Italia 1872-1913
LETTERA ORIGINALE FIRMATA DA GIUSEPPE GARIBALDI INDIRIZZATA A FINOCCHIARO APRILE E SCRITTA DA CAPRERA NEL 1874
Prezzo: venduto - cod. nr. 20456
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L'expertise che garantisce l'originalità della firla di Giuseppe Garibaldi, rilasciato dal Dr. Terzo Maffei
Camillo Finocchiaro Aprile ( Foto Archivio Alinari )

Questo eccezionale documento, proveniente da una famosa Casa d'Aste austriaca, costituisce un reperto storico di eccezionale valore sia per la firma autografa del Generale Giuseppe Garibaldi che per la data, il suo tenore e il destinatario della lettera.
La sua importanza è tale da aver richiesto l'autorizzazione dell' "Osterreichsches Staatarchive"
( Archivio di Stato ) di Vienna per consentirne l'esportazione, certificato che, ovviamente, lo accompagna.

L'expertise che garantisce l'originalità della firma di Giuseppe Garibaldi è stato redatto dal Dr. Terzo Maffei, il massimo esperto calligrafo di Hitler, Mussolini e dei più famosi personaggi storici  in Italia ed uno dei pochissimi in Europa.

La lettera è stata scritta dal segretario personale di Garibaldi, probabilmente da Giovanni Basso, nizzardo, che fu il segretario prezioso e modesto e mai lasciò il Generale dalla difesa di Roma fino alla morte. Alla Casa Bianca di Caprera era il factotum: tra l'altro, scrisse migliaia di lettere per il Generale. Lettere e plichi giungevano, infatti, a migliaia da ogni parte del mondo e Garibaldi, che a tutti voleva rispondere, fu costretto a farsi aiutare da Menotti, Basso ed altri, riservandosi però sempre la firma, come in questo caso.
La lettera porta la data "Caprera 2 Dicembre 1874" e questo ci consente di inquadrare esattamente il momento della vita dell'Eroe in quel giorno: Garibaldi si trovava nella sua casa di Caprera, dove era tornato dopo essere andato a difendere contro i Prussiani quella stessa Francia che per due volte si era opposta con le armi alle sue imprese. Al comando della valorosa "Armata dei Vosgi", fu l'unico Generale vittorioso tra quanti avevano combattuto in quella guerra contro i prussiani. A partire dal 1872 si era dedicato alla stesura definitiva delle Memorie, a scrivere i suoi romanzi, le poesie, a leggere i classici preferiti. Nella prefazione alle Memorie è detto: "Oggi entro ne' miei 65 anni di vita, ed avendo creduto per la maggior parte della mia vita ad un miglioramento umano, sono amareggiato a veder tanti malanni e tante corruzioni in questo sedicente secolo civile".

La lettera è indirizzata a Camillo Finocchiaro Aprile, politico e giurista siciliano, che nel dicembre del 1874 si trovava a Palermo dove era stato eletto consigliere comunale nel 1872 dopo essere stato arrestato nel 1870 in occasione del fallito tentativo 
rivoluzionario di Giuseppe Mazzini nella rada di Palermo.
Nel 1873 aveva conseguito la laurea ed iniziato subito l'attività forense, occupandosi anche delle battaglie per l’autonomia contro il centralismo della destra. I rapporti epistolari con il Generale furono intensi dopo che, appena sedicenne, aveva partecipato alla battaglia di Mentana  con il grado di Tenente datogli dallo stesso Garibaldi.
Figlio di Carolina Aprile e Andrea Finocchiaro, Camillo, nato il 28 gennaio 1851, proveniva da una famiglia della buona borghesia palermitana. Attivo nella Carboneria e di idee repubblicane, nel 1867 si unì ai soldati garibaldini che volevano prendere Roma. La mattina del 25 ottobre Garibaldi decise di attaccare e prendere la rocca di Monterotondo: tra i volontari si distinse il sedicenne Camillo Finocchiaro Aprile al quale diedero i gradi di Tenente. Dopo il fallimento della presa di Roma, Camillo Finocchiaro Aprile ritornò a Palermo restando molto attivo negli ambienti rivoluzionari assumendo successivamente una posizione rilevante nella loggia massonica “George Washington”.

Garibaldi così gli scriveva il 2 dicembre 1974: "Mio Caro Finocchiaro, già risposi al Municipio di Palermo che mi diede parte del generoso assegno: che io non ho potuto accettare avendo già avuto qui col Professore abbastanza con un atto con cui cedevo a codesto illustre Municipio le mie memorie autografe da cui presi la somma di lire Duecento Mille. Sempre Vostro. G.Garibaldi"

E' interessante il riferimento alle sue Memorie che nella lettera afferma di aver ceduto al Municipio di Palermo dal quale aveva ricevuto una notevole somma.

Nello stesso giorno che Garibaldi scriveva questa lettera a Finocchiaro Aprile, il 2 dicembre 1874, a Roma il deputato Pasquale Stanislao Mancini, prima che Garibaldi fosse eletto deputato per la terza volta, aveva proposto di assegnare una rendita vitalizia all' ex condottiero, proprio per evitare che si presentasse in Parlamento; il 19 dicembre la proposta venne approvata alla Camera con 307 voti a favore e 25 contrari, mentre il Senato l' approverà il 21 maggio 1875, quando Garibaldi era già stato eletto. Ma il deputato la rifiuta per ora e, votato in pieno all' attività parlamentare, il 26 maggio del 1875 propone in un discorso appassionato di progettare la deviazione del corso urbano del Tevere per bonificare l' Agro Romano. Il progetto inizialmente venne approvato, ma poi si bloccò nell' attuazione, cosicché Garibaldi ritenne gli ostacoli posti all' opera come un insulto personale. Ne fu indignato. "Tutt' altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa miserabile all' interno ed umiliata all' estero", scriverà nelle sue Memorie. Ma il municipio di Roma apprezzò ugualmente il suo impegno per la capitale e fece coniare a futura memoria una medaglia raffigurante un busto di Garibaldi e, nel retro, una veduta prospettica del Campidoglio. E l' Eroe dei Due Mondi non si dimise per il momento, proprio per non darla vinta a quanti hanno fatto naufragare il suo progetto; finché nel 1876 finì per accettare la pensione di 50 mila lire annue, alla quale si aggiunse una rendita annua da deputato.

La "Casa Bianca" di Caprera, la residenza di Giuseppe Garibaldi

 22-2-2015