Germania (1919-1945)
RARISSIMO "GIURAMENTO" DI FEDELTA' AL FUHRER ORIGINALE DELLA "9.PANZER DIVISION" NELLE ARDENNE 1944.
Prezzo: venduto  - cod. nr. 12819

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Dichiarazione di Fede al Fronte
dei soldati della 9.Panzer-Division


Io dichiaro
- memore dei miei giuramenti - di fronte a tutta la Divisione che
sono determinato

a combattere da questo momento per la vita e la libertà del mio popolo con tutte le mie forze, il mio sangue e la mia vita.
Mai abbandonerò i miei camerati, nè lascerò le mie armi forgiate in Patria con grossi sacrifici. Mai abbandonerò il mio Panzer, il mio veicolo, qualsiasi altro mezzo di trasporto o altro apparato militare affidatomi, avrò cura che le armi, i veicoli o gli altri apparati che devono essere lasciati indietro, non cadano in mani nemiche.
Io credo nella Germania,
io credo nel Nazionalsocialismo, nel Popolo Tedesco unito e nella sua giusta causa. Io farò ogni sforzo per preservare e rafforzare la capacità di recupero del Popolo Tedesco al fronte e in Patria con le parole e gli scritti.

Io credo, come soldato nazionalsocialista, nel mio Fuehrer Adolf Hitler

Il 13.12.1944
Freiherr von Elverfeldt
Generalmajor und Division Kommandeur

Firma del soldato

Testo del Giuramento in italiano

Il Generalmajor Harald Freiherr von Elverfeldt

comandante della 9.Panzer-Division, ideatore e firmatario del "Giuramento di Fedeltà"

Il Generalmajor Harald Freiherr von Elverfeldt con Hitler prima di ricevere la Ritterkreuz

Colonia, 6 marzo 1945

Due carristi di uno Sherman americano della 3th Armored Division escono dal loro carro  per soccorrere l'equipaggio
( uomo di destra ) di un altro Sherman colpito da un Mark V Panther della 9.Panzer-Division ( non visibile nella foto ) e chiedere aiuto medico ( uomo di sinistra ).
Sullo sfondo la cattedrale.

Durante i combattimenti di questa giornata è stato ucciso il Generalmajor Harald Freiherr von Elverfeldt

Il Panther colpito a sua volta dal cannone da 90 mm di un M26 Pershing americano.

( Le foto sono treatte da un filmato di History Channel )

L'equipaggio del M26 Persching americano in una foto ricordo scattata a Colonia il 7 marzo 1945:

da sinistra "Assistant Driver" Homer Davis,"Tank Commander" Robert Early, "Gunner" Clarence Smoyer,
"Assistant Gunner" John DeRiggi e "Driver" William McVey.

Rarissimo documento originale predisposto dal comando della "9.Panzer Division" nel dicembre 1944, e destinato a tutti i suoi effettivi per sottoscrivere e firmare il giuramento di fedeltà al Fuhrer. Si trattava evidentemente di una iniziativa personale del comandante della divisione Generalmajor Harald Freiherr von Elverfeldt, messa in atto per compattare i ranghi di ufficiali, sottufficiali e truppa mentre la divisione si preparava all'estrema offensiva nelle Ardenne e subito dopo aver combattuto violentamente ad Aix-la-Chapelle in difesa della Linea Sigfrido.
Quello che rende straordinario questo documento, forse unico del suo genere, è il fatto che il Generalmajor von Elverfeldt, dopo aver perso quasi i due terzi dei suoi effettivi durante questi combattimenti, abbia trovato il tempo e il modo per redigere, far stampare e soprattutto far firmare personalmente a tutti i sopravvissuti della divisione questo "giuramento" al Fuhrer, due giorni prima dell'offensiva tedesca nelle Ardenne.
Non ci sono notizie di altri documenti del genere predisposti e stilati alla fine del 1944 e comunque non certo due giorni prima dell'ultima offensiva tedesca,per la quale evidentemente il generale von Elverfeldt era stato adeguatamente preparato.

