Italia (1919-1939)
RARISSIMO NUMERO UNICO DEDICATO ALLA PRIMA CROCIERA AEREA TRANSATLANTICA "ITALIA-BRASILE" DEL 1930 AL COMANDO DI ITALO BALBO
Prezzo: venduto - cod. nr. 14986
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Pubblicazione speciale ed unica di grandi dimensioni, edita da "Le Vie dell'Aria", dedicata alla prima Crociera Aerea Transatlantica "Italia-Brasile" effettuata dal Comandante Italo Balbo con i suoi 14 idrovolanti "Savoia Marchetti S.55A" e 56 uomoni di equipaggio. E' composta da 28 grandi pagine che contengono numerosi articoli e fotografie inerenti la Trasvolata Atlantica.
La copertina riproduce il manifesto originale della Trasvolata, mentre all'interno troviamo, come inizio, la riproduzione della prima pagina del giornale “Le Vie dell'Aria” con la grande foto del Com.te Balbo per onorare il successo della grande impresa aeronautica, ed ancora moltissime fotografie tra cui quelle degli equipaggi, gli stemmi delle squadriglie, la rassegna stampa internazionale, la tecnologia usata nell'impresa, tutti i gadget promozionali realizzati per commemorare la Trasvolata (una ottima guida per i collezionisti), ecc. ecc.
La pubblicazione è in ottime condizioni salvo il dorso della copertina e di due pagine (pagina doppia) che mostrano notevoli segni di usura ma facilmente ripristinabili.
A differenza del secondo numero unico dedicato alla Trasvolata Atlantica o Crociera Aerea del Decennale del 1933, “Orbetello-Chicago-NewYork-Roma”, che è relativamente facile da reperire, questo invece è di estrema rarità, sicuramente perchè prodotto veramente in quantità limitata rispetto al successivo! Comunque, un reportage storico da non perdere.

Nel 1925 si concretizzò l'instaurazione del governo di Benito Mussolini , che attraverso il Generale di Squadra Aerea Italo Balbo diede impulso allo sviluppo dell’Arma Aeronautica che ad Orbetello portò quella che allora fu' definita l’Università del Volo ossia la scuola N.A.D.A.M. (Navigazione Aerea d’Alto Mare).
Ad Orbetello,nell'inverno del 1930 iniziò, intorno alle acque della laguna , l'avventura dei 14 idrovolanti S55 che sorvolarono l'Atlantico fino a raggiungere il Brasile sotto ordine del comandante Italo Balbo, ansioso di partire.
Purtroppo, quando tutto era ormai pronto, le pessime condizioni atmosferiche per tutta la lunghezza del tragitto, negarono la desiderata partenza. Cosi' la mattina di mercoledi' 15 dicembre, data fissata per prendere quota, vide tornare tutti alle ordinarie mansioni. La mattina del 16 non registrò alcun miglioramento climatico, perciò le squadriglie degli S55 furono costrette a rinunciare ancora una volta ad alzarsi in volo. L'attesa termino' solo il giorno seguente, venerdì 17. Alle 4 in punto della mattina suonò la sveglia ai 56 trasvolatori divisi in 14 equipaggi.
L'idroscalo "Brunetta" era ancora immerso nel buio, con la luce intermittente dei riflettori che illuminava i velivoli ancora coperti. Di certo Italo Balbo, che aveva scelto come punto di partenza la laguna di Orbetello per l'amore che nutriva per questo posto, avra' sentito una forte emozione al momento dell'alzabandiera.
Fu, infatti, proprio il suo aereo il primo ad alzarsi in volo, alle 7 e 45, seguito immediatamente dagli altri compagni di viaggio che con lui avrebbero percorso i 10.400 chilometri che li separavano da Rio de Janeiro. Soltanto 10 dei 14 idrovolanti che si alzarono in volo arrivarono in America meridionale, gli altri andarono invece incontro ad un esito diverso, per alcuni di loro, tragico.
Un intero equipaggio mori', infatti, in un decollo fallimentare, a seguito del quale l'apparecchio ricadde subito dopo essersi alzato. In circostanze analoghe perse la vita un altro trasvolatore, mentre gli altri due aerei che non arrivarono a destinazione, mancarono di poco la meta, cadendo in mare prima del compimento dell'ultima tappa, quella che li avrebbe portati da Bahia alla capitale brasiliana. Alle 16 e 10 dell'11 gennaio 1931, nei cieli di Rio, quei motori in cui rombavano 1200 cavalli, annunciarono l'arrivo dei trasvolatori partiti da Orbetello al seguito di Italo Balbo, il primo che alle 16 e 35 toccò terra.

Il Savoia-Marchetti S.55 fu progettato dall'ing. Alessandro Marchetti che usò l'intelligente caratteristica di unire a due propulsori le eliche, di cui una era spingente l'altra traente.
Questi propulsori erano alloggiati in un'unica gondola motrice sul piano di simmetria del velivolo: ciò evitava i problemi giroscopici e gli imbardanti dovuti a possibili dissimetrie di spinta o avarie di una normale disposizione bimotore. Particolarmente ben progettati erano i due scafi: sfruttavano una struttura cellulare che permetteva il galleggiamento anche in condizioni critiche di danneggiamento e acque mosse. Il velivolo venne inizialmente respinto dalla commissione giudicatrice del commissariato dell'Aviazione perché ritenuto troppo ardito, nonostante rispondesse alle specifiche richieste, e gli venne preferito un modello piu convenzionale. Piu tardi venne riesaminato e finalmente gli vennero riconosciuti gli indubbi pregi e venne adottato.

( Notizie storiche e foto tratte dal sito "Orbetello Idroscalo " )  
 
 
L'SS.55 visto di fronte
L'SS.55 visto di lato
 
 

 31-3-2010