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| Insegne e motto araldico del Reggimento |
Il "colbacco" non guarnito, cioè privo degli abbellimenti prescritti per la grande uniforme, è costitutito da un tubo di cuoio ricoperto con pelo di lapin nero e foderato all'interno in seta, qui stranamente sostituita in epoca con carta di giornale cucita, e giretto di marocchino nero. E' chiuso superiormente con un imperiale di cuoio nero verniciato, leggermente affossato. Il colbacco reca frontalmente il fregio del reggimento costituito da due lance incrociate che connotava la Specialità Lancieri, recante nel tondo centrale il numero "10" proprio del 10° Reggimento Lancieri "Vittorio Emanuele II".
Il Reggimento venne costituito a Torino il 12 giugno 1859 con elementi esclusivamente volontari, provenienti dal Veneto e dalla Romagna e ordinato su 5 squadroni. Il suo primo comandante fu Angelo Ruvinetti.
I colori del Reggimento erano il bavero giallo e il paramano nero filettato di giallo.
Il 25 marzo 1860, con l'annessione di Toscana ed Emilia Romagna, venne incorporato nell'Armata Sarda e inserito nella specialità dei lancieri assumendo il nome di "Lancieri di Vittorio Emanuele". Il Reggimento partecipò , insieme ad altri, alla campagna contro l'esercito pontificio, arresosi infine ad Ancona, scendendo dalla Romagna verso le Marche e restando poi a presidiare le province appena liberate. Nel biennio 1887-88 partecipò alla Campagna d'Eritrea e nel 1911-12 a quella di Libia. Il 30 agosto 1900 aveva modificato la sua denominazione in "Reggimento Lancieri Vittorio Emanuele II ( 10 )" e nel 1909 era di stanza a Vicenza con due squadroni e con altri due distaccati a Cittadella e Castelfranco.
Nel corso della Grande Guerra entrò in azione nel 1915 a Cervignano del Friuli. Nel 1917 venne impiegato sull'Isonzo e sul Piave e nel 1918 partecipò attivamente alla battaglia di Monastir, meritando la Medaglia al Valore di Bronzo allo stendardo. Si distinse infine per le ricognizioni svolte sui guadi del Piave. Il 19 giugno divenne il giorno della Festa Reggimentale, anniversario del fatto d'armi di Monastir.
Il 20 maggio 1920 vennero tolte le lance dal fregio e il reparto fu trasformato in Reggimento Cavalleggeri Vittorio Emanuele II. Nel 1934 riassume la denominazione di Reggimento Lancieri Vittorio Emanuele II e nel 1935-36 venne inviato in Africa Orientale Italiana. Nel 1941 venne destinato al fronte jugoslavo e qui rimase fino al 1942 quando l'unità lasciò i cavalli e venne dotata di nuovi mezzi assumendo la denominazione di Reggimento Corazzato Vittorio Emanuele II. Nel 1943 era dislocato sul territorio nazionale, in Venezia Giulia e Lazio. Nel settembre del 1943 viene disciolto a Roma.