Questo eccezionale lotto di documenti è appartenuto all'Obergefreiter Xaver Salzmann che, nato nel 1912, ha iniziato il suo servizio militare il 19 febbraio 1940 ad Augsburg in Baviera, assegnato alla 2° batteria dell'Artillerie Ersatz Abteilung 268, il cui comandante ha firmato il soldbuch con il grado di Hauptmann ( Capitano ) e l'italianissimo cognome di Barbarino. Salzmann è stato arruolato con il grado di "Fahrer" ( Autista ), come indicato a pag. 1 del suo soldbuch, ed è stato promosso "Gefreiter" ( Soldato Scelto ) l'1.11.1940 e "Obergefreiter" ( Caporale ) il 1.3.1942. Dalle altre iscrizioni sulla stessa pagina apprendiamo che era di religione cattolica ( come la gran barte dei bavaresi ), era alto 170 cm., di corporatura robusta, capelli neri, occhi marroni, non portava gli occhiali e aveva scarpe numero 41.
A pag. 3 del soldbuch, dove sono riportate in forma ufficiale le promozioni viste prima, vediamo che il 1° giugno 1945 il nostro caporale è stato congedato mentre era in forza alla "3/H.K.A.A./1110" cioè nella 3° Batteria del Battaglione 1110 dell'Artiglieria da Costa, costituito il 15 marzo 1944 dall'Heeresgruppe C ed assegnato al II./Heeres-Küsten-Abschnitt Nord su sei batterie per il servizio in Italia.
La pagina 4, che prosegue a pagina 17, è forse la più importante dell'intero soldbuch perchè registra tutti i trasferimenti di unità effettuati dal soldato fino all'ultima unità di appartenenza. Per questo motivo alcun i comandanti, quando vedevano che la loro unità era in procinto di cadere in mani nemiche, raccomandavano ai soldati di strappare queste pagine. Da essa apprendiamo che il "Fahrer" Salzmann ha effettuato il suo addestramento nella "2./Art.Ers.Abt.268" che era stato costituito il 7 settembre 1939 ad Augsburg nel Wehrkreis VII, come "leichte Artillerie-Ersatz-Abteilung" su quattro batterie medie di artiglieria, alle dipendenze della 157.Division prima e poi della Division Nr.147 dal 1.4.1940.
Trasferito alle truppe combattenti nella 3.Batteria del Artillerie Regiment 268, comandato dall'Oberst Kurt Scheffler
( promosso Generalmajor l'1.10.1943 ), che il 6 giugno 1940 era entrato in Francia, era stato promosso "Gefreiter", nella 2.Batteria, l' 1.11.1940 e nello stesso giorno aveva ricevuto la "Kriegsverdienstkreuz 2.Klasse mit Schwerten".
Il 2 gennaio 1941 era ritornato all'Artillerie-Ersatz-Abteilung 27, probabilmente come istruttore.
Ritornato al suo reggimento, che si trovava di stanza in Polonia, Salzmann ne ha seguito le sorti durante la campagna di Russia fino al 10 agosto 1943, quando fu ferito e ricoverato nell'Ospedale Militare di Waldenbirg, ricevendo il 14.9.1943 il "Verwundabzeichen" nero e il relativo attestato. Il 15 luglio del 1942 aveva ricevuto anche la Ostmedaille, come indicato a pagina 22 del soldbuch.
Nel dicembre 1943, dopo esser stato dimesso dall'Ospedale, ritornò ad Augsburg come istruttore dell'unità di trasferimento "Marschbattr.le.Art.Ers.Abt. 27".
Poco dopo venne destinato al II.Abteilung della 362.Infanterie Division che era stata costituita il 15 novembre 1943 nel Nord Italia con lo Stato Maggiore e i quadri della disciolta 268. Infanterie-Division. Inizialmente la divisione venne destinata alla difesa della costa adriatica da Riccione alle foci del tagliamento.