La 9.Panzer-Division venne costituita il 3 gennaio 1940 nel Wehrkreis XVII, dalla riorganizzazione della 4. Leichte-Division austriaca che prese parte all'occupazione della Cecoslovacchia nel 1938 e all'invasione della Polonia nel 1939. Tornata a Vienna assunse il nuovo nome di 9.Panzer-Division.
Durante la campagna di Francia, la divisione, al comando del Generalleutnant Alfred Ritter von Hubicki fu prima impiegata a Rotterdam in Olanda e quindi in Francia a Dunquerque, Calais e Boulogne sulla Manica passando attraverso Amiens. In un secondo tempo la divisione combattè a sud di Amiens e nelle vicinanze di Lione.
Dopo essere ritornata a Vienna per essere ricostituita, venne trasferita in Polonia nel dicembre 1940 e quindi in Romania e Bulgaria per partecipare alla campagna dei Balcani il 6 aprile 1941, invadendo la Serbia ed arrivando così in Grecia con il XXXX. Armee-Korps (mot) della 12. Armee dove alcune sue unità si unirono alle forze italiane provenienti dall'Albania. Passando per Skopje la divisione terminò la sua campagna a Larissa dopo di che venne rimandata a Vienna.
Il 9 luglio 1941 venne impiegata nell'invasione della Russia
( Operazione Barbarossa ) con il 1.Panzergruppe combattendo nel settore sud a Uman, Kiew e sul Dnjepr.
La sua partecipazione permise la cattura di circa 600.000 soldati russi. Passata alle dipendenze del 2.Panzergruppe, combattè nel settore mediano a Brjansk e, dal novembre 1941, con la 2.Armee a Kursk e Jelez fino al febbraio del 1942. Affidata ai comandi del Generalmajor Johannes Baessler il 15 aprile, venne impegnata durante l'estate a Woronesh nel settore Sud con la 4.Panzerarmee.
Affidata per 4 giorni, dal 25 al 28 luglio 1942, al comando dell'Oberst Heinrich-Hermann von Hülsen, che lo lasciò al Generalmajor Walter Scheller, la divisione combattè a Orel, Orscha, Mogilew e Rshew dove trascorse l'inverno 1942/43.
Nel marzo fu a sud di Orel dove in aprile venne messa a riposo fino al luglio quando, passata al comando del Generalmajor Erwin Jolasse, il 5 luglio partecipò all'offensiva estiva su larga scala denominata "Zitadelle" che non ebbe successo. Subordinata alla 9.Armee e al XXXXVII.Panzerkorps partecipò alla Battaglia di Kursk. Combattendo a fianco della 2°, 4° e 20°Panzer-Division e della 6.Infanterie-Division, la divisione tentò invano di rompere la cintura difensiva russa intorno alla città. Dopo un'avanzata di soli 15 km., durante la quale subì pesanti perdite, dovette rinunciare al suo tentativo di raggiungere Kursk.
Dopo un singolo ingaggio a nordovest di Orel la divisione, nel settembre 1943, venne impegnata a Mius e Stalino. Affidata al comando dell'Oberst Johannes Schulz il 21 ottobre che, promosso Generalmajor il 27 novembre, lo restituì in tal data al Generalmajor Erwin Jolasse, combattè ad Achtyrka, Poltawa, Krementschung, Kriwoi-Rog, Apostlowo and Wosnassensk fino al marzo 1944 quando venne rilevata dal fronte orientale e trasferita nella Francia del Sud.
Solo un singolo Kamfgruppe venne lasciato sul fronte orientale fino a maggio 1944.

La divisione venne ricostituita nell'area di Nimes dove assorbì la 155.Reserve-Panzer-Division, fino al 10 agosto 1944 quando, passata sotto il comando dell'Oberst Max Sperling, si trasferì in Normandia dove partecipò subito alle prime battaglie difensive, venendo quasi completamente distrutta nella sacca di Falaise il 20 agosto.
A fine mese i suoi resti erano in azione con la 116.Panzer-Division a sud di Alencon per fermare gli americani che avanzavano. Il 23 settembre il comando della divisione venne assunto dal Generalmajor Harald Freiherr von Elverfeldt che ne guidò il ripiegamento verso il Belgio attraverso Metz, a sud di Aachen, dove le truppe pronte vennero impegnate in combattimento mentre si preparavano nelle vicinanze le riserve.
Durante il riposo trascorso a Zanten, la divisione assorbì la 105.Panzer-Brigade. I carri furono portati a 14 per compagnia, ma ciò non bastava e le tre compagnie su Panzer IV di cui diponeva la divisione, furono sotituite da compagnie su Sturmgeschuetze.
Il 13 dicembre tutti i membri della divisione,giurarono fedeltà al Fuehrer, firmarono il giuramento e ricevettero la loro copia fatta predisporre dal Comandante.
Il 15 dicembre la divisione ricevette la Panzer-Abteilung (Fkl)301 con 12 carri Tiger, in vista dell'offensiva nelle Ardenne.


