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| La copertina del volume "La mia guerra" pubblicato da Mursia nel 2008 che narra la storia e le ultime tragiche vicende della brigata e del suo comandante |
Bellissimo, rarissimo e "assai chiaccherato" distintivo romboidale della 36° Brigata Nera "Mussolini" di Lucca.
Il distintivo, di forma romboidale, è realizzato in celluloide traslucida incollata su di una piastra metallica posteriore che ospita una grande spilla "da balia" senza alcun marchio.
Sul fronte riporta sul fronte un fascio littorio dorato su sfondo rosso, inscritto in un rombo nero; attorno al fascio le parole “BRIGATA NERA MUSSOLINI LUCCA ”.
Questo distintivo è stato probabilmente prodotto nella primavera-estate del 1944 ma esiste solo una rara fotografia che ritrae un ardito del Btg. d'Assalto Forlì che lo porta soipra la tasca destra dell'uniforme il grosso distintivo romboidale ( a pag. 2425 della "Storia delle Forze Armate della R.S.I." di Giorgio Pisanò ). Fino al 1990 non vi era traccia di questo distintivo sul mercato collezionistico, poi un collezionista romano ritrovò fortuitamente, in una famosa sartoria teatrale, una scatoletta contenente una ventina di questi esemplari. Il perchè questi distintivi siano finiti là nessuno è riuscito a saperlo. La sua comparsa ha determinato una profonda spaccatura tra i collezionisti più esperti. Il "partito del sì" lo considera autentico al 100% e spiega il luogo del suo ritrovamento con la ricerca di oggetti originali d'epoca fatta dalle sartorie teatrali del dopoguerra per le produzioni di Cinecittà. In effetti molti sono stati i ritrovamenti originali di questo tipo negli anni, spesso nei fondi di magazziono dei fabbricanti. In effetti questo distintivo non ha nessuna delle caratteristiche di quei pezzi realizzati dai falsari ( quasi sempre di produzione artigianale pressofusa o con lavorazione manuale ).
Ovviamente il "partito del no" preferisce attribuirlo ad una produzione postbellica ad hoc per Cinecittà, ma anche questa tesi è assi labile in quanto la possibilità che sia stato approntato per qualche finzione teatrale o cinematografica sembra poco probabile data l'estrema accuratezza dei particolari che lo distingue ( giusta dimensione, robustezza e grafica perfetta ). Non esistono inoltre testimonianze che ne indichino la sua utilizzazione in tali produzioni cinematografiche.
Insomma un vero "rebus" ancora irrisolto che comunque spinge i collezionisti del settore a contendersi i pochi esemplari in circolazione.
La XXXVI Brigata Nera “Mussolini” di Lucca, fu la prima Brigata Nera ad essere costituita, in base ad un accordo personale tra il comandante Idreno Utimpergher e Alessandro Pavolini, segretario del Partito Fascista Repubblicano; in quanto prima Brigata costituita, potè fregiarsi del nome “Benito Mussolini”, che però cambiò in seguito con quello di “Natale Piacgentini”. La Brigata Nera operò in Garfagnana, nel modenese, nel piacentino ed infine in Piemonte, a partire dal gennaio 1945. Trasferita a Milano negli ultimi giorni di guerra, seguì la sorte di Mussolini e dei gerarchi a Como. La Brigata deve la propria fama principalmente agli eventi di Dongo, ai quali prese parte con una scorta armata dotata di autoblindo pesantemente modificata. Durante l’azione, il comandante della Brigata e numerose altre camicie nere cadderò sotto il fuoco dei partigiani.