Dopo aver partecipato con la sua divisione alle battaglie di Cassino, Anzio, Nettuno e alla difesa di Roma, nell'ottobre del 1944, quando la
362.Infanterie Division stava lasciando la Toscana, l'Obergefreiter Salzmann fu destinato alla "3/H.K.A.A./1110" cioè nella 3° Batteria del Battaglione 1110 dell'Artiglieria da Costa del II./Heeres-Küsten-Abschnitt Nord dislocato su sei batterie nel Nord Italia. Nel 1945 il suo battaglione ha seguito la ritirata e le sorti 362.Infanterie Division che si è arresa alle truppe americane nell'aprile del 1945.
Il soldbuch che ci ha raccontato tutta la sua storia, non solo è in eccezionali condizioni di conservazione ma anche completo della sua fotografia e di tutte le pagine con timbri e firme regolarmente apposti giorno dopo giorno.
L'Artillerie Regiment 268 venne formato il 26 agosto 1939 per la 268. Infanterie-Division. Il 7 settembre il reggimento venne dislocato sul confine occidentale dove iniziò l'addestramento e dove rimase a difesa del West Wall fino al 18 maggio 1940. Il 6 giugno attraversò il confine francese e il 14 aprì il fuoco a Cappel per supportare gli attacchi della fanteria contro la linea Maginot. Nei giorni seguenti il reggimento arrivò sul canale Reno-Marna e dopo averlo attraversato mise i cannoni in posizione a est di Emberménil.
Il 25 giugno il reggimento era Langres da dove, nei primi di settembre, venne trasferito a sud di Varsavia per un ulteriore periodo di addestramento. Trascorso l'inverno e la primavera in Polonia, nel giugno 1941 il reggimento era a Malkinia, pronto ad attaccare la Russia. Il 22 giugno alle 3 p.m. aprì il fuoco contro le postazioni russe. Durante la battaglia di Bialystok-Minsk, il 1° battaglione respinse un attacco della cavalleria russa che fallì con gravissime perdite.
Durante il trasferimento verso Njemen il 4° Battaglione distrusse parecchi carri sovietici. Alla fine di luglio 1941 il reggimento dovette sostenere numerosi combattimenti difensivi nell'area di Jelnja. Qui respinse più di 100 attacchi nemici distruggendo più di 60 batterie. Durante questi combattimenti cadde il maggiore Tietze, altri 4 ufficiali e 37 sottufficiali.
Il 6 settembre l'area di Jelnja fu completamente liberata dal nemico. Dopo due giorni di riposo la divisione partecipò a violenti combattimenti per la conquista di Wjasma. Le perdite del reggimento furono relativamente basse. Con l'inizio dell'offensiva invernale sovietica, il 24 dicembre 1941, la divisione iniziò a ritirarsi verso Yukhnov. Dal 10 ottobre al 4 febbraio 1942 il reggimento perse 18 ufficiali, 30 sottufficiali e 113 soldati. Il 19 aprile 1942 il reggimento si trovava in un villaggio su una collina vicino all'ansa del fiume Protzen quando lo staff e 100 uomini di ogni battaglione si trasformarono in fanteria d'attacco per respingere gli attacchi delle truppe russe del generale Jefremow. Il reggimento perse 42 uomini ed ebbe 60 feriti nell'azione. Ai primi di maggio iniziò il periodo del grande fango e la divisione rimase ferma sulle sue posizioni difensive. La 268.Infanterie Division venne pesantemente colpita ed ebbe gravi perdite nella fanteria, così l'Artillerie Regiment 268, subordinato alla 20.Panzergrenadier Division, venne spostato nell'area di Schirkowo. Qui combattè violentemente contro un reggimento di granatieri sovietici. Al comando del Major Kehr, i suoi uomini lanciarono le ultime granate contro il nemico e poi fecero esplodere i cannoni. Il 30 agosto 1943 riuscirono a tornare alla 268.Infanterie Division con la quale il reggimento si ritirò a Desna e combattè per raggiungere Roslawl, dove si fermò per riposarsi. Il 2 novembre 1943 il reggimento venne incorporato nella 36.Infanterie Division. La notte di Natale il reggimento la passò a sud di Paritschi sulla Berezina. Da gennaio a Marzo 1944 venne sottoposto a violenti attacchi russi in questo settore che spinsero la divisione 15 km. verso ovest. Il 22 giugno 1944 iniziò l'offensiva estiva russa e il reggimento venne annientato nella sacca di Bobruisk. In conclusione il reggimento perse dall'inizio 73 ufficiali e 782 sottufficiali e 2000 uomini furono fatti prigionieri dai russi.
