Rarissimo distintivo originale realizzato in occasione del Premio di Trotto "Sorci Verdi", svoltosi all'ippodromo di Agnano a Napoli nel 1937. Quello che lo rende particolarmente raro è il nome del Premio collegato ai simboli presenti sul distintivo: un cavallo attaccato al sulky tipico delle corse al trotto, un fascio littorio traversale stilizzato sul quale sono disegnati tre "sorci verdi" e le sagome di tre aerei in volo.
La spiegazione di questo strano mix di simboli ci viene dall'anno XVI dell'Era Fascista, cioè il 1937, indicato nella scritta che corre sul bordo del distintivo.
L'ippodromo di Agnano è stato costruito e inaugurato da Starace, segretario del PNF, il 2 ottobre 1935 nel clima concitato della dichiarazione di guerra all'Etiopia. In fatto di cavalli Napoli era da tempo all'avanguardia: il cavaliere Edoardo Ginistrelli andò a vincere nientemeno che il Derby di Epsom 1908 con la puledra Signorinetta, nata a Newmarket, dove Ginistrelli aveva trasferito da Portici il suo allevamento. Il cavaliere Gennaro Gargiulo di Afragola portò a Roma il suo cavallo Malacoda, guidato dall' emiliano Nello Branchini, e vinse il Derby Reale di trotto del 1926.
A Napoli mancava però un ippodromo. Il Campo di Marte, dove oggi sorge l' aeroporto di Capodichino, aveva fatto il suo tempo. Raffaele Ruggiero, proprietario del lago prosciugato di Agnano, dove già si disputavano corse ad ostacoli dal 1850, regalò il terreno al Comune perché vi costruisse un più attrezzato ippodromo di galoppo. Alcuni napoletani di gran nome, Giuseppe Perlini, Tommaso Leonetti, Michele Romano, appoggiarono l' iniziativa dei fratelli perugini Spinelli, esperti di ippodromi, per la realizzazione del nuovo impianto. I lavori cominciarono il 7 luglio 1934. Il 2 giugno 1935 l' ippodromo era completato, pronto per l' inaugurazione. Diecimila spettatori , scrissero i giornali, " e il comodo parco automobilistico nereggiava di vetture già alle 15. Annaotaha fu la prima vincitrice di Agnano.
Un anello di sabbia fu costruito all' interno della pista di galoppo e il trotto debuttò quattro mesi dopo. Ma fu una giornata sventurata, il 2 ottobre. Alle 15.30, dopo la terza corsa, arrivò l' ordine di evacuare l' ippodromo perché bisognava accorrere in piazza Plebiscito e là ascoltare che cosa avrebbe detto Mussolini per radio. Gli altoparlanti gracchiarono un po' , poi arrivò la voce stentorea del Duce. Disse che con l' Etiopia avevamo pazientato quarant' anni. "Ora basta!" disse. E annunciò di averle dichiarato guerra.
Durante la guerra d'Etiopia Bruno Mussolini, figlio del Duce e abile pilota, venne assegnato, assieme al fratello Vittorio, alla 14ª Squadriglia di bombardamento "Quia sum leo", conosciuta anche come "Testa di leone". In questa campagna si guadagnò una Medaglia d'Argento al valor militare. Nell'agosto 1937 partecipò insieme ad Attilio Biseo, con uno dei Savoia-Marchetti S.M.79 alla corsa aerea Istres-Damasco-Parigi. Il suo aereo concluse la gara al terzo posto, dopo un atterraggio di fortuna all'aeroporto di Cameri. Sempre con questa squadriglia, nel gennaio 1938 partecipò alla trasvolata Italia-Brasile. Sempre assieme ad Attilio Biseo nel 1937 migliorò il primato di velocità sui mille chilometri, con carico di due tonnellate, ottenendo i 430 km/h. In questo frangente nacque la squadriglia dei Sorci Verdi, proprio da una battuta di Bruno Mussolini: ai presenti che criticavano gli S79 ribatté, infatti, "Storcete pure il naso. Quando gli S79 cominceranno a volare, vi faremo vedere i sorci verdi". Bruno Mussolini aveva un particolare attaccamento per la città di Napoli, così come l'altro fratello Romano e, non appena fu realizzato l'ippodromo del trotto, costituì con Romano, una scuderia di trottatori alla quale diede il nome di "Sorci Verdi". Probabilmente, come era in uso allora e forse ancora oggi, l'importante proprietario, figlio del Duce, istituì un premio che prese il nome della sua scuderia.
Ecco spiegata la simbologia del distintivo, oggi estremamente raro e ricercato, realizzato dalla S.A. Picchiani e Barlacchi di Firenze, come indicato dal marchio inciso sul piastrino che regge la robusta spilla posta sul retro.