Italia R.S.I.
ECCEZIONALE ANELLO RICORDO APPARTENUTO AD UN PILOTA DEL 1° GRUPPO DA CACCIA DELL'AERONAUTICA REPUBBLICANA ABBATTUTO NEL 1944
Prezzo: Euro 1200,00 - cod. nr. 21857
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.
Qui sono perfettamente visibili le caratteristiche del materiale utilizzato per la realizzazione dell'anello, ricavato probabilmente dalla camicia di un cilindro del Macchi 205 abbattuto

Questo anello rappresenta un cimelio di eccezionale valore storico per tutti i collezionisti appassionati della storia dell'Aeronautica Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana. E' stato ceduto molti anni orsono al collezionista che ce lo ha affidato per la vendita, dal figlio di un meccanico della Regia Aeronautica passato poi, dopo l'8 settembre 1943, nelle file dell'Aeronautica Repubblicana. La sua competenza venne messa a disposizione degli allievi piloti del 1° Corso "Urano" e quindi dei piloti del 1° Stormo ed infine del !° Gruppo Caccia C.T. del maggiore Antonio Visconti.
Tra i piloti e i meccanici specialisti che si prendevano cura dei loro aerei si creava spesso un forte legame di amicizia dato che la vita dei primi era praticamente nelle mani dei secondi e della loro capacità di mantenere l'aereo in condizioni di volare, di combattere e di ritornare alla base. Anche questo specialista, del quale purtroppo non conosciamo né il nome né il grado, si legò particolarmente ad uno dei suoi piloti, il Tenente Nino Pittini che faceva parte della 3° Squadriglia "Arciere" del 1° Gruppo C.T., con il quale il rapporto di amicizia si era consolidato nel tempo a partire da quando era un giovane allievo del 1° Corso "Urano" della Regia Aeronautica nel 1939, proseguendo poi nel 1° Stormo Caccia Terrestre fino all'8 settembre 1943.

Il distintivo di questo glorioso reparto, tra i più ammirati della R.A., era di forma ottagonale, con al centro in bianco e nero la figura di un arciere ( che richiama alla mente le xilografie di De Carolis ), e il motto costituito dai tre verbi "Incocca", "Tende" e "Scaglia", tratti dalla tragedia dannunziana "La Nave", e posti su tre righe. L'arco teso e la freccia incoccata simboleggiavano l'aggressività e la rapidità d'intervento degli aerei da caccia del 1° Stormo. Questo distintivo venne ripreso durante la R.S.I. dalla 3° Squadriglia del 1° Gruppo C.T. e applicato su questo particolare anello da Nino Pittini, probabilmente tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945, dopo il suo abbattimento e la perdita del piede destro. Terminata la convalescenza, recuperò i i resti del suo apparecchio e si fece fare l'anello ( del diametro interno di circa 19,5 mm ) utilizando parte di un cilindro del motore, e facendovi applicare il distintivo di forma ottagonale con il simbolo  della sua 3^ Squadriglia "incocca tende scaglia".
Nel dopoguerra, nel corso di una cerimonia aviatoria  con i suoi vecchi commilitoni, Pittini  dono'  questo anello al  suo meccanico e fraterno amico a ricordo e riconoscenza degli anni trascorsi insieme che videro le loro vite legate a quell' apparecchio.

Nino Pittini era nato a Cividale del Friuli il 25 febbraio 1920, vivendo e studiando a Udine fino a conseguire il diploma di geometra. Nel 1938 frequentava un corso per piloti di alianti e nel 1939 entrava all'Accademia Aeronautica di Caserta con il corso "Urano". Nel 1942, con il grado di Tenente Pilota frequentava la Scuola Caccia di Gorizia, dove ebbe come istruttore l'allora Capitano Vittorio Pezzè, maestro del volo acrobatico. Nel 1943 combattè in Sicilia con il 1° Stormo Caccia nella 81° Squadriglia, ma ebbe un grave incidente in fase di atterraggio con il suo Macchi 202 e venne inviato in licenza a casa dove lo raggiunse la notizia dell'armistizio dell'8 settembre e, poco dopo, ascoltò alla radio il discorso del 12 ottobre del colonnello Botto, Sottosegretario di Stato per l'Aeronautica della R.S.I. rivolto agli aviatori italiani. Decise così di seguirne l'invito e presentarsi alla II° ZAT di Padova da dove venne inviato al Gruppo Trasporti di Gorizia. Poco dopo il Maggiore Adriano Visconti lo chiamò a far parte del 1°Gruppo Caccia con sede a Campoformido.
Il 28 marzo 1944, anniversario della fondazione dell'Aeronautica Militare, i cacciatori del 1° Gruppo, decollati alle 11.35 alla guida di Visconti, intercettarono le formazioni di B17 e B-24 della 15a Air Force, scortate dai P-47 del 325° Fighter Group e dai P-38 del 1° e dell’82 Fighter Groups, all'altezza delle valli di Comacchio. I bombardieri si separarono in due distinte formazioni, una diretta a nord ed una a nord ovest: di conseguenza anche i Macchi si divisero in due gruppi d' attacco.
I sergenti Maggiori Veronesi e Marconcini riuscirono ad abbattere due Liberator, mentre un furioso combattimento aveva luogo tra i nostri caccia e i Lightning di scorta. Al termine cinque P-38 furono dichiarati abbattuti e così pure due Macchi 205, uno dei quali era quello del Tenente Pittini. Dopo aver abbattuto un Lightining venne inseguito da quello pilotato dal Lieutenent Maloney che lo colpì abbattendolo. Ferito ad una gamba, abbandonò a fatica l' aereo ormai ingovernabile, a poche decine di metri dal suolo. Toccò terra in un campo arato con il piede destro maciullato dalle raffiche del Lightining. Per prima cosa bloccò l’emorragia col cavetto della radio ed una, fettuccia del paracadute. Soccorso e trasportato all’ospedale di Codigoro subì l’amputazione del piede. Il suo Macchi cadde in un fosso nel Bosco della Mesola. Si concluse cosi' la sua carriera  di ufficiale pilota effettivo perdendo l'idoneità al servizio militare. Per questa azione venne decorato il 29 aprile 1944 dal Generalfeldmarschall von Richtofen, con la Croce di Ferro di 2° Classe e con il Distintivo per Ferita Nero, ricevendo anche la Medaglia d'Argento al Valor Militare italiana. Nino Pittini ha continuato a volare con gli alianti e gli aerei civili, ottenendo diversi premi e riconoscimenti, fino a tarda età. E' morto il 14 settembre 1995.
 

Rara copia del libro "Incocca Tende Scaglia" scritto da Nino Pittini nel 1991 e nel quale racconta la storia della sua vita dedicata all'Aeronautica e quella di molti dei piloti dell'ANR caduti difendendo i cieli e le città dell'Italia settentrionale dai bombardieri alleati. Il libro, purtroppo non più disponibile, contiene una dedica autografa di Nino Pittini al suo amico e collega Giuseppe Corsari.
Disegno tratto dal sito "Wings Palette"
 
   

14-12-2016