La 362.Infanterie Division era stata costituita il 15 novembre 1943 in Nord-Italia con lo Stato Maggiore e i quadri della disciolta 268.Infanterie Division che aveva aspramente combattuto sul fronte orientale fin dal 1941 sotto il comando del Generalleutnant Heinrich Greiner. A quest'ultimo venne affidato il comando della nuova divisione che nel dicembre del 1943 si dislocò sulla costa adriatica alle dipendenze della 14.Armee del Generaloberst Eberhard von Mackensen, che era stata ricostituita il 18 novembre nel Nord Italia per controllare le forze aggregate all'Heeresgruppe B. Il comando era collocato a Cola' sul lago di Garda.
Dal 20 novembre 1943 al 21 gennaio 1944 le unità della 14.Armee vennero impiegate in ben 61 azioni di combattimento, prevalentemente di guerriglia antipartigiana, nell'Italia settentrionale.
Dal 22 gennaio al 4 marzo 1944 l'armata venne dislocata con i suoi 145.000 uomini e buona parte dei 174.000 della 10.Armee, in prossimità del fronte della Linea Gustav sul Garigliano, a est e sud-est di Frosinone e nella testa di ponte di Anzio. All’arrivo delle truppe tedesche sulle posizioni del
Garigliano e del Sangro, corrispose lo sgombero e la distruzione di dozzine di centri abitati per creare il "campo di tiro" e far posto alle fortificazioni difensive. Lo stesso avvenne
nelle campagne di Latina, sgomberate dai civili trasferiti al Nord, e rese impraticabili e incoltivabili con la distruzione degli impianti di bonifica.
Le autorità militari di occupazione direttamente o attraverso l’Organizzazione Todt prelavarono decine di migliaia di uomini da adibire alla costruzione di fortificazioni campali come la Linea Bernhard e la vicina Linea Gustav, sul Garigliano, o la Linea Senger.
La 14.Armee costituì ad hoc un comando per la lotta alle bande (Stab für Bandenbekämpfung Major Herrmann) e, successivamente, un comando affidato ad un colonnello delle truppe corazzate ,denominato Bandenkampfstab Oberst Schanze (Stato Maggiore per la lotta alle bande del colonnello Schanze ). Le azioni condotte da questi comandi e dalle loro truppe furono tra le più sanguinose che videro le aree rurali del Lazio e della Toscana. Le truppe tedesche colpirono con durezza già sperimentata altrove: villaggi montani furono messi a ferro e fuoco, esecuzioni sommarie e eccidi dei quali furono vittime anche donne e bambini.
Con l’arrivo del fronte sulle posizioni di Cassino alla fine del 1943 e lo sbarco alleato ad Anzio/Nettuno il 22 gennaio 1944, il comando della 14.Armee assunse il controllo delle truppe impegnate contro la testa di ponte. Ai suoi ordini si trovavano il XI corpo d’armata aereo, sostituito poi dal I.Fallschirmkorps presso Valmontone ed il LXXVI Panzer a Frascati. La sua zona di operazione si estendava sulle province di Perugia, Terni, Rieti, Roma, Viterbo, parte di quelle di Littoria e, verso nord, di Grosseto. Oltre alla responsabilità del fronte di Anzio/Nettuno, l’armata presidiava la costa tirrenica fino al corso dell’Ombrone ed inoltre svolgeva compiti di sicurezza (lotta alle bande) nei territori delle sue retrovie.
