Italia (1919-1939)
ECCEZIONALE DOCUMENTO FIRMATO DA GABRIELE D'ANNUNZIO LA NOTTE DELLA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALL'AUSTRIA IL 24 MAGGIO 1915
Prezzo: venduto - cod. nr. 14752
La metà inferiore del menù del ristorante "Castello dei Cesari" sul cui retro sono state apposte le firme di D'Annunzio e degli altri commensali
L'incipit dell'orazione declamata da D'Annunzio all'alba del 25 maggio 1915 nel ristorante "Castello dei Cesari" e successivamente raccolta e stampata nel volume "Per la Grande Italia"
La chiusa dell'Orazione con il commiato di DAnnunzio dai suoi compagni di cena all'alba del 25 maggio 1915
Un'immagine notturna del "Castello dei Cesari" ricavata da una cartolina d'epoca e riproducente l'immagine che D'Annunzio e i suoi compagni avevano davanti agli occhi in quella notte tra il 24 e il 25 maggio 1915

Questo documento costituisce la prova eccezionale di un avvenimento che ha dato praticamente inizio all'avventura dannunziana nella prima guerra mondiale.
D'Annunzio, fervente interventista, si era già espresso in numerose occasioni, passate poi alla Storia, a favore dell'ingresso in guerra dell'Italia a fianco delle potenze occidentali e contro gli Imperi Centrali, quindi la Dichiarazione di Guerra all'Austria-Ungheria annunciata dal Governo Italiano tramite il suo ambasciatore a Vienna Giuseppe Avarna il 24 maggio 1915, venne da lui accolta con la gioia di chi vede finalmente realizzato il suo sogno e pertanto meritevole di essere celebrata con gli amici più vicini e fidati. D'Annunzio in quei giorni si trovava a Roma, città che amava forse più di ogni altra, ed era circondato da una piccola corte di giovani amici e amiche appartenenti alla migliore nobiltà romana e tutti, come lui, ansiosi di dar prova del proprio coraggio nella guerra invocata ed imminente.
La sera del 24 maggio 1915 questo gruppo ristretto si ritrovò a festeggiare insieme l'avvenimento con una cena propiziatoria dei futuri eroici destini di ciascuno di loro e della Nazione tutta. Si sa che la cena terminò all'alba del 25 maggio e che in quella occasiona D'Annunzio pronunziò la sua famosa orazione, passata alla storia con il nome "Parole dette in una cena di compagni all'alba del XXV Maggio MCMXV", "stenografata" da qualcuno dei presenti e successivamente pubblicata nella raccolta "Per la più Grande Italia" alla fine di quello stesso anno.

Fino ad oggi era stato impossibile conoscere i particolari di quella cena, i nomi di tutti i fortunati commensali e neanche il luogo dove questa si svolse. Questo straordinario documento ci consente finalmente di fare piena luce su questo storico avvenimento, dando un nome e un volto ai partecipanti alla "cena di compagni" e consentendoci di localizzarla con precisione in uno dei più famosi ristoranti romani dell'epoca.
Proprio utilizzando un menù del ristorante, diviso a metà, D'Annunzio stesso o uno dei suoi amici, decisero che quella occasione meritava di essere in qualche modo "immortalata" apponendovi sopra le proprie firme. Qualcuno si incaricò di intestare il documento con la data "Roma 24 maggio 1915" e il nome del ristorante "Castello dei Cesari", accompagnato da un asterisco che rimanda in fondo alla pagina alla nota "Sorelle Menotti", probabilmente le proprietarie del locale.
Il primo ad apporre la sua firma fu sicuramente D'Annunzio che scrisse il proprio nome in grande, con inchiostro nero, proprio al centro del documento. Seguirono poi le firme di tutti gli altri commensali, quasi a testimoniare così la loro presenza a quello storico cenacolo. Non tutte le firme sono riconoscibili ma tra tutte spiccano quelle di Elena Piccolomini e Maria Blanc ( stranamente unite da un asterisco ), di Giuseppe Primoli e Giuseppina Giorgi, di Silvio Piccolomini, di Maria o Marina Pignatelli e di Manfredi Gravina di Ramacca, carissimo amico di D'annunzio, ufficiale di Marina e futuro eroe di guerra, con il quale il Vate condusse un serrato carteggio epistolare.
Sul retro del documento sono riconoscibili i nomi e i prezzi delle pietanze e bibite offerte dal ristorante, situato in uno dei luoghi più belli della Roma di inizio secolo.
Il "Castello dei Cesari", infatti, era situato in via Santa Prisca 7, dove aveva trasformato il vecchio edificio del 1600 chiamato "Castello d'Acqua", in uno dei ristoranti più in voga per l'incantevole vista sulle rovine dei Palazzi Flavi al Palatino e per il suo splendido isolamento tra le vigne e gli orti che caratterizzavano il colle, zona allora suburbana a scarsissima densità abitativa.
Ci troviamo quindi di fronte ad un documento unico nel suo genere che ci fa toccare con mano, nel vero senso della parola, un momento tra i più importanti della vita di Gabriele D'annunzio, immortalandolo per il futuro e la cui rarità è tale da renderlo difficilmente stimabile sotto il profilo collezionistico.

La firma apposta da Gabriele D'annunzio al centro del documento
Particolari del documento ( cliccare per ingrandire le immagini )
Il volume "Per la più Grande Italia" di Gabriele D'annunzio, pubblicato nel 1915, nell'edizione del 1934 edita dalla casa editrice L'Oleandro di Roma che verrà allegato al documento
 
 
   

3-12-2009