Italia (1919-1939)
RARA CARTOLINA ORIGINALE DEGLI ARDITI "DEL IX° REPARTO D'ASSALTO"
Prezzo: venduto - cod. nr. 17794
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L' "Ardito d'Italia" Ciro Scianna, del IX Reparto d'Assalto, raffigurato in una cartolina d'epoca.

Bellissima e rara cartolina commemorativa del "IX Reparto d'Assalto", forse il più famoso reparto con le "Fiamme Nere" sul colletto, per le sue eroiche imprese compiute nella regione del Monte Grappa durante la nostra controffensiva del giugno 1918.
La leggenda vuole che il nero si ispirasse al colore simbolo dei Carbonari veneziani che nel 1848 avevano combattuto contro gli austriaci. Ma il nero, tinta che si addiceva molto bene a dei combattenti che si facevano chiamare "Cavalieri della Morte", era anche l'unico colore non ancora utilizzato per le fiamme del Regio Esercito. In seguito vennero adottate anche le fiamme cremisi per i complementi dei bersaglieri e quelle verdi per i repartid'assalto degli alpini.

Il IX Reparto d'Assalto, agli ordini del Maggiore Messe, faceva parte, come reparto non indivisionato, del IX° Corpo d'Armata della 4.Armata, la cui linea di difesa sul versante occidentale del Monte Grappa venne sfondata dall'offesiva austriaca del 15 giugno 1918. A mezzogiorno le colonne austriache avevano occupato, infatti, la posizione avanzata di Col del Miglio, poi Col Moschin, Col Fenilon e Col Fagheron, capisaldi della linea di resistenza italiana.
La situazione era gravissima perchè gli austriaci quasi si affacciavano sulla pianura veneta. Le artiglierie della contigua 6. Armata e quelle del IX Corpo aprirono un formidabile fuoco di sbarramento sulle posizioni perdute, impedendo l'afflusso di rincalzi e rifornimenti austriaci.
Il IX Reparto d'Assalto, messo in movimento al primo sentore dei successi austriaci, sferrò l'assalto al Col Fagheron, riconquistando di slancio la posizione nel pomeriggio del 15 giugno. Alle 22, dopo un tiro di preparazione di un'ora e mezzo, gli arditi balzarono all'attacco del Col Fenilon, raggiunto e conquistato con un centinaio di prigionieri. Sfruttando il fuoco energico dell'artiglieria italiana e lo sconcerto degli austriaci, il IX Reparto proseguì e all'alba occupò anche il Col Moschin prendendo 300 prigionieri e 25 mitragliatrici. Le perdite dei tre assalti non sono note ma non furono certramente pesanti. Nel volgere di 24 ore, la vitale linea di resistenza sul versante occidentale del Grappa era stata perduta dal IX Corpo d'Armata e riconquistata dagli arditi del IX reparto d'Assalto.
Pochi giorni dopo, il 24 giugno, il IX reparto fu lanciato all'assalto dell'Asolone, contro posizioni ben presidiate e protette da un intenso fuoco di artiglieria. A prezzo di forti perdite, il IX reparto riuscì tuttavia ad arrivare sulla vetta dell'Asolone cacciandone gli austriaci, ma non riuscì a resistere al fuoco di artiglieria ed ai contrattacchi e dovette cedere il terreno conquistato. Nel combattimenti perse 19 ufficiali e 305 arditi, quasi la metà della sua forza.
In quell'azione perse la vita Ciro Scianna, l'Ardito d'Italia, che, alfiere del suo reparto, venne falciato davanti a tutti quando aveva già superato le trincee nemiche. Alla memoria gli venne concessa la medaglia d'oro con la seguente motivazione: "Soldato di altissimo ardimento, in aspra battaglia, sotto un micidialissimo tiro di fucileria e mitragliatrici nemiche e fra tragiche lotte corpo a corpo, portava con irresistibile slancio lo stendardo del battaglione d’assalto alla testa delle ondate, infiammando i compagni entusiasti del suo coraggio. Sulla vetta raggiunta, colpito in pieno petto, cadeva nell’impeto della sua superba audacia, dando al tricolore l’ultimo bacio ed alla Patria l’ultimo pensiero col grido: Viva l’Italia !. Monte Asolone, 24 giugno 1918".

 

13-1-2012