Seguirono cinque mesi di intensi combattimenti: le tre battaglie di Montecassino,la prima tra il 17 gennaio ed il 18 febbraio, la seconda tra il 15 ed il 23 marzo e la terza e ultima, tra l’undici ed il 18 maggio, e quelle sul fronte di Anzio, le fallite sanguinose controffensive tedesche di febbraio e marzo e, infine, l’ultima spallata delle truppe alleate che, in meno di quattro settimane, portò alla liberazione del Lazio.
La 362.Infanterie Division del Generalleutnant Greiner, che nel gennaio 1944 si trovava a Roma con alcune unità dislocate all'Isola d'Elba, prese parte a molti di questi combattimenti a partire dal febbraio, soprattutto nell'area di Nettuno. L’offensiva alleata di fine maggio la coglie sulle posizioni di fronte a Cisterna, dove avviene lo sfondamento. Il 27 maggio tre battaglioni della divisione sono schierati tra Lanuvio e Velletri. Combatte intorno a Velletri e Monti Albani fino al 31 maggio, sul Monte Cavo e a Rocca di Papa. Si ritira verso Roma lungo le strade a sud-est della capitale, la Via Appia, la Anagnina e la Tuscolana.
Ritirata dal fronte in Toscana e collocata nella Valle dell’Arno, la divisione viene riorganizzata dopo le gravi perdite subite; i due reggimenti di fanteria 954 e 956 sono dissolti e sostituiti con i reggimenti di fanteria 1059 e 1060 della 92. Infanterie-Division, a sua volta dissolta. La divisione combatte sull’Arno, a Siena e Firenze e si ritira attraverso l’Appennino verso il Passo della Futa da dove raggiunge Bologna nel novembre del 1944 e si unisce alle forze della 10.Armee, agli odini del General der Panzertruppen Joachim Lemelsen il cui comando era dislocato a Pizzocalvo .
La 362. Infanterie Division ritorna quindi in azione sulla linea Gotica, combattendo a sud di Bologna nel dicembre 1944 ed agli inizi del 1945, sino ad essere investita dalla grande offensiva alleata del Senio ed essere accerchiata e costretta alla resa il 23 aprile 1945. Il comando della divisione era stato assunto nel gennaio del 1945 dal Generalmajor Friedrich von Schellwitz.
Il Generalleutnant Erich Straube era nato l'11 dicembre 1887 a Elsterwer ed aveva iniziato il suo servizio militare come "Fahnenjunker" nel 3. Oberschlesischen Infanterie-Regiment Nr. 62. Nel 1909 venne promosso Leutnant ( Sottotenente ) e nel 1912 era Aiutante di Battaglione nel II./Infanterie-Regiments 62. Lo scoppio della prima guerra mondiale lo trovò 1° Aiutante di Reggimento e nel 1916 fu nominato Hauptmann ( Capitano ) e comandante di compagnia. Nel 1917 faceva parte dello Stato Maggiore della Garde-Reserve-Division. Dopo la guerra rimase nell'esercito come Comandante di compagnia
dell' Infanterie-Regiment 7. Dal 1923 divenne ufficiale di Stato Maggiore nell'Abteilung Fremde Heere Ost del Reichswehrministerium e dell' Infanterie-Führers II. Nel 1929, promosso maggiore, divenne Istruttore Tattico della Scuola di Fanteria di Dresda e nel 1933 venne promosso Oberstleutnant ( Tenente Colonnello ). Con tale grado divenne Capo di Stato Maggiore dell' Inspektion der Kriegsschulen im Reichswehrministerium. Nel 1935 venne promosso Oberst ( Colonnello ) e il 1 ottobre 1936 assunse il comando dell' Infanterie-Regiments 82 a Göttingen. Il 15 settembre 1938 era comandante della Scuola Militare di Monaco e il 1° giugno 1939 venne promosso Generalmajor. Quando iniziò la seconda guerra mondiale era comandante della 268.Infanterie Division che guidò fino al gennaio 1942. Il 19 luglio 1940 venne decorato con la Ritterkreuz.
