Germania (1919-1945)
ANELLO "BANDENKAMPFABZEICHEN IN SILBER" ( DISTINTIVO PER LA LOTTA ANTIPARTIGIANA ) IN ARGENTO
Prezzo: venduto - cod. nr. 15163
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Anello in argento , in ottime condizioni di conservazione, personalizzato con la miniatura del "Bandenkampfabzeichen"
(Distintivo per la lotta antipartigiana ), istituito da Hitler per premiare chi si era particolarmente distinto nella guerra anti-partigiana divenuta una vera spina nel fianco delle truppe tedesche e organizzato in tre classi: bronzo, argento e oro.
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L'anello, di pregevole fattura, presenta all'interno della fascia un punzone annerito dal con a fianco il titolo dell'argento che sembrerebbe essere "835". L'anello misura circa 21 mm di diametro interno e pesa 16,54 grammi.

E'probabile che si tratti di un oggetto ordinato privatamente da chi aveva fatto parte di qualche unità antipartigiana e intendeva portare un segno del suo passato senza simboli nazisti immediatamente riconoscibili.
Il mio personale parere, ma potrei anche sbagliarmi, è che si tratti in una produzione postbellica e come tale viene quotata e venduta .
Si tratta comunque di un pez
zo assai ben fabbricato che merita di stare in qualsiasi collezione del periodo.


Nel 1941, pochi mesi dopo l'entrata delle truppe germaniche in Unione Sovietica, nasce nelle retrovie una nuova forma di guerra, organizzata da Mosca, e affidata a gruppi di partigiani. Uomini armati, nascosti nei boschi, riforniti e appoggiati per via aerea, rappresentano un'insidia talmente grave che, per ordine del Fueher, il termine "partigiani", ritenuto indegno, viene abolito: da quel momento si parlerà di "banditi" ( banditen ) e "bande" ( banden ). La guerra partigiana divampa negli anni successivi in tutta l'Europa occupata. Al di là delle retrovie del fronte orientale, si estende con particolare asprezza nei Balcani e nell'Alta Carniola, in Italia e in Croazia.
Nel 1943-44 questa guerra impegna soprattutto gli effettivi dell'esercito ( Heer ), in primo luogo reggimenti e divisioni della sicurezza ( Sicherungs-Divisionen ) appoggiate da unità di varia provenienza: distaccamenti della Feldgendarmerie e della Geheime Feldpolizei ( Polizia segreta militare ), reparti combattenti reclutati in loco e così via. La Luftwaffe fornisce il suo appoggio per operazioni di vasta portata con anche il compito di distruggere gli aerei nemici che riforniscono le bande. Nelle zone costiere della penisola balcanica, la Kriegsmarine interviene, in caso di necessità, con i suoi mezzi leggeri. Questa guerra coinvolge anche in larga misura la polizia e le SS: distaccamenti di polizia ( Sipo ) e del servizio di sicurezza ( SD ), reggimenti di polizia ( SS-polizei-regimenter ), reggimenti e battaglioni di volontari della polizia ( Polizei-Freiwilligen-Verbaende ), unità di polizia ausiliaria e di autodifesa ( Schutzmannschaft-Bataillonen, Selbstschutz ), ecc. Nei Balcani sono impiegati frequentemente anche reparti delle Waffen-SS. Queste ultime formazioni sono sotto l'autorità del Reichsfuehrer SS Heinrich Himmler, dal 1936 capo della polizia e dal 1943 Ministro degli Interni del Reich. La direttiva del Fuehrer n. 46 del 18 agosto 1942, gli aveva affidato l'incarico di raccogliere e utilizzare, in collegamento con la Wehrmacht, tutte le informazioni relative alla guerra delle bande sul fronte dell'Est. Nell'ottobre successivo Himmler delegava tutti i suoi poteri in questo campo all'SS-Obergruppenfuehrer und General der Polizei Erich von dem Bach-Zelewski che il 21 giugno 1943, fu nominato "Chef der Bandenkampfverbaende" ( Capo delle formazioni di combattimento contro le bande ). Pur essendo il diretto responsabile dei massacri di civili effettuati dalle truppe sotto il suo comando, soprattutto sul fronte orientale, Bach-Zalewski non ha mai pagato per i suoi crimini. Infatti, dopo la sua cattura da parte degli americani, stipulò un accordo che, in cambio della sua testimonianza contro i suoi diretti superiori al Processo di Norinberga, prevedeva la sua immunità per ogni crimine di guerra da luji commesso. Per tale ragione nel dopoguerra venne accusato e condannato dal governo occidentale tedesco per crimini compiuti durante l'ascesa del nazismo quali l'uccisione di militanti comunisti e quella di un ufficiale delle SS durante la Notte dei Lunghi Coltelli. E' morto nella prigione di Monaco l'8 marzo 1972.

  
 
 
   

24-11-2010