Nel settore dell'altipiano delle Ardenne, in Belgio, tenuto da 6 divisioni statunitensi appartenenti al V e VIII corpo d'armata, il comando tedesco riuscì ad ammassare 30 divisioni, circa 2.000 cannoni, 1.000 carri armati e quasi 1.500 aerei, posizionandoli lungo i 130 chilometri della linea d'attacco che andava da Monschau a Echternach. Questo enorme concentramento di truppe avvenne in gran segreto in un'area presidiata dalle forze alleate e fu realizzato in alcune settimane, senza l'utilizzo di mezzi meccanici (i cannoni furono trainati dai cavalli) grazie a spostamenti notturni su strade ricoperte di paglia, mentre il rumore dei panzer fu coperto da sorvoli a bassa quota di aerei sulle posizioni americane e il rumore dei cingoli dalla paglia sparsa sulle strade che portavano al fronte. Questa "nuova" offensiva delle Ardenne avrebbe però avuto successo solo catturando intatte le scorte di carburante del nemico e sperando che le condizioni meteo avverse continuassero a tenere a terra i velivoli della soverchiante potenza aerea alleata.

l 16 dicembre 1944, le forze tedesche attaccarono attraverso la foresta delle Ardenne in Belgio. A partire dalle 5.30 del 16 dicembre 1944 l'artiglieria tedesca martellò incessantemente per circa un'ora e mezza le postazioni della 1a armata USA, cogliendola assolutamente di sorpresa; subito dopo entrarono in azione le divisioni corazzate guidate dai carri armati panzer che travolsero le prime linee americane. Nei giorni successivi l'avanzata delle 4 armate tedesche sotto il comando del feldmaresciallo Model sembrò non conoscere ostacoli: le truppe germaniche penetrarono in tutti i settori per diversi chilometri, favorite anche dal maltempo che non consentì agli alleati l'utilizzo dell'aviazione.
Il Generalfeldmarschall tedesco in carica dell'offensiva, Von Rundstedt, aveva elaborato il piano "Wacht am Rhein" ( Guardia sul Reno ), che prevedeva di dividere l'avanzata alleata, raggiungere la Mosa e quindi tagliare verso nord per assediare Anversa.
Il caos tra gli statunitensi fu accresciuto anche dall'azione
( denominata operazione "Greif") di piccoli gruppi di commandos tedeschi travestiti da americani, guidati da Otto Skorzeny, che, interropendo le comunicazioni, alterando la segnaletica stradale e compiendo azioni di sabotaggio di ogni genere provocarono gravi ritardi nei trasporti di truppe e un serpeggiante sospetto tra i soldati alleati.

ll piano iniziale tedesco prevedeva che l'attacco principale fosse svolto dalla 6.SS Panzerarmee di Sepp Dietrich (1.SS Panzerdivision "Leibstandarte Adolf Hitler", 2.SS Panzerdivision "Das Reich", 9.SS Panzerdivision "Hohenstaufen" e 12.SS Panzerdivision "Hitlerjugend") ma il 16 dicembre , inizio dell'offensiva, l'impraticabilità delle strade e gli ingorghi bloccarono sulle basi di partenza a nord ovest di Losheim molte unità della 6.SS Armee e solo un distaccamento corazzato della "Leibstandarte" guidato dal tenente colonnello (Obersturmbannführer) Joachim Peiper riuscì a spingersi in profondità per rimanere però, dopo alcuni giorni, tagliato fuori dai rifornimenti e costretto a ripiegare dopo aver abbandonato tutti i veicoli per mancanza di benzina.
Un successo ben maggiore lo ottenne invece la 5.Panzerarmee di Hasso von Manteuffel, che in origine era destinata a svolgere solo un compito di copertura e supporto all'attacco delle unità SS di Sepp Dietrich a nord. Dalle sue basi di partenza sullo Schnee Eifel le unità della 5.Panzerarmee, con la 9.Panzer-Division schierata sul suo fianco destro, sbaragliarono due divisioni di fanteria americane (28th e 106th US Infantry Divisions), catturando migliaia di prigionieri e puntando verso ovest.

