Italia R.S.I.
RARISSIMO CASCO DA CARRISTA "TIPO BASSO" DEL GRUPPO CARRI "LEONESSA" DELLA R.S.I.
Prezzo: venduto - cod. nr. 12989

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Carristi della "Leonessa" in sosta a Torino nel luglio 1944

Rarissimo casco da carrista, modello "basso", con teschio anteriore in metallo. Da un controllo accurato, il teschio è risultato essere stato applicato all'epoca. Questo tipo di casco è stato usato anche durante la Guerra di Spagna dai carristi del "Raggruppamento Reparti Specializzati", aggregati ai Gruppi Banderas, con e senza teschio. Il disegno di un maggiore con questo casco è visibile a pagina 205 del volume "C.T.V. Il CorpoTruppe Volontarie Italiano durante la Guerra Civile Spagnola 1936 - 1939" scritto da Ernestino Chiappa per la EMI di MIlano nel 2003.
Quando questo casco è stato fortunosamente ritrovato nelle campagne piemontesi, era in condizioni "molto vissute" ed è stato sapientemente "restaurato" e pulito con appositi prodotti per riportarlo alla condizione originale. Si notano solo le scrostature della vernice nera sugli aeratori laterali, i quali non sono stati restaurati per ovvie ragioni di fascino!
Il luogo del ritrovamento ed altri particolari, fanno però propendere per il suo utlizzo durante la Repubblica Sociale Italiana da parte di un carrista del Gruppo Corazzato "Leonessa"..

Il teschio è un esemplare originale di "teschio con tibie incrociate" metallico di grande formato utilizzato come fregio da basco dalle Brigate Nere, dalla Legione Autonoma Mobile "Ettore Muti" e da altri reparti della Guardia Nazionale Repubblicana come le Fiamme Bianche. Venne anche utilizzato come fregio da giubba dal "Battaglione Bersaglieri Mussolini" portato al di sopra del taschino sinistro.
Il teschio era prodotto dalla ditta F.M. Lorioli F.lli di Milano e da altre fabbriche minori anche prima dell'armistizio in quanto gia' usato come fregio da alcuni battaglioni CC.NN. della Milizia, ad esempio il 240° battaglione.  
 

