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Bellissimo "mutze" ( berretto ) indossato dai membri del D.A.F. ( Deutsche Arbeitsfront - Fronte del Lavoro Tedesco ).
Il berretto, in panno blu taglia 56, e' in ottime condizioni di conservazione con la sua insegna originale mai toccata.
La fodera della cupola e' di cotone color azzurro. L'elemento di protezione in celluloide ( Schweissplatte ) di forma romboidale che era cucito sulla fodera del fondo è mancante ma sono ben visibili le impunture e lo spazio per inserirvi un'etichetta, il "Namenzettel" regolamentare in tempo di pace, oppure una semplice striscia di carta robusta con il nome del proprietario. Sotto alla protezione in celluloide era impresso il simbolo del DAF ancora ben visibile. Sul marocchino in pelle sono applicate le lettere maiuscole "E" ed "R", probabilmente le iniziali del proprietario, a dimostrazione della qualità dell'oggetto.
La visiera ( Schirm ) e' realizzata in fibra vulcanizzata ( Vulkanfiber ), con la parte superiore e quella interna nera e liscia e bordo impunturato. Il fregio è in stoffa su placchetta metallica.
Il DAF ( Fronte del Lavoro Tedesco ) era l'organizzazione nazista subentrata a quelle sindacali dopo l'ascesa al potere di Hitler nel 1933. Il suo capo era il Dr. Robert Ley, uno dei fedelissimi del Fuhrer, suicidatosi in carcere a Norinberga il 25 ottobre 1945 mentre veniva processato per crimini di guerra.
Teoricamente il DAF doveva fungere da tramite tra i lavoratori e i loro datori di lavoro curando gli interessi dei primi e cercando di impiegare tutta la mano d'opera disponibile. I membri del DAF erano teoricamente iscritti volontari ma in realta' era assai difficile per chiunque ottenere un lavoro se non iscritto al DAF. Ciascun iscritto versava annualmente una quota che variava da 15 Pfennings a 3 Reichsmarks, a seconda dell'impiego e del reddito. Cio' portava alle casse dell'associazione notevoli somme ( piu' di 300 milioni di Reichsmarks nel 1934 ) che venivano impiegate per finanziare l'attivita' anche delle associazioni dopolavoristiche.