Su ordine del Comandante in capo alleato, gen. Eisenhower, tutte le forze disponibili vennero fatte convergere nella zona per supportare il settore attaccato, mentre anche l'82nd e la 101st Divisione Aviotrasportata si mobilitarono e raggiunsero rispettivamente Houffalize (al centro del fronte d'attacco tedesco) e Bastogne, fondamentale nodo stradale della regione. Nel frattempo però l'avanzata tedesca continuava. Nel periodo 19 - 22 dicembre, la 5.Panzerarmee del General der Panzertruppe Hasso von Manteuffel conquistò Houffalize a scapito della 82° divisione paracadutisti USA. Il 21 dicembre le forze tedesche circondarono completamente anche Bastogne, difesa dalla 101° Divisione Aviotrasportata.
La pressione tedesca su Bastogne continuava, il perimetro difensivo americano si restringeva sempre di più e i rinforzi alleati tardavano ad arrivare. Fu allora che il generale Patton comandante della 3° Armata corazzata USA propose di far ruotare tutta la sua armata di 90° gradi (in quel momento era schierata nel settore sud del fronte a fronteggiare la 7° Armata tedesca) per giungere a dar supporto agli assediati di Bastogne da sud. Sembrava un piano folle, ma alla fine, anche grazie alla soverchiante disponibilità di mezzi da parte alleata, ebbe successo.
Per il 24 dicembre l'avanzata tedesca si era effettivamente fermata a breve distanza dalla Mosella, le truppe avevano distanziato le linee di rifornimento e la scarsità di carburante e munizioni iniziarono ad essere critiche, anche per la 5.Panzerarmee come era successo per la 6.SS Panzerarmee di Sepp Dietrich. Il giorno successivo, unità della 3° armata corazzata di Patton ruppero, dopo giorni di scontri continui, l'accerchiamento a Bastogne liberando la 101° paracadutisti, anche se i tedeschi continurono ad avanzare arrivando fino a raggiungere la Mosa e Dinant.
Il miglioramento delle condizioni atmosferiche riportò in gioco la massiccia superiorità aerea degli Alleati. Stormi di cacciabombardieri alleati falcidiarono le unità nemiche che furono costrette ad indietreggiare. I tedeschi si ritirarono da Bastogne il 13 gennaio.
La battaglia fini ufficialmente il 27 gennaio 1945. Gli americani persero 75.522 uomini (uccisi, feriti, dispersi o catturati), i britannici ne persero 1.408 e i tedeschi 67.675.

La 9.Panzer-Division dovette ritirarsi combattendo verso Eifel prima e poi dirigendosi verso Colonia per difendere la città. Nei furiosi combattimenti che si svolsero nelle strade della città sommerse di macerie tra gli ultimi panzer della divisione e quelli della 3°Armored Division americana, trovò la morte il comandante von Elverfeldt il 6 marzo. Il comando venne assunto sul campo dall'Oberst Helmut Zollenkopf che guidò i resti della divisione nel tentativo di difesa del ponte Ludendorff a Remagen, per impedire agli americani di attraversare il Reno. Ritiratasi combattendo nel bacino della Ruhr, si trovò circondata nella "sacca della Ruhr" con quello che rimaneva della 5.Panzerarmee. Si arrese definitivamente agli americani il 26 aprile 1945 vicino a Iserlohn.

Harald Freiherr von Elverfeld nacque il 5 febbraio 1900 a Hildesheim e il 22 marzo 1918 iniziò la sua carriera militare come Faehnrich ( Allievo Ufficiale ) nel 1. Garde-Regiment zu Fuss. Promosso Leutnant il 24 novembre 1919 rimase nell'esercito e il 1 marzo 1937 venne promosso Major. Il 10 novembre 1938 divenne 1° Ufficiale di Stato Maggiore della 3. Leichten Division. In questa unità ottenne la promozione a Oberstleutnant ( tenente colonnello ).
Dal 15 febbraio 1940 al 31 gennaio 1941 fu 1° Aiutante dello Stato maggiore del XV. Panzerkorps e dal 15 marzo 1941 alla fine di gennaio 1943, Capo di Stato maggiore del LVI. Panzerkorps. Promosso Oberst ( colonnello ) il 1° marzo 1942 divenne Capo di Stato maggiore della 9.Armee dal febbraio al 31 agosto 1943 e il 1° settembre venne promosso Generalmajor diventando per tre mesi Capo di Stato Maggiore della 17.Armee. Il 15 febbraio 1944 ricevette l'incarico di 1° Aiutante della Scuola Militare per gli Alti Ufficiali. Il 16 settembre 1944 assunse il comando della 9.Panzer-Division alla cui testa rimase fino al 6 marzo 1945, quando fu ucciso combattendo per le strade di Colonia contro le truppe americane. Il 9 dicembre 1944 era stato decorato con la Ritterkreuz per la quale gli furono assegnate anche le Foglie di Quercia postume il 23 marzo 1945. .

 
 
Emblema della divisione nel 1939 Emblema della divisione nel 1940 Emblema della divisione nel 1941-45

I comandanti della 9.Panzer-Division con il grado raggiunto a fine carriera

Foto tratte dal sito Foro Segunda Guerra Mundial

 
 

 4-1-2007