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Veramente rara medaglia realizzata dalla zecca S. Johnson di MIlano su disegno di Bruno Locatelli, uno dei più famosi incisori dell'epoca, nel periodo dall'ottobre 1940 all'ottobre 1941. Quello che rende rarissima, forse unica, questa medaglia è la raffigurazione di Hitler con l'elmetto che non si ritrova in nessun altra medaglia italiana o tedesca.
La medaglia voleva esaltare il "Patto d'Acciaio" tra gli alleati Italia e Germania: sul fronte sono infatti rappresentati i busti elmati di Mussolini e Hitler, rivolti a destra, accollati e sovrapposti con sotto la data "1941" e la firma dell'incisore "B. Locatelli". Tutto intorno, sul bordo, corre la frase " LA GUERRA CONTINUA E CONTINUERA' FINO ALLA VITTORIA".
Sul retro è raffigurata una Vittoria avente nella mano destra un gladio, nella sinistra una corona di lauro, in marcio verso destra con sullo sfondo una croce uncinata e un fascio. Sul bordo corre la scritta in rilievo "DUE RIVOLUZIONI DUE POPOLI UNA VITTORIA".
La medaglia è stata coniata in bronzo, con attacco a cambretta, e misura 32 mm di diametro. Un esemplare identico è raffigurato a pagina 95 del 2° volume della triologia dell'iconografia mussoliniana "Ieri ho visto il Duce" di Maffei, Raspagni e Sparacino. Erroneamente è stata attribuita allo scultore Morbiducci.
La tiratura in un numero limitatissimo di pezzi ne fa una medaglia tra le più rare e ricercate del periodo.
Bruno Locatelli è nato a Milano nel 1908. Ha appreso giovanissimo il mestiere dell'orafo-incisore, frequentando la Scuola dell'Umanitaria a Milano. In seguito ha frequentato i corsi di pittura e di scultura presso l'Accademia di Brera ed inoltre la Scuola di disegno del Castello Sforzesco. Successivamente è stato abilitato all'insegnamento del disegno, dall'Istituto d'Arte di Parma. Scultore e medaglista, ha prestato per lunghi anni la sua opera presso lo stabilimento Johnson. Molte sue opere di scultura si trovano in diverse città italiane e presso privati collezionisti. Nel 1966 il Comune di Milano gli ha conferito la medaglia d'oro di benemerenza, e nel 1969 l'Accademia Tiberina per i suoi meriti artistici, ha decretato di annoverarlo fra i suoi associati.