la Croce di Cavaliere, fu condannato a 20 anni di lavori forzati e rilasciato dalla prigione nel 1959. Alcuni furono assai meno fortunati e vennero fucilati subito dopo la cattura dalle autorità francesi. Il generale Philippe Leclerc incontrò 11-12 uomini catturati della Divisione Charlemagne: il generale di Francia Libera chiese subito loro perché stessero indossando uniformi tedesche, alla quale uno dei prigionieri replicò chiedendo come mai il generale ne stesse indossando una americana (i membri di Francia Libera vestivano infatti uniformi americane modificate). Il gruppo di prigionieri francesi, accusati di collaborazionismo, fu fucilato subito dopo senza rispettare alcun tipo di procedura giudiziaria militare. Per vedere la loro tomba, visitare il sito Third Reich in Ruins: Memorial Sites.
Non tutti i sopravvissuti della divisione furono impenitenti difensori del nazismo come Fenet. Nell'eccellente saggio Le Chagrin et la Pitié ("La Tristezza E La Pietà") di Marcel Ophuls, Christian de la Mazière, un sopravvissuto volontario della Charlemagne, fu intervistato e gli venne chiesto perché entrò nelle SS e se provasse rimorso nell'aver fatto tale scelta. Rispose che era cresciuto in una famiglia di destra, che prima della guerra leggeva quotidiani pieni di allarmanti notizie sulle atrocità commesse dai comunisti nell'Unione Sovietica e in Spagna e che fu anche contagiato dall'intolleranza razziale diffusa a quel tempo. Espresse apertamente rammarico per le sue azioni e consapevolezza della futilità della causa per la quale aveva combattuto. ( Notizie storiche tratte dal sito Wikipedia )