Il 21 aprile 1942 divenne comandante del XIII. Armeekorps e dal 12 aprile 1944 comandante del LXXXVI.Armeekorps. Il 30 settembre 1944 ricevette anche le Foglie di Quercia per la sua Ritterkreuz. Si arrese alle truppe americane ad Ems nell'aprile 1945 con la 1. Fallschirmarmee. E' morto il 31 marzo 1971 ad Elsterwer.
Heinrich Greiner era nato ad Amberg in Baviera il 12 agosto 1895. Il 3 agosto 1914 era entrato come allievo ufficiale nel 13. Bayerischen Infanterie-Regiment "Kaiser Franz-Joseph von Österreich" ad Ingolstadt. A metà settembre venne inviato sul fronte occidentale come Gruppenführer, Zugführer e infine come comandante di una MG-Kompanie dopo 4 anni di fronte. In questo periodo era stato ferito nelle Fiandre ed era tornato al suo reparto. Dopo l'armistizio del 1918, ritornò nella fortezza di Ingolstadt in Austria rimanendo in seno all'esercito. Più tardi fece l'insegnante tattico all'Accademia Militare di Monaco. All'inizio della seconda guerra mondiale era comandante del III. Bataillons des Infanterie-Regiments a Tomaszow in forza alla 27.Infanterie Division con il grado di Oberstleutnant quando le forze tedesche invasero la Somme.
Promosso Oberst ( Colonnello ) il 1 novembre 1940 assunse il comando dell' Infanterie-Regiments 499 della 268. Infanterie-Division a Modlin prima dell'invasione della Russia.La divisione era parte del 24. Panzerkorps di Guderian che venne coinvolto in pesanti combattimenti difensivi a Jelnja sulla testa di ponte del fiume Desna. Il suo reggimento era dislocato sul lato più esterno del sistema difensivo dove resistette per alcune settimane e per tale azione Greiner venne decorato con la Ritterkreuz il 22.9.1941. Da allora i suoi soldati gli dettero il soprannome di "Leone di Jelnja". Dopo aver consentito con la sua strenua difesa, la ritirata della divisione, e con l'arrivo del freddo e del fango il reggimento a Macejewo dovette ancora sostenere violenti attacchi russi sul fianco sinistro della divisione.
Il 6 gennaio 1942 gli venne affidato il comando della 268. Infanterie-Division e due mesi dopo venne promosso Generalmajor. A quei tempi la situazione della 4.Armee era veramente disperata: dislocata sulla pista Roslawl - Juchnow senza alcun contatto con la 9.Armee più a nord. La divisione entrò in azione verso nord a Gshatsk combattendo disperatamente nel tentativo di salvare la situazione. Dopo esser riuscita nel suo tentativo, la divisione ebbe un periodo di calma e di ricostituzione degli effettivi. Ma con l'inizio della grande offensiva russa venne nuovamente coinvolta nel vortice dei combattimenti suvbendo tali perdite da essere definitivamente sciolta.
Heinrich Greiner, promossso Generalleutnant, assunse il comando della 362.Infanterie Division in Italia, dove chiese di essere raggiunto dai superstiti della sua divisione disciolta. Seguirono le battaglie sulla testa di ponte di Anzio-Nettuno, a Velletri, sui colli Albani e intorno al lago Trasimeno. Per la sua difesa della piazzaforte di Velletri venne decorato con le Foglie di Quercia il 5 settembre 1944. Rimasto ferito dovette lsciare il comando della divisione al Generalmajor Alois Weber. Più tardi venne assegnato alla Riserva dell'OKH dove fu fatto prigioniero dagli americani. Venne rilasciato il 27 giugno 1947. E' morto il 19 novembre 1977 a Rottach-Egern in Baviera.