Dopo l'8 settembre 1943, la Divisione Corazzata "M" che aveva mutato nome in “Divisione Corazzata Legionaria Centauro” il 25 luglio e della quale faceva parte il gruppo carri "Leonessa", seguì le sorti delle altre forze armate e si sciolse definitivamente il 12 settembre. Dopo lo scioglimento la quasi totalità dei suoi effettivi decise di aderire alla Repubblica Sociale Italiana.
Verso metà settembre si formò la 1^ Legione d’assalto “M” (comprendente elementi del 79° e 41° battaglione CC.NN. – che costituiva il “vecchio” gruppo Tagliamento – e il 16° battaglione “M”) agli ordini del seniore Zuccari; sempre quest’ultimo ricostituì in seguito ad Alessandria la legione Tagliamento. Nell’inverno 1943 si formò a Novara il battaglione “M” Montebello, composto dagli elementi del 6°, 12° e 30° battaglione “M” (l’ex gruppo “Montebello” della Divisione Corazzata “M”); sempre proveniente dalla stesa unità si riunì al Nord anche l’intero gruppo carri “Leonessa”.
Il 30 settembre 1943 si costituì ufficialmente a Montichiari ( Brescia ) il Gruppo Corazzato "Leonessa" raggiungendo la forza di un battaglione su due compagnie. Il comando del Gruppo venne tenuto fino al 15 ottobre dal Tenente Colonnello Ferdinando Tesi il quale da tale data fu chiamato dal Ministro dell'Economia Tarchi per assumere un importante incarico presso quel dicastero. Il comando venne assunto dal Vice Comandante Maggiore Priamo Swich successivamente promosso Tenente colonnello.
Ovviamente Occorreva dotare il Gruppo , perche' fosse ancora un reparto corazzato,di mezzi corazzati e di automezzi. Nei Depositi dei disciolti reggimenti carristi, carri armati di fabbricazione italiana (M13, M14, M15 ed L3) dovevano pur esserci o comunque in qualche zona dovevano essere nascosti. Dagli ufficiali provenienti dai reggimenti carristi dell'esercito arruolatesi volontari nella "Leonessa" venne organizzato, naturalmente consenziente il Comandante Swich, un servizio di informazione e di perlustrazione presso i depositi carristi dell'Alta Italia (Bologna, Vercelli, Verona, Siena in particolare) e presso l'Ansaldo e la Fiat.
I risultati furono soddisfacenti. I carri armati c'erano, come anche gli autocarri e il carburante ed in alcuni depositi anche armi ben oleate (specie mitra).
La ricostruzione del Gruppo che inizialmente si articolò su due Compagnie, sul plotone comando e nei servizi nel suo organigramma di uomini e nella dotazione dell' armamento e dei mezzi era completato alla fine di gennaio 1944. L' organico venne successivamente rafforzato con l'afflusso di giovani volontari.
Il 1° febbraio 1944 in occasione del giuramento alla R.S.I. il Gruppo completamente motorizzato e con un discreto numero di carri armati sfilò per le vie di Brescia applaudito. Il Generale Ricci volle ricevere al Comando Generale tutti gli ufficiali ed una rappresentanza di sottufficiali e legionari per manifestare il suo compiacimento. Il 1° marzo 1944 il Gruppo venne destinato a Torino a rinforzo del Comando provinciale della G.N.R. Zona d' impiego il Piemonte. Le donne fasciste di Montichiari offrirono al gruppo il gagliardetto di combattimento.
Il gruppo continuò ad aumentare di uomini e di mezzi ed anche di artiglieria. Grazie a questi afflussi di volontari l'organico della Leonessa risultò di 4 compagnie, oltre a quella Comando-Distaccamento di Milano (Compagnia di Formazione), due reparti distaccati, uno presso il Comando generale della G.N.R. ed uno di rinforzo al Battaglione "M" Venezia Giulia anch'esso operante in Piemonte, ed una batteria motorizzata. Quando la "Leonessa" giunse a Torino ai primi di Marzo del 1944, la città era quasi assediata. distaccamenti partigiani più avanzati erano a pochi chilometri da Torino; frequenti le puntate dei partigiani lungo l'autostrada Torino - Milano, che rendevano difficile l'approvvigionamento alimentare di Torino e di Milano ed il transito (quel poco che allora c'era) civile e commerciale. Un'azione condotta in Val d'Aosta nell'agosto 1944 raggiunse un duplice risultato : il recupero di materiale bellico e la rioccupazione della Valle d'Aosta il cui capoluogo era restato isolato per qualche mese.
Per un reparto motocorazzato era di vitale importanza assicurarsi il rifornimento di carburante. E la "Leonessa" se lo assicurò. Nel luglio 1944 un reparto della "Leonessa" per una serie di azioni antiguerriglia venne dislocata nella zona dell'Appennino Emiliano fra Parma, Piacenza e la Val Trebbia. Il reparto al comando del Capitano Bodda e dopo che questi fu ferito, dal Tenente Loffredi doveva controllare la zona e aveva anche la funzione di presidiare i pozzi di petrolio di Montechino che fra il 1939 e il 1942 erano stati qui installati dall'Agip. Il greggio prelevato dai pozzi veniva trasportato per mezzo di autocarri in fusti da 200 litri. Dopo una sosta a Piacenza la colonna motorizzata, di notte, al fine di evitare gli attacchi aerei, su pontoni predisposti dal genio pionieri della Wermacht attraversava il Po per raggiungere Milano ove la Oleobliz procedeva alla distillazione del greggio la maggior parte del carburante restava alla "Leonessa" e comunque in quantità tale da assicurare il funzionamento dei mezzi motocorazzati in dotazione al Gruppo. Il resto andava alla Wermacht ed alle Forze Armate italiane.
Un efficiente deposito carburanti venne organizzato a Milano con annesso servizio assegnazione carburante ai diversi reparti della "Leonessa". Il "Gruppo Carri Leonessa" assunse a fine dicembre 1944 la denominazione di "Gruppo Corazzato - M - Leonessa". Ai primi di aprile del 1945 i pozzi petroliferi di Montechino furono sottoposti ad un prolungato attacco di cacciabombardieri anglo-americani. Le attrezzature subirono gravissimi danni. L'ultimo carico di greggio da Piacenza a Milano fu compiuto fra il 19 e il 20 aprile del 1945 sotto continui attacchi aerei e di pattuglie partigiane. Il 5 maggio 1945 il Gruppo si sciolse a Strambino Romano vicino ad Ivrea ( Torino ).

 
I carri della "Leonessa" sfilano a Torino nel luglio 1944

 3-5-2008